Attualità - 22 agosto 2026, 06:24

L'estate del Parco Fluviale di Cuneo, dal successo della Big Bench alle sfide imposta dal cambiamento climatico

Il caldo degli ultimi mesi ha costretto alla cancellazione di diversi eventi. E potrebbe essere la notte il miglior momento per vivere le proposte del Parco

La vista dalla Big Bench di Cuneo, foto scattata a fine marzo 2026

Pochi capoluoghi di provincia possono vantare una geografia così originale come quella di Cuneo. 

Sospesa su un altipiano a forma di cuneo, la città è abbracciata dal torrente Gesso e dal fiume Stura di Demonte. Ai piedi dell'altipiano si trova il Parco fluviale Gesso e Stura, un patrimonio naturale di oltre 5.500 ettari che oggi coinvolge 13 comuni. 

Il Parco non è una semplice area protetta, ma la vera spina dorsale dell'identità cuneese. 

Ciò che lo caratterizza, rendendolo un elemento di ricchezza, è la sua capacità di far convivere la tutela dell'ambiente con la fruibilità umana. Non un'oasi "imbalsamata" e inaccessibile, ma un parco vivo, vissuto quotidianamente da famiglie, sportivi e turisti.

Ed è su questo aspetto che abbiamo raccolto un po' di dati e numeri, a raccontare anche come il Parco ha reagito ad un'estate climaticamente molto complessa. 

Partiamo dalla novità del 2026: Cuneo dalla scorsa primavera è entrata di diritto nel Big Bench Community Project, grazie all'installazione della panchina gigante, donata da "La cura nello Sguardo O.d.V.", associazione di volontariato attiva dal 2022.

E' stata posizionata nel cuore del Parco Fluviale di Cuneo, nell’area relax situata sotto il Viale degli Angeli.

Scendendo da Calà Gino Giordanengo, basta dirigersi verso destra, in direzione della pedancola. La panchina è lì, con lo sguardo verso la Bisalta e il torrente Gesso. 

Ma quanti sono stati i visitatori della panchina cuneese che si sono fatti timbrare il Passaporto BBCP, il documento che certifica il passaggio e, ovviamente, l'immancabile foto su una delle ormai numerose panchine giganti collocate nei più bei punti panoramici della Granda?

Dagli uffici del Parco ci hanno dato qualche numero. 

Da maggio a luglio - i dati di agosto non ci sono ancora - le persone transitate per l'Infopoint per farsi timbrare il passaporto, acquistato in altre zone, sono state 150. Undici, invece, i passaporti venduti. Un numero che può sembrare piccolo ma che in realtà racconta della vivacità del movimento legato al mondo delle panchine giganti, ormai a pieno diritto diventato un fenomeno di promozione del turismo lento. 

I passaggi non ufficiali sono stati migliaia, invece. E a testimoniarlo ci sono stati i social, con tantissime foto legate all'iniziativa Big selfie challenge: emozioni in rosa al Parco fluviale. L’invito era quello di scattare una foto e condividerla su Instagram taggando @parcofluvialegessostura e @lacuranellosguardo 

Ma il Parco fluviale non è solo Big Bench. E' sport a contatto con la natura, è relax, è scoperta. 

Sono migliaia anche i passaggi registrati sulla pista ciclabile che dal Santuario degli Angeli scende al Parco: 21mila a maggio, 17.500 a giugno e 11.800 a luglio. 

Il dato, letto in modo più esteso, racconta anche di temperature in costante aumento e della difficoltà di fruire degli spazi all'aperto o a praticare attività nelle ore diurne. 

Un calo significativo che verrà confermato dai numeri di agosto, in ulteriore calo. 

"E' stata un'estata complessa, nella quale ci siamo visti costretti ad annullare molti eventi, proprio a causa delle temperature troppo alte, che in certi pomeriggi ha raggiunto i 38 gradi - evidenziano dal Parco fluviale. Parte della nostra utenza è costituita da bambini, tra le categorie più a rischio quando il disagio bioclimatico è di alto grado. Quanto stiamo riscontrando ci costringe a ripensare la fruizione degli spazi all'aperto e delle aree naturali".

Ma questo cosa significa? Che il Parco fluviale non si dedicherà solo alla tutela ambientale, ma sarà anche laboratorio di adattamento. 

"Il Parco fluviale è fortemente antropizzato e le attività umane andranno ripensate. Stiamo lavorando a nuove proposte, che ci consentiranno di fruire dell'area nelle ore notturne, per esempio. Scopriremo la natura in momenti diversi, perché il cambiamento climatico ci impone nuove modalità di vita. E un Parco quale quello di Cuneo deve sapersi adattare". 

Non solo un polmone verde per la città di Cuneo e i 13 comuni limitrofi, ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per studiare, comprendere e contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Da un lato continuando a essere uno spazio aperto, accessibile e vissuto, dall'altro imparando a fare i conti con le grandi sfide che inevitabilmente saremo chiamati ad affrontare con un'urgenza sempre maggiore.

Dalle biciclette alle passeggiate, dagli eventi alle nuove esperienze notturne, la sfida sarà ripensare tempi e modalità di fruizione senza perdere quella che, da sempre, è la caratteristica più preziosa del Parco fluviale Gesso e Stura: la capacità di mettere in relazione natura, persone e territorio.