Le risorse non sono infinite e l'ultimo monitoraggio ufficiale conferma il boom di richieste: dal 12 giugno a oggi è già stato prenotato circa il 50% del budget disponibile. Per le imprese del territorio è il momento di muoversi, ma attenzione agli errori strategici e alla pianificazione dei tempi per non far slittare il beneficio economico.
Non è solo una questione di calendario, ma di sopravvivenza dell'opportunità stessa. Per le imprese che stanno programmando o hanno già avviato investimenti in innovazione tecnologica, automazione ed efficientamento, la domanda non è più solo "Quando scade l'Iperammortamento 2026?", ma "Faccio in tempo a prenotare la mia quota prima che i fondi si esauriscano?".
I dati registrati nei primi mesi confermano un'elevata adesione alla misura: circa la metà delle risorse complessivamente stanziate risulta già prenotata. In questo scenario, posticipare la presentazione della domanda potrebbe ridurre significativamente le possibilità di accesso al beneficio, fino al rischio di esaurimento delle risorse disponibili.
Ottimizzare i tempi: il consiglio di novembre per godere dei vantaggi già nel 2027
Sebbene la normativa non imponga una scadenza di decadenza immediata, c'è un fattore temporale strategico da tenere a mente: per riuscire ad agganciare i benefici fiscali del Nuovo piano di transizione 5.0 e iniziare a sfruttarli concretamente già nel 2027, l'indicazione è quella di muoversi d'anticipo. Inviare la comunicazione relativa alla conclusione della procedura entro la fine di novembre è fortemente consigliato: superare questa finestra non fa perdere l'incentivo, ma rischia di far slittare l'utilizzo del beneficio direttamente al 2028, posticipando di un anno il ritorno economico dell'investimento.
La partita è apertissima non solo per i progetti futuri, ma anche per tutte quelle aziende che hanno acquistato beni strumentali materiali o immateriali 4.0, o sistemi di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l'autoconsumo, consegnati a partire dal 1° gennaio 2026. Se la consegna è avvenuta in questo periodo, pianificare subito i passaggi tecnici è la mossa decisiva per accelerare il risparmio fiscale.
Piattaforma GSE: il portale è partito e due fasi sono già attive
L'iter sul portale del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) richiede precisione. Ad oggi il portale è operativo ed è già a pieno regime: sono infatti ufficialmente sbloccate e utilizzabili le prime due pratiche sulla piattaforma, ovvero la prenotazione dell'agevolazione e la conferma del 20% con il caricamento della prima documentazione. La terza e ultima fase, quella della conclusione, è attesa a brevissimo. Farsi trovare pronti con i passaggi preliminari è l'unico modo per non perdere la priorità in graduatoria mentre i fondi iniziano a dimezzarsi.
Milena Vigna si occupa in Giobatech delle procedure e delle prassi che riguardano l'Iperammortamento 2026:
"Il consiglio alle imprese è di procedere quanto prima con la prenotazione dell'agevolazione, senza attendere le fasi finali dell'iter. Considerato il ritmo con cui vengono impegnate le risorse disponibili, anticipare la procedura consente di tutelare maggiormente la possibilità di accesso al beneficio e di organizzare con maggiore serenità tutti gli adempimenti tecnici successivi. In Giobatech supportiamo l'impresa già dalla fase preliminare, analizzando la fattibilità dell'investimento e verificando che il progetto presenti i presupposti tecnici necessari. Ci occupiamo inoltre della predisposizione della documentazione e del caricamento della prima fase sulla piattaforma GSE, accompagnando l'azienda nell'avvio della procedura e nei successivi passaggi necessari per arrivare alla fruizione dell'agevolazione".
Come funziona: un esempio pratico del vantaggio fiscale
A differenza dei vecchi crediti d'imposta delle Transizioni 4.0 e 5.0, il nuovo Iperammortamento non si traduce in una compensazione immediata in F24, ma in una maxi-maggiorazione del valore fiscale del bene, che abbatte l'imponibile e genera una massiccia deduzione sui redditi negli anni successivi. Le percentuali sono generose: ben il +180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
Caliamolo in un esempio concreto:
Valore del macchinario 4.0 acquistato: 500.000 €
Maggiorazione fiscale (+180%): +900.000 €
Nuovo valore ammortizzabile ai fini fiscali: 1.400.000 €
Beneficio fiscale reale (ipotizzando un'aliquota IRES al 24%): ben 216.000 € di minori tasse da pagare, distribuiti nelle quote di ammortamento future.
La grande novità: la perizia tecnica è obbligatoria per tutti
C'è un dettaglio operativo che molti imprenditori rischiano di sottovalutare: rispetto al passato, la perizia tecnica asseverata non è più obbligatoria solo per i beni sopra i 300mila euro, ma è ora indispensabile per qualsiasi investimento, indipendentemente dall'importo. Senza una relazione tecnica accurata che attesti la conformità ai requisiti 4.0, l'integrazione nei sistemi aziendali e l'effettiva idoneità del bene, l'accesso al beneficio decade totalmente.
L'errore da evitare: la verifica va fatta "prima"
Un macchinario moderno o tecnologicamente avanzato non è automaticamente agevolabile. Uno degli errori più frequenti è firmare l'ordine e verificare solo in un secondo momento il possesso dei requisiti strutturali. Il momento giusto per muoversi è adesso, analizzando le caratteristiche tecniche del bene prima dell'acquisto, così da poter richiedere eventuali integrazioni necessarie al fornitore.
In questo scenario, la chiave è affidarsi a partner strategici con competenze consolidate. L'azienda Giobatech, con sede a Busca in via S. Francesco D'Assisi 3, si è specializzata proprio nel supporto "chiavi in mano" alle imprese per trasformare la burocrazia in una pianificazione finanziaria sicura e senza perdite di tempo.