Attualità - 27 luglio 2026, 13:43

Ipotesi di un piccolo invaso in località Reboissino a San Damiano Macra, il presidente dell’Unione Montana Valle Maira scrive a Cirio

Francesco Cioffi torna alla carica dopo l'incontro in Regione nel 2024 e si rivolge anche all'assessore regionale Gallo e al senatore Bergesio.

L’incontro di una delegazione dell'Unione Montana Valle Maira con il presidente Alberto Cirio a Torino nel marzo 2024 al grattacielo della Regione Piemonte

In ragione della nuova attuale grave criticità dovuta alla carenza di risorse idriche, il presidente dell’Unione Montana Valle Maira Francesco Cioffi, mercoledì 22 luglio 2026 ha ritrasmesso la lettera indirizzata al Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, già inviata il 25 marzo 2024, in riferimento all’ipotesi di realizzazione di un piccolo invaso in Località Reboissino nel Comune di San Damiano Macra, per chiedere aggiornamenti ed eventuali sviluppi dell’opera, di cui si era richiesto l’inserimento nel Piano Strategico regionale. La lettera è stata spedita anche al senatore Giorgio Maria Bergesio e per conoscenza all’assessore regionale Marco Gallo. 

Nell’incontro svoltosi a Torino nel marzo 2024 al grattacielo della Regione Piemonte con il presidente Alberto Cirio per il progetto del nuovo invaso, il presidente dell’Unione Montana Valle Maira era accompagnato dai componenti della giunta di allora e aveva presentato la proposta con l’obiettivo di realizzare un progetto per un utilizzo plurimo dell’acqua a scopo potabile, irriguo, industriale, idroelettrico ed ambientale con ricadute sia a monte che a valle nel quale giustapporre interventi in modo da coglierne il disegno d’insieme. Come riportato nella lettera del 25 marzo 2024, “la grave crisi idrica degli ultimi anni ha fatto riemergere la discussione a livello regionale circa la necessità di programmare una serie di opere necessarie a contrastare il fenomeno. Tenuto conto delle pregresse esperienze che hanno in passato coinvolto la Valle Maira circa l’ipotesi di realizzazione di un bacino sul nostro territorio, nonché delle notizie apprese circa la possibilità di includere nel piano regionale un invaso di piccole dimensioni in località Reboissino del Comune di San Damiano Macra, l’argomento è stato oggetto di un dibattito che ha coinvolto le amministrazioni locali”. L’ipotesi di realizzazione del piccolo invaso, in un’ottica di confronto costruttivo tra pianura e montagna che individui un equilibrio tra benefici e necessità delle diverse parti coinvolte, può avere un impatto importante su un tratto significativo della provincia di Cuneo e si caratterizza come “cantiere” replicabile nelle valli. 

Nella lettera erano allegate le delibere del Consiglio dell’Unione Montana n. 25 del 13.12.2023 e del Consiglio Provinciale n. 16 del 29.02.2024, in cui erano evidenziati alcuni aspetti emersi rappresentativi delle volontà locali e condizioni poste dalle amministrazioni territoriali. "In particolare già allora veniva ribadito che l’intervento non può essere calato dall’alto ma deve trovare il consenso del territorio e garantire allo stesso contropartite chiare, sotto forma di benefici economici e infrastrutturali; l’invaso dovrà prevedere per quanto possibile un uso plurimo delle acque (ad esempio: irriguo, idropotabile, idroelettrico, industriale); prima di dar corso a qualsiasi progetto strutturale di un invaso, occorre uno studio tecnico-scientifico sulle condizioni del bacino del Maira sotto il profilo idrografico, che individui la prevista riorganizzazione del servizio idrico in tutta la Valle Maira (soprattutto nei territori a monte dell’invaso), individuando altresì altri interventi, in sostituzione o ad integrazione dell’invaso di Reboissino, restando vincolata la realizzazione dell’invaso in oggetto ai risultati del summenzionato studio preventivo. Inoltre il progetto-studio, con le evidenze chiare delle effettive ricadute, negative e positive, sul territorio, dovrà essere sottoposto a valutazione dei Consigli Comunali dei Comuni della Valle, con momenti informativi in ogni Comune che dovranno raccogliere le espressioni della popolazione e l’opera, nel rispetto dell’impatto ambientale, non dovrà compromettere la viabilità principale di fondo valle mantenendo l’attuale tracciato della SP 422 ed inoltre, nel periodo di realizzazione dell’opera, si tenga in conto delle importanti ricadute negative sulla viabilità pubblica nella Valle caratterizzata da una forte vocazione turistica".

Redazione