Le immagini delle condizioni in cui vivevano alcuni lavoratori stagionali emerse con l'inchiesta sul caporalato dell'estate 2024 hanno segnato profondamente il territorio. A Mango, uno dei Comuni interessati da quella vicenda, l'Amministrazione ha scelto di trasformare quell'esperienza in un progetto concreto, puntando sull'accoglienza dei lavoratori direttamente nelle aziende agricole.
Il Comune è stato tra i primi ad aderire al progetto Common Ground, nato per favorire forme di reclutamento trasparenti e contrastare lo sfruttamento lavorativo. Oggi quell'esperienza entra in una nuova fase grazie alle modifiche introdotte dalla Regione Piemonte ai contributi destinati ai moduli abitativi temporanei, che consentono di coprire non solo il noleggio delle strutture, ma anche le spese di trasporto, allacciamento e arredamento, finora escluse.
"Siamo partiti due anni fa aderendo a Common Ground proprio in seguito a quella vicenda. Era un progetto pilota che andava migliorato. Abbiamo chiesto alla Regione di ampliare le spese ammissibili, perché non bastava finanziare il noleggio dei moduli: serviva coprire anche trasporto, allacciamenti e arredamento. La Regione ci ha ascoltati e ha modificato il bando", spiega il sindaco Damiano Ferrero.
Per la vendemmia ormai alle porte i tempi non hanno consentito un'adesione diffusa, ma un'azienda di Mango ha già scelto di partecipare al progetto. Ad agosto saranno installati due moduli abitativi destinati a ospitare sei lavoratori stagionali, impiegati direttamente durante la raccolta dell'uva. Nei giorni scorsi Ferrero ha effettuato un sopralluogo insieme a Piertomaso Bergesio, oggi segretario generale della CGIL Cuneo, che segue il progetto per l'organizzazione sindacale.
Per il sindaco il vantaggio non riguarda soltanto l'accoglienza, ma anche l'organizzazione del lavoro.
"L'azienda ha i dipendenti direttamente sul posto, abbatte completamente i costi di trasporto e può organizzare meglio il lavoro, che durante la vendemmia cambia continuamente in base al meteo e alle esigenze della raccolta. Ma soprattutto sa dove dormono i propri lavoratori, sa che sono seguiti. È una gestione completamente diversa, più diretta e più umana."
Il progetto punta anche a favorire il lavoro regolare e a offrire maggiori garanzie sia ai dipendenti sia alle aziende.
"Garantisce un lavoro pulito, chiaro, registrato. I dipendenti non sono sottopagati perché ci sono le regole dell'assunzione, la paga prevista dai contratti e tutta la documentazione necessaria. Anche le aziende lavorano con maggiore serenità, perché sanno di avere personale completamente in regola."
Secondo Ferrero, il sistema può rappresentare anche una risposta concreta alle difficoltà economiche che il comparto vitivinicolo sta attraversando.
"Le cooperative svolgono un lavoro importante, ma hanno costi che molte aziende oggi fanno fatica a sostenere. Se invece si riesce ad assumere direttamente, con un sistema trasparente e sostenuto dagli enti pubblici, si abbattono i costi di produzione e si aiuta un settore fondamentale per il nostro territorio. Se oggi viviamo in un paesaggio riconosciuto dall'Unesco è grazie al lavoro dell'agricoltura, e attorno all'agricoltura ruota un'intera economia fatta di turismo, commercio, strutture ricettive e servizi. Dobbiamo difenderla nel miglior modo possibile."
Per il 2026 le adesioni saranno inevitabilmente limitate, ma il Comune guarda già alla vendemmia del 2027 con l'obiettivo di coinvolgere un numero crescente di aziende e rendere strutturale il progetto.
Alla base dell'impegno dell'Amministrazione resta però soprattutto una convinzione maturata sul campo.
"Io quella casa dove dormivano quei lavoratori l'ho vista. È stato uno shock. Al di là dell'esito giudiziario, quelle persone vivevano in condizioni terribili. È anche per questo che credo così tanto in questo progetto e continuo a portarlo avanti."














