Sull'ex Policlinico era stato riaperto il dialogo tra Amministrazione comunale di Cuneo e proprietà dell'immobile. La conferma era stata ufficializzata nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, dietro richiesta del consigliere e capogruppo degli Indipendenti Giancarlo Boselli. Ma i dettagli erano stati rimandati a futura commissione consiliare che l'assessore Spedale era intenzionato a convocare per settembre.
Nel frattempo, però, dopo qualche giorno la seduta consiliare, Boselli ne ha anticipato richiesta con interpellanza a risposta scritta proprio per “conoscere i termini precisi della trattativa in corso con la proprietà dell’ex Policlinico per vedere se esistano le condizioni per arrivare alla firma di una convenzione per procedere alla ricostruzione del palazzo e se esistano concretamente possibilità di una definizione della questione e in quali tempi”.
E' delle scorse ore la lunga risposta fornita dall'assessore Alessandro Spedale di cui Boselli ne riporta in sintesi i termini essenziali.
“Il Piano di Recupero dell'ambito "VCS9 - Ex Policlinico Cuneese", è stato definitivamente approvato dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 20 del 27 gennaio 2022, unitamente al relativo schema di convenzione urbanistico-edilizia.
Negli anni successivi la proprietà ha richiesto più volte di rinviare la sottoscrizione della convenzione urbanistica. Nonostante le proroghe e i numerosi incontri con la parte proponente, la convenzione ad oggi non è stata sottoscritta.
Alla luce del mancato perfezionamento della convenzione, l'Amministrazione ha avviato il procedimento finalizzato alla dichiarazione di decadenza e inefficacia del Piano di Recupero, comunicato alla proprietà con nota del 16 gennaio 2026.
Nel corso di tale procedimento, con nota del 4 maggio 2026, la società SIMA DATI S.a.s. ha ribadito l'intento di valorizzare l'area urbana in parola, chiedendo tuttavia alcune modifiche allo schema approvato nel 2022.
Le richieste della proprietà riguardavano, in particolare, due aspetti dell'articolo 3 della convenzione:
1- l'eliminazione della quota del 20% della SUL destinata a funzioni terziarie, con conseguente possibilità di destinare a residenza l'intera superficie di circa 3.300 mg;
2 - l'eliminazione del quinto paragrafo dell'articolo 3, che limita i successivi cambi di destinazione d'uso subordinandoli al consenso dell'Amministrazione comunale e prevedendo, in caso di modifiche non consentite, una specifica penale convenzionale.
La Giunta Comunale, con atto di indirizzo (Direttiva) assunto nella seduta del 16 luglio 2026 ha definito la posizione dell'Amministrazione.
In particolare, la richiesta relativa alla quota del 20% di destinazione terziaria non è stata accolta.
Diversa è la valutazione relativa alla seconda richiesta.
Tale richiesta è pertanto stata accolta.
Conseguentemente, gli uffici hanno comunicato alla proprietà la propria disponibilità a eliminare integralmente dal quinto paragrafo dell'articolo 3 la previsione che subordinava i futuri cambi di
una penale convenzionale.
L'Amministrazione ha definito la propria posizione e ha indicato alla proprietà un termine preciso per procedere: 15 ottobre 2026. Entro tale data dovrà essere verificata la concreta volontà del soggetto attuatore di sottoscrivere la convenzione alle condizioni indicate dal Comune; in caso contrario, il procedimento di decadenza del Piano di Recupero sarà portato a conclusione”.
A fronte di quanto illustrato gli Indipendenti esprimono una certa perplessità per la mancata trasparenza da parte della maggioranza consiliare circa l'evoluzione dei fatti. “Abbiamo finalmente un quadro più preciso – dichiara Boselli - ma non capiamo perché la questione di grande rilievo non sia stata resa nota se non dopo nostra sollecitazione e soprattutto non sia stata portata in Commissione per una valutazione del Consiglio Comunale anche alla luce del fatto che apprendiamo solo ora che la Giunta non ha mai fatto decadere in questi lunghi anni la convenzione”.
L'analisi conclusiva degli Indipendenti alla luce delle nuove rivelazioni, oltre a ribadire di chiudere al più presto la vicenda, è di “non prestarsi più a trascinarla a tempi indefiniti avendo ben chiara la possibile alternativa dell’esproprio dell’edificio”.