La fine dell’estate segna la ripresa del confronto politico e i partiti – ciascuno a modo suo - ragionano sulle prospettive e sulle scadenze che li attendono.
Lo fa anche il Partito Democratico, il maggiore partito di opposizione, che amministra – in forma esplicita o in collaborazione – ben quattro delle “sette sorelle” della Granda: Cuneo, Alba, Bra e Saluzzo.
A Fossano è in programma la Festa Democratica, mentre a Bra – a fine mese – ritorna la Festa de l’Unità, nonostante lo storico quotidiano del Pci fondato da Antonio Gramsci abbia cessato le pubblicazioni ad inizio luglio.
Due occasioni per riflettere sui temi nazionali - a partire dalle legge elettorale in vista delle politiche del prossimo anno – oltre a quelli locali: imminenti elezioni provinciali e, in primavera, il test amministrativo di Cuneo, Mondovì, Savigliano e altri Comuni .
Ma qual è lo stato di salute del Pd nella Granda? Lasciamo che siano i numeri a parlare.
ELEZIONI EUROPEE
Il Partito Democratico la miglior performance elettorale, mai ottenuta da una forza politica di centrosinistra nella Granda, l’aveva ottenuta alle elezioni europee del 2014 quando segretario nazionale era Matteo Renzi: con il 36,6% il Pd era risultato essere il primo partito nella Granda.
Quattro anni dopo, alle europee 2019, il consenso era sceso al 20,14% lasciando sul terreno oltre 16 punti percentuali; nel 2024 ancora un ulteriore calo attestandosi al 18,89%.
ELEZIONI POLITICHE
Alle elezioni politiche 2013, nel Cuneese, la percentuale ottenuta era stata del 20,37%; nel 2018 del 18,30% e nel 2022, data delle ultime consultazioni nazionali, del 17,15%. Anche qui una lenta ma costane discesa.
ELEZIONI REGIONALI
Alle regionali 2014 (vinte dal centrosinistra di Sergio Chiamparino), la percentuale di consensi nel Cuneese era stata del 29,71%; nel 2019 (vinte dal centrodestra di Alberto Cirio) i voti erano precipitati al 17,75%, con un crollo di quasi 12 punti; nel 2024 (nuovamente vinte dal centrodestra trainato da Cirio) lieve risalta al 19,33%, seppur in un quadro di sconfitta.
I RAPPRESENTANTI A VARI LIVELLI ISTITUZIONALI
Il partito, in provincia di Cuneo, conta attualmente su una parlamentare, Chiara Gribaudo, alla scadenza del suo terzo mandato consecutivo; un consigliere regionale, Mauro Calderoni, ex sindaco di Saluzzo e tre sindaci: Patrizia Manassero (Cuneo), Alberto Gatto (Alba) e Gianni Fogliato (Bra) cui si possono aggiungere altri sindaci, consiglieri provinciali e amministratori comunali espressioni di liste civiche di area centrosinistra.
In seno all’Amministrazione Provinciale, nell’ambito del gruppo “La Nostra Provincia” annovera tre consiglieri, diretta espressione del partito: Alberto Gatto, Loris Emanuel, sindaco di Moiola e presidente dell’Unione Montana Valle Stura e Davide Sannazzaro, sindaco di Cavallermaggiore e dall’aprile 2025 segretario provinciale del partito.
In questo quadro i due appuntamenti di Fossano e Bra, cui verosimilmente se ne aggiungeranno altri sul territorio, assumono significativa rilevanza per tentare di riorientare la bussola in un contesto politico che sembra guardare sempre più a destra.
In quali termini è immaginabile un “campo largo” in provincia di Cuneo quando, sul territorio, è totalmente assente uno dei soggetti, il Movimento 5 Stelle? E ancora: primarie sì o primarie no? E con quali modalità?
Che atteggiamento assumerà il Pd verso le elezioni provinciali d’autunno?
A quali alleanze pensa in vista degli appuntamenti amministrativi di Cuneo, Mondovì e Savigliano?