Politica - 30 luglio 2026, 16:53

Cuneo: il progetto civico di Collidà seduce ex consiglieri ed ex dirigenti Pd, che danno vita a “Sinergie-Cn”

Il malessere nel circolo dem risale al 2021: da allora si sono susseguite varie defezioni, sia tra gli iscritti che nel gruppo consiliare. Ora la situazione è deflagrata. Nasce una lista laboratorio propedeutica a riequilibrare l’asse dell’attuale maggioranza verso il centro

Nonostante la siccità, all’ombra del monumento di Barbaroux, è tutto un fiorire di cantieri (politici) e liste civiche. 

A tal punto che a Cuneo sembra già primavera inoltrata, quando i cittadini saranno chiamati alle urne.

Nonostante l’avvocato Enrico Collidà giochi ancora a carte coperte, i suoi sostenitori escono alla scoperto dando vita a “Sinergie-Cn”. 

Tra loro parecchi soggetti che in passato hanno fatto parte del Pd, con ruoli anche di primo piano.

Antonino Pittari e Domenico Giraudo, consiglieri comunali eletti nella lista Pd ora passati al gruppo misto; Carmelo Noto, ex capogruppo consiliare, ultimo funzionario del partito e ora dipendente comunale; Paolo Cattero e Graziano Lingua, ex segretari politici, quest’ultimo presidente del Consiglio comunale ai tempi di Borgna sindaco; Simone Priola, già responsabile del movimento giovanile e poi: Francesca Giorgia Quaranta, Anna Mondino, Massimiliano Caramazza, Luca Lazzari, Pierpaolo Soria, Giovanni Bonelli, Gabriele Arciuolo, Tato Degioanni.

Se non un esodo, poco ci manca.

Alcuni di loro, interpellati, spiegano di non voler alimentare polemiche di sorta, ma al tempo stesso lasciano intendere che qualcosa nel partito e nel gruppo consiliare non ha funzionato e non funziona come dovrebbe.

Un malessere che serpeggia dal dicembre 2021, quando la componente che fa riferimento alla deputata Chiara Gribaudo portò alla segreteria Erica Cosio, che aveva come competitor Paolo Cattero. 

Votarono in 75: Cosio ottenne 39 voti, Cattero 33. Quei sei voti di differenza hanno pesato in questi anni nella vita del circolo nonostante la Cosio sia stata confermata alla segreteria nel marzo 2025.

Nel frattempo, però, parecchi se ne sono andati. 

Pur sostenendo di riconoscersi ancora nei valori del centrosinistra, per quanto da posizioni riformiste, hanno abbandonato il partito e dato vita a questo “incubatoio” di idee e progetti in vista della prossima consultazione elettorale comunale.

Che cosa questo significhi lo capiremo in autunno, quando il candidato sindaco in pectore Collidà dovrà uscire allo scoperto, dettagliando percorso, alleanze e linea politica.

Da quanto si può intuire le premesse – oltre ai programmi amministrativi di cui si avrà tempo per affrontarli in seguito – sono per la riedizione di un centrosinistra riveduto e corretto.

Se finora si poteva convenzionalmente parlare di un sinistra-centro, Collidà e i suoi – così ci pare di cogliere – pensano ad un centro-sinistra, in cui a fare la differenza sarebbe non solo il trattino, ma anche il sindaco e una squadra di giunta ampiamente rimaneggiata.

I detrattori fanno notare che l’annunciato nuovismo di Collidà cozza con il ritorno di tanti ex, ma si tratta evidentemente di male lingue. 

Nell’attesa di capire che cosa succederà in autunno, ci permettiamo sommessamente di constatare che la politica non è estranea ai principi della legge della conservazione della massa di Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. 

Giampaolo Testa