Le immagini, in questo caso, raccontano una storia che il Comune di Boves non vuole più ignorare. Sacchi, rifiuti e materiali abbandonati in diversi punti del territorio comunale hanno spinto l'Amministrazione a intervenire pubblicamente con un post sulla propria pagina Facebook.
Un messaggio dai toni netti, accompagnato da un monito altrettanto chiaro: "BOVES NON MERITA QUESTO".
Il Comune parte proprio dalle fotografie pubblicate, sottolineando come non si tratti soltanto di una questione legata al decoro urbano.
"Le immagini parlano da sole. Questi scatti, realizzati in diversi punti del nostro territorio comunale, mostrano una realtà che non possiamo più ignorare!", si legge nel post.
Per l'Amministrazione, dietro ai rifiuti abbandonati c'è un problema che coinvolge l'intera comunità, dal punto di vista ambientale, sociale ma anche economico. La raccolta differenziata, ricorda il Comune, non è soltanto un obbligo, ma anche "un gesto di rispetto verso i nostri vicini, verso l'ambiente e verso le generazioni future".
C'è poi il tema dei costi. Secondo il Comune, i fenomeni di abbandono dei rifiuti contribuiscono ad aumentare le spese per la raccolta e lo smaltimento, con inevitabili ripercussioni anche sulla TARI, che viene pagata da tutti i cittadini.
Da qui l'appello dell'Amministrazione: utilizzare correttamente i contenitori, rispettare giorni e modalità di conferimento, segnalare eventuali abbandoni o comportamenti scorretti e collaborare per mantenere pulito il territorio.
Il messaggio più forte arriva però nelle righe successive, pubblicate in maiuscolo: "I RIFIUTI ABBANDONATI NON SONO UN PROBLEMA DI 'QUALCUN ALTRO'. SONO UN PROBLEMA CHE PAGHIAMO TUTTI".
E ancora: "Facciamo in modo che le immagini del nostro paese raccontino la bellezza di Boves e non l'inciviltà di pochi".
Il Comune ricorda inoltre che abbandonare rifiuti costituisce un illecito e passa in rassegna le sanzioni indicate nel post.
Per i rifiuti urbani lasciati accanto ai contenitori stradali viene indicata una sanzione da 1.000 a 3.000 euro, mentre in caso di abbandono con veicolo a motore è previsto anche il fermo del mezzo per un mese.
Per l'abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti vengono inoltre indicate ammende da 1.500 a 18.000 euro e, se il fatto avviene con un veicolo a motore, la sospensione della patente da quattro a sei mesi.
Per titolari di imprese e responsabili di enti, il post richiama infine pene più pesanti, con arresto da sei mesi a due anni o ammenda da 3.000 a 27.000 euro. In ogni caso, resta l'obbligo di rimuovere i rifiuti e ripristinare i luoghi.
Il post ha immediatamente acceso il confronto tra i cittadini di Boves. E, come spesso accade quando si parla di raccolta dei rifiuti, le opinioni si dividono tra chi invoca maggiori controlli e sanzioni e chi punta il dito contro le modalità del servizio.
"Basta eliminare il porta a porta, e mettere i cassonetti dove servono", osserva un cittadino.
C'è chi propone invece di puntare soprattutto sulla videosorveglianza: "Mettere delle telecamere con multa a partire da 5.000 euro".
Altri invitano a non trasformare la questione in una semplice polemica sul sistema di raccolta e chiamano direttamente in causa il comportamento dei cittadini: "Basterebbe che noi cittadini imparassimo un po' di senso civico e di educazione e facessimo la raccolta differenziata correttamente. È sempre troppo facile criticare e trovare un capro espiatorio".
Tra i commenti c'è anche chi osserva, guardando le fotografie pubblicate dal Comune: "Non mi sembrano rifiuti domestici".
E torna più volte la richiesta di installare telecamere e aumentare i controlli. "Basta mettere delle telecamere dove ci sono ancora i cassonetti poi giù multe, vedi che a qualcuno gli passa la voglia", scrive un'altra cittadina, proponendo in alternativa di estendere il porta a porta a tutto il territorio e ricordando la presenza dell'ecocentro.
Un altro commento è ancora più diretto: "Togliere tutti i cassoni, solo porta a porta e più controlli".
Non mancano, naturalmente, reazioni di pura indignazione: "È una vergogna".
E c'è anche chi invoca sanzioni ancora più pesanti: "Mettere le telecamere e poi una bella multa di 50.000".
Il confronto sui social restituisce così due questioni che a Boves, come in molti altri comuni, procedono parallelamente: da una parte la necessità di garantire un sistema di raccolta funzionale e facilmente accessibile, dall'altra il comportamento individuale di chi decide di abbandonare i rifiuti invece di conferirli secondo le modalità previste.
Il Comune, intanto, sceglie di mettere in primo piano le immagini e lancia il suo appello ai cittadini. Il messaggio finale è rivolto all'intera comunità: Boves non merita di essere raccontata attraverso i rifiuti abbandonati, ma attraverso la sua bellezza.