La vendemmia 2026 partirà con grande anticipo rispetto alla media stagionale sulle colline della Granda. Le prime operazioni di raccolta sono previste già nella prima settimana di agosto, inizialmente con le varietà più precoci destinate alla produzione di vini spumanti.
Le prime previsioni indicano una produzione che potrà variare in base alle differenti aree viticole e alla disponibilità idrica dei vigneti, mentre dal punto di vista qualitativo le prospettive appaiono al momento positive, pur restando determinante l'andamento meteorologico delle prossime settimane.
L'annata è stata caratterizzata da temperature elevate, che hanno accelerato le diverse fasi vegetative della vite e anticipato la maturazione delle uve. Il caldo e la distribuzione irregolare delle precipitazioni hanno reso necessario un monitoraggio costante dei vigneti, soprattutto nelle aree maggiormente esposte allo stress idrico.
I produttori vitivinicoli, con il supporto dei tecnici di Coldiretti, stanno seguendo attentamente l'evoluzione della maturazione, valutando caso per caso il momento più opportuno per la raccolta. Le condizioni delle prossime settimane saranno decisive per preservare l'equilibrio tra grado zuccherino, acidità e maturazione fenolica e garantire una produzione di qualità.
I primi grappoli a essere staccati saranno quelli delle uve Pinot nero e Chardonnay destinate alla produzione di vini spumanti nelle zone più precoci della Bassa Langa.
In Alta Langa, per la produzione dello spumante Docg omonimo, si attenderà qualche giorno in più, anche in funzione dell'altitudine e dell'esposizione dei vigneti.
Sarà poi la volta delle uve Moscato, Chardonnay e Arneis. Per le varietà a bacca rossa molto dipenderà dalle temperature e dalle eventuali precipitazioni tra agosto e settembre: indicativamente si procederà con il Dolcetto, cui seguiranno la Barbera e, infine, il Nebbiolo, con una vendemmia che accompagnerà il territorio per diversi mesi.
Questo il calendario di massima delle raccolte di un comparto che in provincia di Cuneo conta circa 6.500 imprese, 16.800 ettari di superficie vitata, una produzione vicina a 1 milione di ettolitri e circa 100 milioni di bottiglie all'anno, per la maggior parte a marchio Doc o Docg.
All'interno del panorama vitivinicolo nazionale e internazionale – sottolinea Coldiretti Cuneo – la specificità delle Langhe e del Roero, territori nei quali i dati disponibili e l'andamento di diverse denominazioni restituiscono segnali di solidità e buone prospettive.
Un riscontro positivo arriva dal Roero Arneis, per il quale è stato richiesto alla Regione Piemonte lo sblocco della riserva vendemmiale dello scorso anno, motivato dal buon andamento del mercato e senza prevedere, di conseguenza, alcuna riduzione della resa per la campagna in corso.
Al di là del Moscato, gli interventi di gestione delle rese hanno riguardato esclusivamente il Langhe Doc Nebbiolo e la Barbera d'Alba. I dati relativi alle denominazioni interessate confermano la tenuta delle vendite, mentre l'andamento degli imbottigliamenti risulta legato principalmente alla minore produzione registrata nell'annata 2024 e non a una riduzione della domanda. Si tratta di elementi che confermano la capacità delle produzioni del territorio di mantenere il proprio posizionamento sui mercati.
"La vendemmia si apre con premesse positive per la qualità delle uve e con segnali incoraggianti per numerose denominazioni delle Langhe e del Roero – dichiara il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada –. I produttori hanno lavorato per mesi con grande attenzione, adattandosi all'andamento climatico e accompagnando ogni fase di sviluppo della vite. I grandi vini nascono da grandi uve: è quindi indispensabile che il valore generato dalle nostre denominazioni sia ripartito lungo tutta la filiera e riconosciuto anche alle imprese agricole che producono la materia prima".
In vista dell'avvio della vendemmia, Coldiretti Cuneo richiama inoltre l'attenzione sulla corretta determinazione del prezzo delle uve. Il prezzo deve essere concordato in campagna, quando il prodotto è ancora nella disponibilità del viticoltore, tenendo conto delle caratteristiche qualitative delle singole partite.
"Definire il prezzo in campagna, quando le uve sono ancora nella disponibilità del produttore, consente di riconoscere il giusto valore alle caratteristiche qualitative di ogni singola partita – sottolinea il Direttore di Coldiretti Cuneo, Francesco Goffredo –. La trasparenza contrattuale rafforza l'intera filiera e offre garanzie sia a chi produce sia a chi acquista. Il valore dei nostri vini nasce dal lavoro di chi coltiva le vigne, ai produttori deve essere garantito il giusto compenso per l'impegno e gli investimenti sostenuti durante tutto l'anno".