"La giornata di oggi, al Santuario di San Magno, è stata per Uncem molto preziosa. Non solo per il luogo che la ospita, così radicato nel nostro immaginario e nella nostra storia. È un luogo al quale era molto legato Lido Riba, che ricordiamo nel quarto anniversario della morte. Mai fare anniversari commemorativi o meri ricordi. Come scriviamo nel volume su di lui che abbiamo aggiornato, ricordare Lido vuol dire costruire nuove politiche per la montagna, per i Comuni, per i territori. Lo facciamo con la Regione, e saluto Marco Gallo, presente ed efficace, lungimirante. Grazie. Con i Sindaci e i Presidenti di Unione montana presenti. Costruire nuovi percorsi, togliendo ogni incrostazione e rancore del passato".
Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte, ha aperto così, con Paola Vercellotti, componente della Giunta nazionale, il convegno "Percorsi di Pace", a Castelmagno, sotto i portici del santuario alpino.
"Quando con Roberto e Marialaura abbiamo pensato a questa giornata, abbiamo guardato alle sfide del nostro tempo, locali e globali. Si intrecciano queste due dimensioni. Globali, perché le tragedie dei migranti, anche ora in Spagna, ci tengano svegli, attenti, impegnati. Lido ci avrebbe detto così. Negare che i migranti disperati - poveri, carichi di speranza e voglia di plasmare vite nuove - verso la Spagna, come verso Cipro o Lampedusa, siano oggi una delle conseguenze delle grandi ingiustizie sociali del nostro tempo, delle concentrazioni di mega capitali nelle mani di pochissimi, della tragedia climatica in corso, dei grandi flussi che sposeranno 300 milioni di persone nei prossimi 25 anni, è la deriva di una politica incapace di essere umana. Negare le cause e gridare all'invasione è barbaro, disumano. La Laudato Si dieci anni fa aveva previsto tutto. Abbiamo invece capito e fatto niente. Criticando pure Francesco. Le chiusure dei confini si affrontano solo con una Europa capace di un nuovo Umanesimo. E di Unità vera", ha scritto Marco Bussone, Presidente nazionale, in un messaggio trasmesso all'evento. Una seconda dimensione è locale, ma non indipendente dal contesto globale.
"Eccola questa sfida di costruire la Pace qui, locale, territoriale. Ce lo scrive con efficacia Flavia nel suo libro, Percorsi di pace - sottolinea Colombero - Quel testo, quel messaggio espresso da giuristi di altissimo livello, come Flavia, scienziati, docenti universitari, ci spinge a un nuovo umanesimo. Che tocca anche i nostri Comuni, le nostre valli. Molti, negli ultimi giorni, ci hanno detto: ma perché un evento sulla pace per i Comuni, dall'Uncem? Quattro punti, quattro risposte, quattro necessità:
Litigare meno tra sindaci e amministratori. Contrasti e sfiducia sono cose del passato, di fronte alle grandi sfide degli Enti locali di oggi. Che hanno bisogno di compattezza anche politica. Litigare meno, analizzare di più, stare nella complessità.
Le istituzioni locali rispondono alle esigenze di sviluppo e le solitudini sono drammatiche a tutti i livelli. Solitudini personale, psicologiche, sociologiche, antropologiche, politiche
Il libro sulla pace del magistrato Flavia Risso di cuneo è un punto avanzato non solo culturale bensì sociale di ripensamento delle istituzioni. La politica è la forma più alta di carità (Paolo VI) e oggi è costruzione di pace che comincia senza retorica dai paesi. Leggiamo e riflettiamo su quel libro.
La comunità è luogo di relazione politica e sociale. Evita fragilità e marginalità. Ricostruiamola. Infrastruttura di comunità. Lo è anche Uncem, come spesso di ricorda Aldo Bonomi".
Vedersi nuovi, Difficilissimo. Un nuovo umanesimo degli Enti locali, delle montagne, dei territori. "Questo di oggi è il primo incontro dedicato a questi temi. Vengono prima di moltissimi altri. Zero retorica, tanta urgenza di analisi. Di vita, di sperimentare nuovi rapporti. "Ci torneremo su molto presto. Anche con la CEI, la Chiesa, le chiese, e naturalmente i Sindaci e le comunità, il Terzo settore, coloro che tengono vivi i territori. Dove i rapporti cambiano, sono informati da una nuova visione dell'altro, dove si sospendono i giudizi - evidenzia Colombero - costruiamo Enti locali più forti, comunità vive, più capaci di essere comunità, come ci ricorda sempre Giovanni Teneggi".
Al convegno di ieri, sabato 1° agosto al Santuario di Castelmagno, coordinato da Marialaura Mandrilli con Luciana Monge, sono intervenuti Alberto Bianco, Sindaco di Castelmagno, Lorenzo Bono, Presidente Unione Montana Valle Grana, Don Sebastiano Carlo Vallati, Vicario generale Curia diocesana di Cuneo-Fossano, Flavia Risso, Consigliere di Stato e Assistente di studio presso la Corte costituzionale, Emiliano Riba, Avvocato, Paola Vercellotti, Giunta Uncem nazionale, Roberto Colombero. Presidente Uncem Piemonte, Marco Gallo, Assessore regionale alla Montagna e alle Foreste, Giovanni Teneggi, Confcooperative, Franco Revelli, Presidente ACI Cuneo. "Li ringrazio tutte e tutti - aggiunge Colombero - perché l'iniziativa di oggi è un pezzo di percorso come Lido ci ha insegnato. Una costruzione della Pace, una nuova dimensione della montagna e dei territori che non si fa nei 100 metri, ma con una maratona nella quale tutti siamo protagonisti. Ma nella quale alcuno di noi deve restare indietro. Restare umani, per costruire comunione tra noi e tra gli Enti".
Nel corso del convegno è stato presentato il nuovo dossier "Con Lido", aggiornato, con scritti e testimonianze di Lido Riba, realizzato da Uncem, scaricabile in pdf qui:
https://uncem.piemonte.it/wp-content/uploads/2026/08/UNCEM-Riba-ricordo-4-anni-morte-lug-2026.pdf