Il Piemonte è da giovedì in stato di emergenza idrica.
Per AVS quella delle acque minerali è una grande partita, e lo è stata anche nella discussione sulla variazione di bilancio. Innanzitutto in relazione ai canoni pagati da chi sfrutta economicamente un bene comune come l'acqua per fare profitto, oggetto di un emendamento a prima firma Marro e Rossi (PD): quelli piemontesi sono i più bassi del Nord Italia, e forse anche per questo nella nostra Regione continuano ad aumentare i prelievi e le richieste di autorizzazione a nuovi impianti. Anche l'adeguamento dei canoni concessori deve diventare parte di una politica seria di tutela di una risorsa sempre più scarsa e preziosa. Ma purtroppo è stato bocciato dalla giunta e votato negativamente dalla maggioranza del consiglio.
È passato invece, ed è una buona notizia, l'ordine del giorno della Consigliera Marro (a firma anche Ravinale, Cera di AVS e Rossi e Calderoni del PD) che prevede l'impegno a rafforzare trasparenza e valutazione d'impatto sull'utilizzo dell'acqua destinata all'imbottigliamento. Perché non è possibile che in Piemonte si continuino ad aumentare concessioni e quantitativi prelevabili senza conoscere con precisione quanta acqua viene realmente estratta e quale sia l'effetto complessivo sulle falde e sui bacini interessati. L'ordine del giorno nello specifico prevede che entro 180 giorni la Regione dovrà raccogliere e pubblicare, per ciascuna concessione, i dati relativi alle portate autorizzate, ai volumi massimi, ai quantitativi utilizzati e imbottigliati e allo stato dei corpi idrici interessati. Sarà quindi la Regione, non solo più le aziende, a raccogliere e pubblicare, per ciascuna concessione, i dati relativi alle portate autorizzate, ai volumi massimi, ai quantitativi utilizzati e imbottigliati e allo stato dei corpi idrici interessati.
"Questi dati devono servire ad aprire immediatamente una discussione su nuovi canoni concessori, tetti ai prelievi e criteri più rigorosi per il rilascio e l'aumento delle concessioni. Altrimenti sapremo con maggiore precisione quanto stiamo consumando, ma continueremo a non fare nulla per impedirne l'esaurimento - commenta Marro -. In qualsiasi mercato, quando un bene diventa più raro e richiesto, il suo valore aumenta. Non si capisce perché questo principio non debba valere per l'acqua, che è il nostro bene più prezioso. Mentre cittadini, agricoltori e territori sono chiamati a fare sacrifici durante le crisi idriche, non possiamo continuare a consentire lo sfruttamento economico della risorsa alle stesse condizioni di sempre".
Marro, Ravinale e Cera per AVS: "La situazione però richiede risposte più energiche. Torneremo a insistere sul punto in legge di riordino, per far sì che la Regione abbia nuovi strumenti di intervento per tutelare una risorsa preziosa come l'acqua".