Attualità - 13 agosto 2026, 16:42

Più che un parco una steppa: il Parco Parri si presenta come una distesa arsa dal sole [FOTO]

Scarsissima manutenzione e alberi ancora troppo giovani per renderlo un polmone verde a Cuneo. L'assessore Demichelis: "Continui problemi con la ditta. Dal 2027 lo gestirà il Comune". Per un costo di almeno 40mila euro l'anno

Più che un parco, in questa torrida estate, sembra una steppa. 

Parliamo del Parco Parri, dove siamo stati questa mattina e che, in queste caldissime giornate senza precipitazioni, appare davvero in sofferenza, tra erba gialla, arbusti e piante ormai secche, il laghetto circondato da transenne da cantiere e la quasi totale assenza di ombra.

L'unica vera oasi è il chiosco Parri, che di recente ha cambiato gestione e che di sera si anima e si riempie di persone. 

Di giorno il caldo e il sole la fanno da padroni, ma le tende montate sulla terrazza e in generale l'allestimento dello spazio lo rendono un posto apprezzato un po' in tutte la fasce orarie. 

Attorno, domina il giallo dell'erba bruciata. 

Ma facciamo un passo indietro, perché quel parco, inaugurato forse un po' in fretta poco prima delle amministrative vinte dalla sindaca Patrizia Manassero, di problemi ne ha avuti tanti. 

Era il 28 maggio 2022, data che chiuse 614 giorni di cantiere con una grande festa.

Da quella data sono iniziati i problemi e le relative polemiche. Per l'allagamento di alcune aree in caso di piogge,  per la mancanza di manutenzione, in capo alla ditta che aveva eseguito i lavori e che da ormai più di quattro anni è in costante disputa con il Comune proprio su questo tema. 

"La ditta si era aggiudicata il bando di gara anche perché, nella sua proposta economica, aveva incluso la manutenzione dell'area, comprensiva di taglio dell'erba, sostituzione degli alberi e arbusti secchi, l'irrigazione e tutto ciò che è necessario per mantenere in modo dignitoso quel parco, figlio di un progetto importante per la città", ha spiegato l'assessore al Verde Pubblico del Comune di Cuneo Gianfranco Demichelis. 

Demichelis la delega l'ha avuta quando il parco era già stato inaugurato. Se lo è ritrovato, con annesse le numerose rogne, la cui risoluzione ha più volte coinvolto l'Ufficio legale del Comune, proprio per cercare di far rispettare gli accordi e quindi obbligare la ditta a procedere con la manutenzione. 

"Dal prossimo anno il Comune subentrerà completamente nella manutenzione, quando saranno passati cinque anni", spiega. 

Per le casse comunali il costo sarà almeno di 40 mila euro all'anno, un'eredità pesante per la prossima amministrazione. 

"Non ho intenzione di scaricare i problemi su qualcun altro, non è nel mio stile", rimarca Demichelis, che garantisce il massimo impegno per risolvere le tante criticità del parco prima delle elezioni del prossimo anno. 

A partire dal laghetto, che sarà recintato e messo in sicurezza con un intervento definitivo, rimuovendo le transenne che ora lo circondano. 

"Ci è stato imposto dai carabinieri forestali e sarà eseguito in autunno". Per un costo di 38 mila euro.

C'è poi da rimettere mano all'impianto di irrigazione, un vero cruccio fin dall'inizio. 

"Quel parco ha dato tantissimi problemi, dalla pavimentazione del campo da basket, che si scollava, all'erba non tagliata e alla mancata rimozione delle piante morte. Stiamo cercando di rimettere tutto a posto per partire al meglio con la presa in carico dell'area da parte del Comune". 

Ma basterà rimettere a posto le cose per rendere quell'enorme area attrattiva e frequentata? 

E soprattutto, quei settantasette mila metri quadrati, 536 alberi e più di 2.500 di arbusti sono una promessa o un'illusione di soluzione climatica per la città?

Perché basta attraversare oggi il Parco Parri per chiedersi dove sia finito il grande polmone verde promesso alla città. Oggi si vedono alberi ancora molto molto giovani, arbusti secchi e pochissima ombra. 

Una pianta giovane diventa una vera infrastruttura verde in 10, 20 o anche 30 anni. Quelle piante ne hanno appena cinque. 

Diamo loro il tempo di crescere, accettando che ci vorrà molto tempo prima che il Parco Parri offra una copertura arborea davvero capace di incidere sul microclima. 

Ma ci poniamo una domanda: il progetto è stato pensato per il clima di oggi o per quello di vent’anni fa?