Prende il via dalla Valle Varaita “I Racconti del Marchesato”, la rassegna diffusa itinerante promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo in collaborazione con la Città di Saluzzo e il Salone Internazionale del Libro di Torino. Il tour, composto da venti appuntamenti tra settembre e ottobre nei centri del Saluzzese e nelle sue valli, condurrà il pubblico nel tardo Quattrocento attraverso un format innovativo che intreccia teatro, storia, musica ed esperienze enogastronomiche. L'itinerario culminerà dal 23 al 25 ottobre a Saluzzo con la Festa del Libro Medievale e Antico.
«Con I Racconti del Marchesato – sottolinea Mario Anselmo, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo – abbiamo voluto costruire un progetto capace di coinvolgere progressivamente l'intero territorio di riferimento della Fondazione, mettendo in relazione le sue comunità attraverso una storia comune. Il Marchesato diventa così il filo che unisce luoghi, tradizioni, prodotti e testimonianze che ancora oggi caratterizzano le nostre valli e la pianura saluzzese. Il percorso accompagnerà il pubblico fino alla Festa del Libro Medievale e Antico di Saluzzo, in programma dal 23 al 25 ottobre, che rappresenta il momento culminante del progetto. Vogliamo che la Festa sia sempre più il punto di arrivo di un racconto che nasce e si sviluppa sul territorio, trasformando la storia in un'occasione contemporanea di conoscenza, partecipazione e valorizzazione culturale e turistica».
SI PARTE DA CASTELDELFINO
Ambientata nell’autunno del 1499, la narrazione – che diventerà un docufilm proiettato in occasione della Festa e in anteprima a Portici di Carta a Torino – riprende il cammino della famiglia di Martino, mastro calderaio in cerca di fortuna, dapprima lungo la Valle Varaita e quindi in altre località dell’antico Marchesato.
Sabato 12 settembre, prima a Torrette e poi in centro, a Casteldelfino – paese di origine della famiglia protagonista del docufilm – va in scena un remake del docufilm alla presenza degli attori, punto di partenza dell'intera narrazione. Lo spettacolo “Il viaggio ha inizio: il sapore del coraggio” permette di presentare i protagonisti della vicenda: il mastro calderaio Martino, la moglie Margherita e i figli Pietro e Lucia, costretti a scendere verso Saluzzo in cerca di lavoro. L'evento unisce storia locale, teatro e cultura enogastronomica, approfondendo i prodotti della bisaccia del viandante: il pane di segale, il seirass e il miele di montagna. Il pubblico parteciperà a un laboratorio tattile-olfattivo componendo la propria razione, seguito da una degustazione guidata e dalle danze tradizionali occitane.
I PRODOTTI
In questo percorso lungo la Valle Varaita, Venasca rappresenta il punto di convergenza dell'intero itinerario: qui il fornaio Guglielmo accoglierà i viandanti e unirà le tipicità raccolte nelle tappe precedenti per dare vita al Lou Pan d’Vraita, il pane della comunità. La farina di segale di Casteldelfino, ingrediente simbolo della resistenza e della memoria della casa montana, la mela di Piasco, le noci e il miele di Brossasco, la farina di castagne di Rossana e l'uva di Costigliole verranno impastate con la farina di grano del mercato locale e avvolte nella tipica tela di canapa di Venasca.
Questi prodotti della tavola medievale potranno essere scoperti dai partecipanti durante gli eventi, tutti gratuiti ma con prenotazione obbligatoria sul sito del Monastero della Stella.
IL PROGRAMMA
Due le tappe a Costigliole. Si parte sabato 12 settembre al Teatro dei Suoni con la serata “Storie di uomini e Vini – Io sono il mio lavoro”, con Pino Petruzzelli (voce narrante) e Luigi Giachino (pianoforte): un incontro dedicato al legame tra il lavoro dell'uomo, l'identità locale e la tradizione vitivinicola del Saluzzese. Lo spettacolo-incontro esplora il rapporto indissolubile tra l'uomo e la terra, ripercorrendo la storia millenaria della vite nel territorio, dalle prime tracce della villa rustica romana fino al celebre vitigno autoctono Quagliano.
Martedì 15, alle ore 20:45, nel parco verde di Palazzo Giriodi, sede municipale, è in programma una serata speciale dedicata al tema della maturazione. Durante il cammino verso Saluzzo nel 1499, la famiglia di Martino fa tappa a Costigliole. Il giovane Pietro, ansioso di crescere, impara dal vignaiolo Matteo che la maturazione umana richiede tempo, proprio come l'uva. L'artista Hans Clemer ne ritrae l'espressione, invitandolo a vivere il presente. La storia si intreccia con il gusto grazie alla degustazione guidata in due tempi: l'uva fresca, simbolo della giovinezza, e la Cugnà con toma, simbolo di pazienza e trasformazione. Un concerto per chitarra chiuderà la serata, celebrando l'armonia della comunità.
Domenica 13 il tour arriva a Piasco, nel cortile del castello. Dalle 21:00, nella cornice del parco del Castello Porporato, l'evento trasporterà il pubblico nell'autunno del 1499, posizionando Piasco come storica porta d'accesso tra la Repubblica degli Escartons e i domini dei Marchesi di Saluzzo, richiamando anche le radici celto-liguri e romane del borgo. Il racconto s'incentra sull'incontro tra il contadino Giacomo e la famiglia del calderaio Martino, in viaggio da Casteldelfino. Lo spettacolo unisce drammaturgia, storia ed esperienza sensoriale con la degustazione de “La Mela del Viandante”.
Lunedì 14 a Brossasco, nella piazzetta della parrocchia, si celebrerà l’incontro tra competenze diverse e lo scambio di saperi artigiani. Al centro della serata vi è la storia di Bernardo, legnaiolo della borgata Masueria, che incrocia la famiglia del calderaio Martino. Dall’intreccio tra la lavorazione del legno e quella del rame nasce un dialogo profondo: la materia prima del bosco acquista un valore autentico solo attraverso la cura e il gesto dell’uomo. Sintesi di questo legame è la noce, protagonista della serata sia come alimento prezioso sia come legname nobile. Lo spettacolo intreccia teatro, storia e tradizione locale, ripercorrendo le radici di Brossasco, la disciplina medievale del legnatico e la vocazione artigianale del mobile risorta nel Novecento. L’esperienza si arricchirà con la degustazione di pane alle noci e miele e culminerà nel concerto d’arpa, dove il legno del bosco trova la sua massima espressione.
Mercoledì 16 andrà in scena “L'albero del pane” nella piazzetta della Chiesa di Maria Vergine Assunta a Rossana: lo spettacolo si sviluppa all'ombra del castello medievale e pone al centro il contrasto tra il potere delle mura fortificate e la concretezza del lavoro rurale. Il racconto segue l'incontro tra Agnese, una contadina del posto, e la famiglia del calderaio Martino. Riconoscendo le difficoltà dei viandanti, Agnese offre accoglienza e condivide la risorsa più preziosa del territorio: la castagna, autentico “pane dei poveri” dell’epoca, affiancata da riflessioni sulla conoscenza dei frutti del bosco, come i funghi. L'evento dimostra come la cura e la solidarietà sappiano trasformare la materia grezza in sostentamento per chi è in cammino. Seguirà una degustazione guidata di una purea di castagne con miele e cannella. L'appuntamento si chiuderà con un concerto di liuto, in cui la cassa di legno dello strumento richiama idealmente il riccio che custodisce il frutto.
Giovedì 17, Piazza Caduti (Ala Mercatale) a Venasca ospiterà, dalle ore 20:45, “Il sapore dell'incontro”. Venasca fa da cerniera tra alta e bassa valle e sintetizza l'itinerario del 1499. Qui nasce Lou Pan d’Vraita, il pane simbolico che unisce tutti i prodotti raccolti dalla famiglia di Martino: la segale di Casteldelfino, le mele di Piasco, le noci e il miele di Brossasco, la castagna di Rossana e l'uva di Costigliole, impastati con l'acqua locale e la farina del mercato di Venasca e fatti lievitare nelle tele di canapa del borgo.