Attualità - 08 agosto 2026, 06:12

Il cinema unisce la Caritas Albese: la prima serata di "Quasi amici" è già un piccolo successo

Dopo la proiezione di mercoledì in via Pola, il bilancio di don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas Diocesana Albese: gruppo ridotto ma partecipe, tra i presenti anche un nucleo legato alla Croce Rossa. Il vero ostacolo della serata è stato il caldo negli spazi dove è stato allestito il proiettore

Dopo la proiezione di mercoledì in via Pola, il bilancio di don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas Diocesana Albese: gruppo ridotto ma partecipe, tra i presenti anche un nucleo legato alla Croce Rossa. Il vero ostacolo della serata è stato il caldo negli spazi dove è stato allestito il proiettore.

Il caldo di agosto si è fatto sentire più del previsto, tanto da mettere alla prova la tenuta della prima serata di cinema condiviso alla Caritas Diocesana Albese. Mercoledì 5 agosto, negli spazi della mensa di via Pola 12, ha preso il via il progetto immaginato dalla Caritas per trasformare un luogo quotidianamente dedicato all'accoglienza in un'occasione di incontro tra volontari, ospiti della struttura e cittadini. Sul grande schermo è stato proposto "Quasi amici", il film di Olivier Nakache ed Éric Toledano che racconta l'amicizia tra un uomo tetraplegico e il suo assistente, tra temi come la disabilità, la dignità della persona e l'incontro tra mondi diversi — proprio la chiave attorno a cui don Degiorgis aveva costruito l'iniziativa, pensata "per vivere il nostro stare insieme in maniera leggera e profonda".

A qualche giorno di distanza, il direttore della Caritas traccia un primo bilancio, tra soddisfazione e qualche difficoltà tecnica da correggere.

"Nel complesso è andata bene", racconta don Degiorgis. "Alcuni degli ospiti della struttura hanno avuto difficoltà a rimanere fino alla fine, ma si è formato un gruppo significativo, seppure non numeroso. Abbiamo comunque voluto offrire loro qualcosa di diverso dal solito".

A pesare sulla riuscita della serata è stato soprattutto un problema logistico, legato proprio alle temperature di questi giorni. "Il vero problema è che nella zona in cui era collocato il proiettore la temperatura era molto alta, e questo ha reso i posti a disposizione poco confortevoli", spiega il direttore, indicando già un aspetto da rivedere in vista di eventuali prossimi appuntamenti.

Tra i partecipanti, oltre a volontari e ospiti abituali della struttura, si è fatta notare anche la presenza di persone estranee al giro consueto della Caritas. "Era presente anche un piccolo gruppo legato alla Croce Rossa, insieme ad alcuni loro amici", racconta don Degiorgis, segno che la proposta ha iniziato a superare i confini di chi già frequenta via Pola.

Sull'ipotesi di dare continuità al progetto, il direttore non si sbilancia ma lascia intendere che la strada sia quella giusta: "Al momento sarei orientato a rispondere di sì, ma non ne ho ancora discusso con i collaboratori". Un secondo appuntamento, dunque, non è ancora certo, ma la prima serata ha già lasciato un segno: quello di un piccolo gruppo che, tra caldo e qualche difficoltà organizzativa, ha scelto comunque di restare per condividere qualcosa di diverso dal solito. Un primo passo verso l'obiettivo che la Caritas si era posta fin dall'inizio: fare della cultura un'occasione di incontro, capace di superare le differenze e trasformare uno spazio di accoglienza in un luogo dove costruire, prima ancora che servizi, relazioni.

d.v.