“Tutto era turbo...o quasi” è l’ultimo film documentario di Remo Schellino, dedicato agli anni ’80.
"È il racconto, in prima persona e attraverso le testimonianze di molti protagonisti, di quel decennio, con una visione parallela a ciò che succedeva fuori provincia - spiega il regista -. È il secondo capitolo di una trilogia sulla memoria collettiva: dopo Portavo allora un eskimo innocente, che raccontava gli anni Sessanta e Settanta, questo film si concentra sul decennio successivo, mentre un terzo progetto sarà dedicato agli anni Novanta e Duemila.
Il titolo richiama lo stile di quell’epoca: negli anni Ottanta, “turbo” era una parola associata a velocità, modernità, automobili, tecnologia ed entusiasmo per il futuro".
Ma cosa sono stati, per Remo Schellino e per alcuni suoi coetanei, gli anni ’80?
"Sono gli anni in cui si afferma uno stile di vita percepito come più frivolo, scanzonato e colorato, che aveva come obiettivo la felicità individuale e l’affermazione personale. È il decennio dell’edonismo.
Fuori dalla nostra provincia, quegli anni sono segnati da cambiamenti e tensioni.
L’attentato a Papa Giovanni Paolo II, Papa Wojtyla, che viene gravemente ferito in piazza San Pietro. La tragedia di Alfredino Rampi, che muore cadendo in un pozzo: un fatto di cronaca che darà inizio a quella che verrà chiamata la Tv del dolore. La strage alla stazione di Bologna, il terremoto in Irpinia. La crisi della FIAT di Torino.
Lo scandalo del vino al metanolo, nel 1986, destabilizza la quiete della nostra provincia Granda e dell’economia vitivinicola.
Il 26 aprile del 1986, con l’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, nell’allora Unione Sovietica, si sfiora un disastro mondiale e la nube radioattiva invade parte dell’Europa.
Nel novembre del 1989 la guerra fredda finisce con la caduta del muro di Berlino.
“La Milano da bere”, una frase che racchiude il decennio. Lo slogan divenne, allo scoppio di Tangentopoli, il cavallo di battaglia per evocare la spregiudicatezza di politici e imprenditori oggetto dell’inchiesta Mani pulite".
Ma, sottolinea Schellino, gli Ottanta non sono stati solo questo. "Nel racconto suo e di altri testimoni si concretizzano anche grandi idee che faranno storia. Nasce l’ARCI Gola, che poi diventerà Slow Food dall’idea di Carlin Petrini. Nasce una delle prime birrerie in provincia, Le Baladin di Teo Musso. Ci sono le battaglie ecologiste in Valle Bormida contro l’inquinamento causato dallo stabilimento dell’ACNA di Cengio, raccontate da Bruno Bruna, membro del Comitato Valle Bormida Pulita. Nasce il gruppo Lou Dalfin di Sergio Berardo, che contamina con influenze musicali elettroniche la musica tradizionale occitana. Tutto questo non esclude, anzi è ben raccontato in prima persona da alcuni protagonisti del film, il mondo delle discoteche, fatto di amicizie, primi amori, musica e senso di appartenenza. Molti i locali, con nomi di fantasia: La Goba, Il Centro, La Baia Blanca e molte altre. Johnson Righeria racconta come nasce il tormentone Vamos alla playa. Nel film viene raccontato, in parte, anche il costume, attraverso le mode e gli oggetti che hanno rappresentato quegli anni. Tutto passa attraverso la memoria orale, perché gli anni ’80 sono già storia e “Tutto era turbo...o quasi” ne rappresenta, nelle parole e nei ricordi di Remo Schellino e dei suoi testimoni, un piccolo ritratto".
La proiezione a Naviante sabato 15 agosto alle 21.