È stata inaugurata lo scorso sabato 1° agosto, la personale di fotografia “Le montagne incantate” dell'architetto Marco Botto.
Il sindaco di Roburent, Emiliano Negro, ha espresso il ringraziamento dell'amministrazione comunale per l’importante attività artistica, apprezzata anche dal presidente della provincia, Luca Robaldo, da Marco Perosino coordinatore provinciale degli enti locali per Fratelli d'Italia e la consigliera regionale Giulia Marro.
Ad incorniciare la presentazione del critico Remigio Bertolino e le espressioni personali dell’autore, sono state le esecuzioni del giovanissimo chitarrista Flavio Pietro Ravotti, santalbanese, classe 2013, che ha eseguito il Capriccio Arabe, uno dei brani più conosciuti del repertorio chitarristico e dei Cinque Preludi, considerati fra i brani più rappresentativi di Heitor Villa Lobos, compositore brasiliano,che fanno sistematicamente parte del repertorio chitarristico dei più grandi esecutori.
“La montagna è una passione che ho avuto sin da bambino - ha spiegato Marco Botto -, che mi ha portato a praticare le diverse attività che la caratterizzano, dalla semplice camminata, all’arrampicata leggera, vie ferrate, sci alpino e scialpinismo e poi alla sua rappresentazione. La mostra si compone di 40 scatti, su migliaia di immagini, che rappresentano un viaggio che inizia dalle Marittime, per proseguire sull’intera catena delle Alpi sino alle Giulie e quindi con un volo oltreoceano in Patagonia sulle Ande Cilene ed Argentine.
Le immagini sono di doppia natura, documentale, che inizia nel 1969 con la traversata aerea di una forcella tra due guglie nei pressi del rifugio Guido Corsi sulle Alpi Giulie attrezzata durante il corso roccia militare, la cima del Monviso dalla Cresta Est ed alcune altre, e più suggestiva, con foto dell’ultimo biennio ed una maggiore consapevolezza dell’uso della macchina fotografica. Mi piace ricordare quanto scrisse Bonatti: Rifugio Guido Corsi e la Forcella “La montagna è una febbre che ti prende da giovane e ti resta dentro anche se il mondo cambia intorno a te, anche se i muscoli un giorno dicono basta".
Numerose le ascese oltre a quelle citate, tra le quali, Il Marguareis dal Canalone dei Genovesi su neve, il Canalino Camoscere scialpinismo, il Frisson, l’Argentera, la Nasta, la Provenzale, la Tour Real, il Picco d’Asti, il Gran Paradiso, la ferrata di Entraque, la ferrata Tridentina e buona ultima la Crete de la Taillante, ecc. Ma è d’obbligo sottolineare che non bisogna eccedere perché si mette a rischio la vita, come successomi nel 2004. Salita scialpinistica a Cima Duran in solitaria, nevicata in corso (80 cm) nebbia fitta, perdita dell’orientamento, trovarsi a piano dei Mali in luogo di Colla Bausan. Decisione meno peggiore di scendere lungo il Rio Curassa sino all’Ellero e poi raggiungere Rastello sulla strada del Rifugio Mondovì.
Discesa inenarrabile di oltre 11 Km, ma fortuna e sangue freddo vollero che io sia ancora qui. Scalare e fotografare queste montagne mi ha insegnato che la vetta non è mai un punto d'arrivo, ma un punto di vista. Ogni scatto racchiude un pezzo di vita: le sveglie alle quattro del mattino nel buio dei rifugi, il freddo pungente sulle dita, il fiatone nei canali 45°-50°, il brivido sui ponti sospesi, le raffiche di vento della Patagonia e la fiducia silenziosa in una corda condivisa. Se queste 40 immagini personali vi hanno trasmesso anche solo un briciolo della meraviglia, della fatica e del profondo rispetto che ho provato io dietro l'obiettivo, allora questo viaggio può dirsi compiuto. Ringrazio vivamente il Sindaco Emiliano Negro e l’Amministrazione Comunale per l’uso della Sala, il Presidente della Provincia Luca Robaldo per il Saluto, il Prof. Remigo Bertolino per la Presentazione, Romolo Garavagno per la promozione, Cuneofotografia e Mondoviphoto per il progresso in questa disciplina, gli enti che hanno concesso il patrocinio, la proloco, la stampa e quanti sono qui questa sera o dedicheranno un po’ di tempo per vedere la mostra".
In chiusura dell'evento la mamma del chitarrista, la soprano Maria Rosaria Amodio, assieme al figlio, ha strappato gli applausi per un duo di Shubert.
La mostra resterà aperta fino al 23 agosto, con orario: venerdì – sabato - domenica dalle 16 alle 19 e il 15 e nei festivi anche dalle ore 10 alle 12.