Cronaca - 08 settembre 2026, 20:10

Accusato di aver rubato il giubbotto del cameriere, assolto: "Non c’è prova che fosse lui"

Le telecamere avevano ripreso il furto, ma le immagini non hanno consentito di identificare con certezza il trentasettenne cuneese

Immagine di repertorio

Le telecamere di sorveglianza del bar “La Chiocciola degli Angeli”, a Cuneo, lo avrebbero ripreso mentre rubava il giubbotto a un cameriere. Ma non è stato possibile dimostrare che l’uomo filmato fosse effettivamente lui. Per questo il trentasettenne cuneese, accusato di furto in tribunale a Cuneo, è stato assolto.

Il caso risale a una domenica mattina di aprile. Nel locale c’erano molti clienti: "Erano tutti nel dehor - aveva spiegato in aula il ragazzo derubato -. Nella sala interna non c’era nessuno. Ho iniziato il turno delle 10 del mattino. Quando ho finito, sono andato nella sala a recuperare la giacca ma non l’ho più trovata. Il martedì, poi, sono andato dal responsabile della sicurezza a chiedere di poter vedere i filmati. Ho scoperto che mi era stata rubata".

Il giovane cameriere aveva deciso di non ritirare la querela. Il giubbotto, aveva raccontato, non aveva comunque un valore economico particolarmente elevato: "Non era nuovo. L’avevo indossato molte volte. Forse valeva un’ottantina di euro".

In aula era stato ascoltato anche il Carabiniere che aveva preso visione delle immagini delle telecamere. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Fabrizio Di Vito, aveva però contestato proprio l’identificazione del soggetto ripreso, sostenendo che le immagini non fossero abbastanza nitide per affermare che si trattasse del suo assistito. Un dubbio che, evidentemente, non ha consentito di raggiungere la prova necessaria per una condanna. L’imputato è quindi stato assolto.

CharB.