Attualità - 21 agosto 2026, 10:44

ACCADDE OGGI / Agosto 1944, quando la guerra arrivò davvero nelle case dei cuneesi

Dalle 36 vittime dell’Ospizio del 14 agosto alle 31 del 21 e ai morti del 28: in quei giorni il conflitto entrò nel cuore della città

Quello del 1944 non fu certo l’agosto delle vacanze e delle feste di paese cui siamo abituati ai nostri giorni. Per Cuneo fu un mese terribile, uno di quelli che la memoria di una città non dovrebbe mai lasciare cadere nel dimenticatoio.

La guerra era ormai arrivata direttamente nelle strade, nelle case e nella vita quotidiana della gente. E nell’agosto di 82 anni fa le bombe tornarono più volte a colpire la città, lasciando dietro di sé morti, feriti e famiglie distrutte.

Il primo colpo durissimo arrivò il 14 agosto. A essere colpito fu l’Ospizio per cronici, nella zona dell’attuale corso Kennedy. Un luogo che avrebbe dovuto essere protetto dalla guerra, dove si trovavano persone malate e fragili. Quel bombardamento provocò 36 morti.

Trentasei persone morte in un luogo dove erano state accolte per essere curate e assistite. Un episodio che, ancora oggi, fa impressione proprio per la sua drammaticità.

Una settimana dopo, era il 21 agosto, un nuovo bombardamento colpì Cuneo. Il bilancio fu ancora pesante: 31 vittime.

È la giornata che cade esattamente 82 anni fa e che ci porta a ricordare quanto fosse diventata pericolosa la vita quotidiana in città. Non serviva essere al fronte per rischiare di morire: bastava trovarsi nel posto sbagliato quando arrivavano gli aerei.

E agosto non aveva ancora finito di fare male.

Il 28 agosto arrivò un altro bombardamento. Questa volta il bilancio fu di 26 morti, mentre i feriti furono numerosi: 13 persone rimasero gravemente ferite e altre 7 riportarono ferite più lievi.

Facendo semplicemente la somma delle vittime dei tre bombardamenti, si arriva a 93 morti nell'arco di appena due settimane: 36 il 14 agosto, 31 il 21 e 26 il 28.

Sono numeri che, letti oggi, fanno quasi fatica a essere immaginati. Ma dietro quei numeri c’erano persone con un nome, una famiglia, un lavoro, degli amici. C’erano case nelle quali qualcuno aspettava il ritorno di un marito, di una moglie, di un figlio o di un genitore.

E mentre Cuneo veniva colpita dal cielo, sulle montagne della provincia si combatteva un’altra guerra.

Proprio il 21 agosto, lo stesso giorno del bombardamento sulla città, le forze nazifasciste attaccarono la Valle Varaita. Le formazioni partigiane della Brigata “R. Besana”, di orientamento giellista, opposero una forte resistenza. Gli scontri continuarono per giorni e gli attaccanti, dopo aver subito pesanti perdite, il 24 agosto rinunciarono all’operazione.

Quella era la provincia di Cuneo nell’estate del 1944: le bombe sulla città, i rastrellamenti, i combattimenti sulle montagne e la popolazione civile in mezzo a tutto questo.

E ancora. Il 22 agosto, a Bagnasco, sei civili furono uccisi dalle forze naziste. Tra le vittime c’erano anche bambini e una neonata di appena tre mesi.

Insomma, in pochi giorni la provincia visse una sequenza impressionante di violenza e morte.

E tutto questo mentre la guerra era ancora lontana dalla fine.

Cesare Mandrile