“Una mostra che ti porta a pensare anche ai personali luoghi - dice il signor Nicola - quelli della propria infanzia o quelli a cui nel tempo ti sei più legato. Che incanto!”
Al Museo Mallé di Dronero c’è un viaggio imperdibile, tra le opere, i colori e il particolare tratto di Giulio Boetto. Un omaggio all’artista, alla sua straordinaria espressività che, a partire da un autoritratto, si sviluppa lungo le quattro sale del secondo piano del piccolo gioiello d’arte dronerese, ideata grazie alla sua preziosa direzione scientifica a cura della dottoressa Ivana Mulatero.
La mostra, intitolata “Giulio Boetto. Paesaggi di una ritrovata quotidianità”, vede i testi e le didascalie degli esperti Dino Aloi, Angelo Mistrangelo e Ivana Mulatero e nasce da una serie di ragioni culturali, storiche e territoriali volte a celebrare la figura di uno dei più significativi interpreti del paesaggismo piemontese del XX secolo. Il legame con il territorio, espresso nelle opere, si sente profondamente come un filo rosso che ancora collega, racconta ed emoziona. Opere vive, come vivo resta il ricordo.
Il cuore della rassegna è dedicato ai paesaggi, opere in cui Boetto cattura la luce e l'atmosfera delle valli cuneesi. Dai primi lavori come “La casa del prete” (1918) e “Neve e baite” (1924), fino alle vedute più mature come” Pascolo estivo” (1944) emerge una natura vissuta con serenità e profondo senso di appartenenza al territorio. Un'ampia sezione esplora invece le "umanità in scena", con particolare enfasi sui mercati di Saluzzo, Paesana, Dronero, Revello e Cuneo. Sono opere come “Mercato autunnale” (1930) e “Cestaio” (1943), dove la quotidianità diventa il palcoscenico di una socialità ritrovata.
Lo sguardo attento di Boetto verso l’umanità affonda le radici nella sua attività giovanile di caricaturista (1914-1918), quando ritraeva con ironia e sintesi formale figure storiche come Cavour, Giolitti e Nitti. Le circa ottanta opere in mostra pongono in evidenzia come l'artista sia riuscito a far confluire l'analisi del carattere individuale, tipica della caricatura, nella rappresentazione di un'identità collettiva. Attraverso una selezione di lavori, inclusi anche i ritratti, la mostra restituisce l'immagine di un artista che ha saputo celebrare la bellezza delle piccole cose, la dignità del lavoro e del tempo libero delle comunità piemontesi.
Grazie alla generosità dei collezionisti e dei galleristi, il corpus di opere rappresenta una eredità da riscoprire e, nel contempo, invita a ripercorrere la poetica di un artista che, attraverso la sua pittura sincera e per nulla retorica, apre su un mondo raccontato con lo scrupolo di un cronista e con l'acume catalogatore di un etnologo: ogni suo dipinto diventa un documento indelebile e un reperto storico, oltre che poetico, di un Piemonte che vive nel tempo.
La mostra è visitabile fino al 13 settembre, il sabato e la domenica dalle ore 15 alle ore 19. Per informazioni museo.malle@comune.dronero.en.it