Quando entri nel reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale dell'Ospedale Santa Croce di Cuneo, ti ritrovi a varcare la soglia di un mondo che non conosci e di cui non sai niente. Come familiari ci siamo ritrovati a dover decidere... ed è difficile. Non sai. Sei lì, ti fidi...Ti affidi.
Cerchi faticosamente di dare un senso a quello che sta succedendo, aggrappandoti a ogni piccolo segno. C'è paura, confusione e una sensazione di smarrimento.
Ed è proprio lì che abbiamo incontrato una dolcezza autentica e una tranquillità rara, capaci di disarmare la paura fin dal primo istante e di accompagnarci con una serenità imprevedibile.
Al team del primario Dr. Marco Bernardi e a tutta l'équipe medica va tutta la nostra gratitudine di cuore, con una menzione speciale per la Dott.ssa Elena Giaccone: per la calma che è riuscita a trasmettere, per l'umanizzazione della cura e per quell'autorevolezza gentile che fa sentire sempre in mani sicure. Grazie anche al Dott. Carlo Fornaseri per aver seguito il decorso post operatorio e le visite ambulatoriali di controllo.
Sono state settimane lunghe e la distanza mi ha permesso di riflettere intensamente sulla complessità della professione medica. Ho avuto il tempo di osservare il personale infermieristico e OSS della chirurgia a lavoro, ora dopo ora, e di capire fino in fondo cosa significhi mettere davvero la persona al centro. Nelle dodici ore di un turno spesso pesante e senza sosta, non c'è mai la fretta sbrigativa di chi deve solo portare a termine una mansione. C'è invece una presenza costante, fatta di gesti attenti e di una grazia profonda.
I sorrisi sinceri che ho visto, l'accompagnamento passo dopo passo... non sono cose scontate. C'è la carezza spontanea nei momenti di maggiore fragilità, c'è l'ascolto vero.
E c'è soprattutto la capacità di ciascun infermiere o OSS di mettere da parte la propria vita, lasciando fuori dalla porta fatiche e pensieri personali per fermarsi a condividere un istante, raccogliere un frammento della quotidianità del paziente e della sua famiglia e restituirgli spazio e dignità.
Un pensiero sincero va anche al personale delle pulizie. Ho visto persone davvero attente e scrupolose, che lavorano con una cura silenziosa ma fondamentale: ho trovato un reparto e un ospedale incredibilmente pulito, ed è anche grazie al loro lavoro che ci si sente accolti e protetti in un momento così delicato.
Scrivere tutto questo alla fine di questo percorso me ne mostra il valore più autentico: la dimostrazione concreta di un'occasione straordinaria per eccellere davvero in sanità.
Con tanta gratitudine ci tengo a condividere questo ringraziamento sincero.
Spesso ci lamentiamo dei tempi di attesa, della carenza di personale o di approcci fin troppo approssimativi; beh, la realtà è che il rapporto umano c'è ancora.
Si sente, pulsa tra le corsie e fa la differenza vera.
In questa costante e profonda umanità c'è la distanza abissale tra un semplice reparto e un luogo che cura per davvero.
A tutti voi del Santa Croce, grazie di cuore
Chiara Pelassa