Tre biciclette elettriche. Tre furti. L'ultimo nei giorni scorsi, davanti al Carrefour. E questa volta, per Erik Viale, giovane cuneese conosciuto e apprezzato da tante persone in città, non si tratta soltanto dell'ennesimo danno materiale.
Quella bicicletta era una parte importante della sua quotidianità. Uno strumento di autonomia, un mezzo per muoversi, andare al lavoro, vivere la propria città e continuare a costruirsi, giorno dopo giorno, quella normalità che Erik ha sempre inseguito con una determinazione silenziosa.
Erik è un ragazzo speciale. Dalla nascita convive con alcune difficoltà, che non gli hanno però mai impedito di affrontare la vita con dignità. Lavora come cameriere alla Volpe dalla Pancia Piena di Cuneo, svolge il suo mestiere con impegno e cerca, come tanti suoi coetanei, di essere attivo e indipendente.
Chi lo conosce sa che è un ragazzo gentile, educato, sempre ordinato e attento alla propria persona. Uno di quelli che non fanno rumore, che cercano semplicemente di andare avanti contando sulle proprie forze. Di guardare a se stessi con rispetto, senza chiedere compassione, ma con il desiderio di avere gli strumenti per vivere la propria vita nel modo più autonomo possibile.
Ecco perché il furto della terza bicicletta elettrica assume un significato che va oltre il valore economico del mezzo. Per Erik, quella bici rappresentava una conquista. Un piccolo, grande pezzo della sua indipendenza.
Certo, ci sono le domande che inevitabilmente vengono spontanee: com'è possibile che qualcuno si accanisca per tre volte contro la stessa persona? E soprattutto, come si può lasciare che chi lavora con fatica e cerca ogni giorno di costruirsi la propria autonomia debba ricominciare ancora una volta da capo?
Forse, però, accanto alla rabbia per quanto accaduto, questa volta Cuneo può scegliere di dare una risposta concreta.
L'idea è quella di promuovere una raccolta fondi per Erik, per aiutarlo ad acquistare una nuova bicicletta elettrica e restituirgli, almeno in parte, quello che gli è stato tolto. Un gesto semplice, alla portata di tanti. Perché se in molti decidessero di dare anche un piccolo contributo, Erik potrebbe tornare presto ad avere il suo mezzo e, soprattutto, la sua autonomia.
Non si tratta di pietà. Si tratta di vicinanza. Di riconoscere l'impegno di un ragazzo che lavora, che ogni giorno affronta le proprie difficoltà con dignità e che non ha mai smesso di cercare il proprio posto nel mondo.
Questa volta, dopo il terzo furto, forse è davvero il momento che la città gli dia una mano.
Perché a Erik non serve qualcuno che faccia la vita al posto suo. Quella, con coraggio, la affronta già ogni giorno. Serve soltanto un aiuto per permettergli di continuare a camminare – o, meglio, a pedalare – con le proprie gambe.
Chi vuole può dare un aiuto può fare donazione su Satispay al numero 345 502 3061