La scomparsa di una persona centenaria, o comunque molto anziana, può essere accompagnata dalla sensazione che il tempo abbia ormai fatto il suo corso. Cento anni sembrano quasi un traguardo capace di preparare naturalmente al distacco, lasciando spazio più allo stupore per la lunga vita vissuta che al dolore per la sua fine.
Ma per Iside Schiappacassa non è stato così. La donna è deceduta il 16 agosto, a 102 anni, e alla Casa di Riposo di Revello, dove era ospite dall'agosto 2018, la sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo. Il prossimo 10 settembre avrebbe compiuto 103 anni.
A ricordarla con parole cariche di affetto è Silvana Sanino, presidente della Fondazione Ospedale Civile San Chiaffredo di Revello, che racconta il legame costruito in questi anni tra Iside e la struttura che l'ha accolta.
"Per noi la sua età non è mai stata una ragione sufficiente per sentirci pronti a perderla – scrive Sanino –. Iside ha trascorso tanti anni con noi e ci ha lasciato il ricordo di una signora affettuosa, gentile, discreta e mai avara di sorrisi. La sua scomparsa ci ha profondamente turbati e commossi. E oggi, nonostante i suoi 102 anni festeggiati con gioia lo scorso settembre, ci scopriamo a pensare che non erano abbastanza".
Iside era nata a Pavia. Per alcuni anni aveva vissuto a Santena insieme al marito, poi si era trasferita a Villastellone, dove era nata la figlia, e successivamente a Torino. Nel 2018 era arrivata a Revello, diventando parte della Casa di Riposo.
In una vita lunga più di un secolo, aveva attraversato epoche e cambiamenti profondi, conservando però quella semplicità che, secondo chi l'ha conosciuta, rappresentava uno dei tratti più belli del suo carattere.
E proprio parlando della sua longevità, Iside aveva raccontato con naturalezza quale fosse, secondo lei, il segreto per arrivare a un'età così avanzata. Ricorda la presidente Sanino che la donna diceva sempre: "Il segreto della mia longevità? Mangiare poco, mangiare molte verdure, condurre una vita semplice e avere un po' di fortuna".
Una risposta semplice, proprio come lei. Poche parole dietro alle quali, osserva Silvana Sanino: "Sembrava racchiudersi molto della sua esistenza: la misura, la semplicità, le buone abitudini e quella componente di fortuna che accompagna ogni grande viaggio.
Ho pensato di ricordare Iside perché ci ha insegnato tanto – prosegue Sanino – e perché né io né tutto il personale che si è preso cura di lei in questi anni avremmo mai potuto considerare sufficiente una vita così lunga per sentirci pronti a perderla".
Un sentimento che racconta quanto Iside fosse diventata una presenza familiare per chi, nella struttura, l'aveva accompagnata quotidianamente. La sua età sembrava quasi averla resa una presenza destinata a rimanere ancora a lungo.
"Pensavamo, quasi magicamente, che Iside non ci avrebbe mai lasciati - aggiunge la presidente - Ora rimane la gratitudine per averla incontrata e per aver condiviso con lei una parte della sua lunghissima vita. Rimangono la gentilezza, l'affetto e quei sorrisi che non faceva mai mancare a chi le stava accanto. Forse è proprio questo il modo migliore per ricordarla – conclude Silvana Sanino – non contando gli anni che ha vissuto, ma pensando a quanto sia stata capace di lasciare in chi ha avuto la fortuna di incontrarla".