Con la ripresa dell’anno scolastico riparte anche il servizio di ristorazione scolastica comunale che sarà garantito già dai primissimi giorni di scuola: per le scuole dell’infanzia da lunedì 14 settembre e per le primarie da mercoledì 16 settembre.
Come già negli scorsi anni, le tariffe subiranno il consueto adeguamento in base alla variazione dell’indice ISTAT FOI, vale a dire l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
La revisione comporta un incremento molto contenuto della tariffa per singolo pasto: 5 centesimi per le prime tre fasce ISEE, tra i 10 e i 20 centesimi per le fasce successive.
Al di là del limitato adeguamento legato all’inflazione, resta centrale il sistema di agevolazioni costruito dal Comune per sostenere le famiglie residenti. Per i nuclei con ISEE più basso, infatti, il costo del pasto resta particolarmente contenuto: si resta entro gli 1,70 euro per famiglie con ISEE fino a 9.000 euro. Si tratta di tariffe significativamente inferiori rispetto al costo effettivo del servizio. È importante ricordare che il prezzo pagato dalle famiglie rappresenta solo una parte del costo complessivo della ristorazione scolastica. Il costo vivo del servizio è infatti pari a 1,8 milioni annui di cui a carico del Comune oltre 700.000 euro, a conferma dell’importante investimento dell’Amministrazione per garantire un servizio di qualità, sicuro e accessibile agli alunni e alle loro famiglie. Ogni giorno vengono distribuiti nelle scuole del territorio comunale, tra le 11.45 e le 13.30, 1.700 pasti, con un servizio che presenta una grande complessità dal punto di vista organizzativo e logistico.
Il sistema prevede inoltre la gratuità della mensa per i bambini e le bambine con disabilità, mentre per le famiglie numerose sono previste specifiche agevolazioni, che consentono di ridurre ulteriormente il costo sostenuto dal nucleo familiare. Restano quindi confermate le misure con cui l’Amministrazione comunale interviene per rendere il servizio accessibile anche alle famiglie che si trovano in condizioni economiche più fragili.
Oltre a garantire pasti completi e adeguati dal puto di vista nutrizionale, il servizio offre inoltre momenti e iniziative di educazione alimentare. È attiva una stretta collaborazione con l’Asl – Servizio Igiene degli alimenti e della nutrizione di Cuneo sia per quanto attiene alla validazione del menù che per lo sviluppo di progetti di sensibilizzazione nelle scuole.
“Comprendiamo che il costo della mensa possa rappresentare una voce significativa nel bilancio di una famiglia, soprattutto quando ci sono più figli che frequentano il servizio – dichiara l’assessora ai Servizi educativi del Comune di Cuneo Paola Olivero –. Proprio per questo il Comune ha scelto da tempo di costruire un sistema tariffario che tenga conto della situazione economica dei nuclei residenti, destinando una parte importante delle risorse a sostenere chi ha maggiori difficoltà. È evidente che non possiamo riuscire ad accontentare tutte le esigenze e tutte le situazioni, né possiamo far ricadere integralmente sulla fiscalità generale il costo di un servizio che complessivamente ammonta a 1,8 milioni di euro all’anno. Sono scelte che comportano un investimento significativo di risorse pubbliche e che riteniamo doveroso continuare a garantire, cercando di concentrare il sostegno laddove il bisogno è maggiore. Crediamo quindi sia importante guardare al quadro complessivo: dietro la tariffa pagata dalle famiglie c’è un servizio il cui costo è sostenuto in misura molto significativa dalla collettività”.
Queste le tariffe in vigore da settembre 2026: