Una testimonianza preziosa, figlia dell’antica amicizia che legava il cantautore modenese scomparso ieri a Carlin Petrini, all'inseparabile amico di quest'ultimo Azio Citi, e quindi a Slow Food e all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. È quella che l’ateneo pollentino ha recuperato dagli archivi del suo progetto sui "Granai della Memoria".
Ieri, quando si è diffusa la triste notizia della scomparsa di Guccini, questa piccola pepita è tornata in superficie.
Il Maestrone viene qui interpellato da due intervistatori di eccezione, gli stessi Petrini e Citi, a loro volta scomparsi recentemente, attori di un’amicizia che legò Guccini a Bra al punto da convincere la città della Zizzola ad attribuirgli la sua cittadinanza onoraria (leggi qui).
"Non è facile per noi – dicono dall'Università di Pollenzo – restare con gli occhi asciutti pensando a Carlo e Azio, e oggi si aggiunge anche la commozione per la perdita del grande cantautore emiliano. In questo eccezionale documento registrato nel 2012 a Pavana, a casa Guccini, il musicista racconta il mestiere del cantautore e non solo. Guccini spazia infatti dal canto popolare ai diversi gusti musicali generazionali, passando poi dal folklore al cibo, toccando i temi dei piatti tradizionali della memoria, delle preparazioni con i prodotti agroalimentari del territorio, fino alla cultura contadina di Pavana e dell'Appennino".
L’intervista, omaggio e saluto di Unisg a Francesco Guccini, si può rivedere rivedere e ascoltare qui.