Attualità - 09 agosto 2026, 10:27

Oggi a Roburent la festività della Vergine della Neve a Codevilla

La celebrazione si svolgerà alle 18

L'interno della cappella della Madonna della Neve

Oggi, domenica 9 agosto alle 18, in sezione Codevilla al Capoluogo, verrà celebrata la Festività della Vergine della Neve, in una cappella che risale al 1500 ed un tempo era la maggiore attrazione del borgo, richiamando un mare di gente da ogni parte della valle. 

Dopo la celebrazione, la Pro loco Roburent del peresidente Rizzo curerà buffet per i presenti.

LA STORIA DELLA FESTA

"Ormai è divenuto un semplice rito religioso, mentre decenni addietro la commemorazione prevedeva una parte religiosa e una serie di iniziative laiche che coinvolgevano l’intera comunità - ricorda Romolo Garavagno - La parte religiosa comprendeva la Novena e le Messe, lette e cantate. Nel giorno della commemorazione, poiché la chiesa era troppo piccola per accogliere tutti i fedeli che giungevano numerosi, veniva steso, tra la facciata della chiesa e una casa di fronte, un grande telo, così da ampliare lo spazio disponibile e, in qualche modo, prolungare l’area della navata.

Accanto alle celebrazioni religiose si svolgevano numerose iniziative popolari. Tra queste vi era il Falò sulla Rocarina, successivamente proibito per il timore degli incendi boschivi. Per settimane, i giovani del luogo dedicavano parte del loro tempo alla raccolta e alla preparazione delle fascine, ricavate dai boschi circostanti, che sarebbero poi servite per alimentare il grande fuoco.

La giornata era animata anche da bancarelle e giochi per bambini, oltre che dalla “Bela Bianca”, una sorta di gioco delle “tre carte”, nel quale a raccogliere il denaro delle puntate era sempre il Banditore e chi riusciva a vincere si aggiudicava i prelibati “Torcett”. Si trattava di semplici dolci ricavati dalla pasta del pane, allora abbondantemente arricchita di zucchero.

Non mancavano le osterie provvisorie, dove si susseguivano canti, allegria e qualche ubriacatura fino a notte inoltrata.

E poi c’erano le partite di pallone elastico, o “Pallapugno”, che attiravano anche atleti di fama regionale e nazionale, trasformando la festa in un appuntamento atteso da tutta la comunità.

Quante torte di patate facevano cuocere allora i forni locali! Molto meno numerose erano invece quelle “dolci”, a causa delle condizioni economiche dei contadini. Oggi quelle preparazioni sarebbero considerate vere leccornie pregiate; allora rappresentavano soprattutto la testimonianza dell’ingegnosità e della capacità di arrangiarsi dei modesti agricoltori, capaci di trasformare pochi e semplici ingredienti in cibi che accompagnavano e rendevano più ricca la festa".