Negli ultimi 14 mesi - quindi dal cosiddetto Liberation day di aprile 2025 - il vino italiano negli Usa ha segnato un -16% sul valore delle proprie vendite rispetto al periodo precedente
Secondo l’Osservatorio di Unione Italiana Vini (Uiv), negli ultimi 14 mesi - quindi dal cosiddetto Liberation day di aprile 2025 - il vino italiano negli Usa ha segnato un -16% sul valore delle proprie vendite rispetto al periodo precedente, con un controvalore pari a -360 milioni di euro.
Un ridimensionamento subìto dal settore in quella che da anni rappresenta la principale piazza mondiale del vino: a fine 2024 le spedizioni italiane negli Stati Uniti sommavano quasi 2 miliardi di euro, quasi un quarto del totale delle esportazioni made in Italy.
Lo scorso anno – rileva Uiv – le vendite si sono fermate a 1,76 miliardi di euro e i primi cinque mesi di quest’anno sono stati i peggiori dal 2017, sia a valore (dato deflazionato) che a volume.
Tra le tipologie, a pagare maggiormente nei primi 5 mesi di quest’anno (tendenziale a -15,5%), quelle dei rossi fermi imbottigliati (-18%) e dei bianchi (-17%), mentre lo spumante lascia l’11%. In difficoltà soprattutto le fasce di prezzo (alla cantina) fino a 6 euro, che rappresentano oltre l’80% della produzione tricolore diretta negli States.