Attualità - 12 agosto 2026, 17:29

Caldo record ed emicrania: temperature, disidratazione e sole possono favorire gli attacchi

L'ondata di calore che sta interessando l'Italia sta provocando un aumento dei casi di mal di testa estivo. Ecco qualche consiglio pratico per difendersi

L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia può rendere più difficile l’estate per chi soffre di emicrania. Le temperature elevate, infatti, possono contribuire ad abbassare la cosiddetta soglia emicranica, aumentando la probabilità che si manifesti un attacco, soprattutto quando il caldo si accompagna ad altri fattori di rischio.

Non esiste però una temperatura precisa oltre la quale sia possibile prevedere l’insorgenza di un attacco. A incidere sono anche l’umidità, la pressione atmosferica, la disidratazione, la mancanza di sonno, il digiuno, la luce intensa, lo stress e i cambiamenti nelle abitudini quotidiane tipici del periodo estivo e delle vacanze. I diversi fattori possono sommarsi fino a rendere più probabile la comparsa del mal di testa.

Il caldo agisce anche indirettamente. Le temperature elevate aumentano la sudorazione e quindi la perdita di acqua ed elettroliti, possono modificare il sonno e gli orari dei pasti e aumentare l’esposizione alla luce solare intensa. Anche il vento può rappresentare un elemento problematico per alcune persone, mentre la fotofobia è uno dei sintomi frequentemente associati agli attacchi emicranici.

Aria condizionata, meglio evitare gli sbalzi

Non ci sono evidenze che impongano alle persone con emicrania di evitare l’aria condizionata. Alcuni pazienti, tuttavia, riferiscono che l'esposizione prolungata all'aria fredda o il continuo passaggio dall’ambiente esterno molto caldo a quello climatizzato può favorire una crisi.

L’obiettivo, quindi, è soprattutto evitare gli sbalzi termici e mantenere una temperatura il più possibile stabile, senza passare bruscamente da condizioni di caldo intenso a ambienti molto freddi.

Alcune persone presentano una maggiore frequenza degli attacchi durante i mesi estivi. Quando la stagionalità è evidente e il peggioramento è significativo, può essere valutata con il proprio medico una strategia preventiva personalizzata per i periodi di maggiore vulnerabilità.

Non è invece consigliabile modificare autonomamente le terapie o assumere farmaci a scopo preventivo senza il confronto con uno specialista. L’obiettivo è anche limitare, quando possibile, il ricorso frequente ai farmaci sintomatici.

Tra le principali misure di prevenzione c’è una corretta idratazione. Il caldo aumenta la sudorazione e la perdita di liquidi e la disidratazione è un fattore noto nel favorire gli attacchi di emicrania. Bere regolarmente acqua diventa quindi particolarmente importante nelle giornate più calde.

Anche la luce solare intensa può rappresentare un fattore scatenante o aggravante. Per questo, nelle ore di maggiore esposizione, è consigliabile proteggersi con occhiali da sole e cappello, oltre a limitare la permanenza al sole diretto.

Un mal di testa improvviso e molto intenso, diverso dal solito o accompagnato da febbre, confusione, alterazioni della coscienza o altri sintomi neurologici non va attribuito automaticamente al caldo o all’emicrania. In questi casi è necessaria una valutazione medica.

Redazione