Economia - 25 luglio 2026, 15:25

Prosegue “Switcher – Scuola per eroine e antieroine di oggi e di domani”, il percorso per condividere in modo empatico gli strumenti che permettono di diventare ciò che si vuole essere

Il confronto tra Evelina Christillin e Lucia Fracassi a Villa Tornaforte-Aragno al centro del secondo appuntamento sull’empowerment femminile

Da sinistra Stefania Soma, Giuliana Cirio, Nino Aragno, Lucia Fracassi ed Evelina Christillin

«Questi sono appuntamenti di sentimento. Con il termine Switcher cerchiamo di descrivere quel passaggio che avviene dentro di noi quando non ci sentiamo pronte e qualcosa ci fa trovare la forza per superare l’ostacolo e arrivare dove vogliamo». Con queste parole Giuliana Cirio, direttrice generale di Confindustria Cuneo, ha aperto il secondo appuntamento di “Switcher – Scuola per eroine e antieroine di oggi e di domani”, ospitato giovedì 23 luglio a Villa Tornaforte-Aragno di Cuneo.

Cirio ha richiamato la logica della rassegna, nata per affrontare l’ipercritica con cui spesso le donne misurano la propria adeguatezza e il prezzo più alto che pagano per raggiungere ruoli e obiettivi. Switcher porta quindi sul palco donne che hanno attraversato fragilità, insicurezze e crisi, trasformandole in consapevolezza. L’intento non è offrire modelli irraggiungibili, ma condividere in modo empatico gli strumenti che permettono di diventare ciò che si vuole essere.

Dopo il saluto dell’imprenditore e padrone di casa Nino Aragno, Stefania Soma ha guidato il dialogo con Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie, e Lucia Fracassi, amministratore delegato di eVISO. Due esperienze diverse, accomunate dalla disponibilità a cambiare strada, ricominciare e assumersi responsabilità.

«Il cambiamento mi terrorizza, ma ne ho fatto una pratica di vita: ogni volta bisogna ricominciare da zero, imparare, studiare e non prendersi troppo sul serio», ha raccontato Christillin. Dalla candidatura di Torino alle Olimpiadi del 2006 al rilancio del Museo Egizio, il suo percorso ha mostrato il valore della “sana incoscienza”, degli alleati e della fiducia nei giovani.

Fracassi ha ricondotto il proprio “switch” al coaching e a una leadership fondata sull’ascolto. «Oggi faccio soprattutto domande, più che dare risposte: dall’intelligenza collettiva si riesce a costruire tantissimo». Ha raccontato i passaggi non lineari della propria carriera, le scelte personali che le hanno consentito di sviluppare maggiore empatia e il modello di guida condivisa adottato in eVISO. Sul tema del genere ha chiarito: «La leadership non ha una connotazione di genere, come non ce l’ha la parola valore. Esiste il talento, che si manifesta nelle donne e negli uomini: la competenza è l’elemento premiante».

Il confronto è proseguito con le domande del pubblico: uno “switch” può essere condiviso e attivare il cambiamento in un intero gruppo? Le due ospiti hanno risposto richiamando la libertà di proporre nuovi percorsi, la creatività e la capacità delle organizzazioni di dare spazio alle persone. Altre domande hanno portato il dialogo dal lavoro alla dimensione personale: se fossero diventate le donne immaginate da bambine, il rapporto con il proprio corpo e ciò che direbbero oggi alle loro versioni più giovani. «Stai più attenta agli altri», ha risposto Christillin; «Avresti potuto farcela anche essendo meno severa con te stessa», ha concluso Fracassi.

Promosso da Confindustria Cuneo in collaborazione con il Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Cuneo e il sostegno di Fondazione Crc, Switcher è stato inaugurato il 27 maggio al Castello della Manta con Concita De Gregorio. La rassegna proseguirà il 24 settembre a Mondovì con Silvia Salis, il 16 ottobre ad Alba con Ilaria D’Amico e l’11 novembre a Cuneo con Concita De Gregorio ed Erica Mou.

Comunicato stampa