Economia - 03 settembre 2026, 08:35

Riconoscere la sarcopenia dai campanelli d’allarme e come porvi rimedio

Secondo uno studio circa il 10% degli anziani è colpito da sarcopenia; i dati allarmanti però portano le percentuali al 35% per chi è ospedalizzato e oltre il 60% per chi è ricoverato in RSA.

Seppur sia piuttosto normale durante l’invecchiamento perdere forza e massa muscolare, se il declino è significativo tanto da compromettere movimenti e autonomia potrebbe essere presente questa patologia. La cosa positiva è che riconoscendo i segnali si può rallentare mettendo in atto alcuni cambiamenti che possono aiutare a preservare l’autonomia il più a lungo possibile.

Quali sono i segni di sarcopenia

Uno dei segnali più comuni di sarcopenia è quello della riduzione della forza muscolare: quando attività che sembravano banali fino a poche settimane prima diventano progressivamente più impegnative il campanello d'allarme dovrebbe mobilitare. Persino camminate più lente e sensazioni di affaticamento, se unite alla difficoltà di percorrere distanze abituali possono rappresentare segnali da non sottovalutare. 

Esistono casi in cui compaiono problemi di equilibrio con tanto di maggiori inciampi e cadute; altrettanto rilevante è la riduzione della massa muscolare che tende a manifestarsi soprattutto su braccia e gambe. 

Perché si perde forza muscolare con l’età?

Sono diversi i motivi per cui con l’avanzare degli anni l’organismo si trova ad affrontare cambiamenti fisiologici, tra cui quello della perdita di massa muscolare e di conseguenza un abbassamento della forza; chiaramente la velocità con cui questo processo avviene cambia da persona a persona e tra i fattori principali che ne accelerano lo sviluppo c’è essere sedentari. Dopotutto il modo migliore per mantenere i muscoli in forma è utilizzarli; quindi, lunghe degenze o periodi allettati portano un inevitabile aumento di possibilità di sviluppare la sarcopenia.

Anche l’alimentazione ha il suo impatto: se c’è un apporto sufficiente di energia che proviene da proteine e carboidrati la funzionalità muscolare resta intatta ed è più facile rallentare la perdita di forza. Stati infiammatori e malattie croniche o disturbi endocrini possono invece influenzare negativamente questo aspetto. 

Come viene riconosciuta e diagnosticata

La presenza di uno o più dei campanelli d’allarme che abbiamo visto non viene tradotta in modo automatico in sarcopenia; la diagnosi deve essere fatta da un medico dopo alcuni accertamenti tenendo conto soprattutto della forza muscolare. Tra i test utilizzati dagli specialisti rientrano la forza della mano, prove che valutano il tempo per alzarsi ripetutamente da una sedia e la velocità del cammino. 

L’attività fisica resta l’alleata principale

Chi vuole provare a rallentarla, combatterla o prevenirla deve restare in forze e per farlo deve praticare sport. Non servono corsi aerobici esagerati, meglio puntare su un allenamento in palestra con una scheda fatta da un personal trainer professionista. Con pesi, elastici e macchinari si possono stimolare i muscoli contribuendo a migliorare la forza e la capacità funzionale anche in età avanzata. 

Il ruolo dell’alimentazione

Ciò che mangiamo è il nostro carburante e quando si invecchia la qualità del cibo introdotto è fondamentale; serve un buon apporto di proteine derivanti da carne, pesce, uova e legumi alternando il più possibile gli alimenti così da poter garantire al corpo tutto ciò di cui ha bisogno. 

Facendo regolare movimento, puntando su esercizi di forza, mangiando in modo equilibrato e prendendosi cura di sé l’obiettivo di mantenere muscolare aiuta a ridurre la velocità di perdita di forza e abbassa la possibilità di sviluppare la sarcopenia.

 




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