La Regione Piemonte dichiara lo stato di emergenza regionale legato alla crisi idrica, una misura che viene applicata per la prima volta grazie alla nuova legge approvata nel mese di giugno per consentire interventi più tempestivi nelle situazioni emergenziali.
La decisione è emersa durante la riunione del Tavolo siccità convocato dall’assessore regionale all’Emergenza idrica Matteo Marnati, alla quale hanno partecipato le Direzioni regionali Giunta, Agricoltura, Opere pubbliche e Protezione civile, Ambiente e Commercio, insieme ad Arpa Piemonte, Province, Prefetture, enti di gestione delle Aree protette piemontesi, Anbi Piemonte, enti di governo e gestione del servizio idrico integrato e rappresentanti delle associazioni agricole.
«Alla luce dell’aggravarsi delle condizioni meteo-climatiche e dei dati tecnici emersi durante la riunione, che ha coinvolto enti locali, gestori del servizio idrico e rappresentanti del mondo agricolo, la Regione ha avviato le procedure per l’attivazione dello stato di emergenza regionale, che sarà all’ordine del giorno della Giunta di lunedì 3 agosto – hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori Matteo Marnati, Marco Gabusi e Paolo Bongioanni –. Abbiamo deciso di mantenere il tavolo convocato in maniera permanente, così da monitorare costantemente l’evolversi della situazione ed essere pronti ad adottare, se necessario, misure e interventi ancora più incisivi».
Lo stato di emergenza consentirà al presidente della Regione di emanare ordinanze specifiche per interventi urgenti, assistenza alla popolazione e misure straordinarie, comprese quelle legate alla gestione degli incendi boschivi che nelle scorse settimane hanno interessato il Piemonte e hanno richiesto l’intervento del sistema regionale di protezione civile, con il supporto del Dipartimento nazionale e della flotta aerea, compreso l’elicottero Erickson.
Il quadro emerso durante il confronto conferma una situazione sempre più critica sul territorio regionale. Sono infatti oltre 70 i Comuni e le frazioni attualmente serviti da autobotti, mentre dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 581 viaggi, per un costo complessivo superiore ai 400 mila euro. Un dato che evidenzia la crescente pressione sulla rete idrica locale. A fronte della situazione, 106 Comuni hanno già emanato ordinanze o avvisi per promuovere il risparmio idrico e limitare gli sprechi.
Secondo i dati di Arpa Piemonte, il mese di luglio si colloca tra i più secchi degli ultimi settant’anni, con un deficit di pioggia del 55% negli ultimi tre mesi. Anche le temperature hanno registrato valori particolarmente elevati: giugno è stato il secondo mese più caldo dal 2003, mentre luglio ha evidenziato anomalie termiche significative. La siccità sta incidendo su fiumi e falde, con una carenza idrica diffusa in tutto il Piemonte.
Negli ultimi giorni il quadro regionale ha mostrato un ulteriore peggioramento: i bacini sono ai minimi stagionali, le temperature continuano a salire e le precipitazioni restano insufficienti. Le valutazioni dell’Osservatorio del Distretto del Po e dell’Autorità di bacino confermano una condizione di severità alta, mentre i monitoraggi regionali collocano il Piemonte nella fascia di maggiore criticità.
La situazione coinvolge anche il comparto agricolo, dove diverse colture stanno affrontando una fase delicata. Mais e soia sono nella parte finale del ciclo produttivo, mentre il riso si trova nel pieno della fioritura, periodo in cui necessita di importanti quantità d’acqua.
Il Tavolo regionale continuerà a operare in modo permanente per raccogliere dati aggiornati, seguire l’evoluzione dell’emergenza e valutare eventuali ulteriori interventi, compresi quelli economici a valere sul fondo regionale di protezione civile. L’obiettivo è garantire una risposta coordinata e tempestiva a sostegno dei territori, dei cittadini, delle imprese agricole e dei gestori del servizio idrico in una fase caratterizzata da una delle più rilevanti crisi idriche degli ultimi anni.