Economia - 11 settembre 2026, 14:56

Il Piemonte che innova: dalla siderurgia alla blockchain, tecnologia concreta per le Pmi

Nella sala incontri di Confapi Cuneo il workshop "Il Piemonte che innova" promosso da Anferr con First Personal Coin: focus sulle tecnologie applicate all'industria e al Castelmagno Dop

Il 10 settembre, nella Sala Incontri di Confapi a Cuneo, si è svolto il workshop “Il Piemonte che innova – Blockchain, criptovalute, DAO e filiere d’eccellenza”, promosso da Anferr con la partecipazione di First Personal Coin. Un incontro nato con un obiettivo preciso: parlare di innovazione non come concetto astratto, ma come strumento concreto a disposizione delle imprese e, in particolare, delle Pmi.

A confrontarsi sono stati Francesco Nova, Ceo di Anferr, Mariano Carozzi, Ceo di First Personal Coin, e Stefano Colmo, COO di First Personal Coin. Il punto di partenza è stato il tessuto produttivo piemontese, fatto di imprese fortemente radicate nel territorio ma chiamate oggi a confrontarsi con trasformazioni tecnologiche, ambientali e organizzative sempre più rapide.

L'esperienza di Anferr è particolarmente significativa perché dimostra come innovazione e tradizione industriale non siano affatto in contraddizione. L'azienda opera nel settore siderurgico dai primi anni Settanta e si presenta oggi non soltanto come fornitore di prodotti siderurgici, ma come partner in grado di offrire servizi e logistica alle imprese clienti. La stessa Anferr sintetizza questa evoluzione nel concetto di “Acciaio Intelligente”, collegando le soluzioni siderurgiche a una prospettiva di sostenibilità.

È proprio questo uno dei messaggi emersi durante l'incontro: per una PMI innovare non significa necessariamente cambiare mestiere. Significa piuttosto utilizzare nuovi strumenti per fare meglio ciò che già sa fare, migliorando processi, servizi, sostenibilità e capacità di dialogare con clienti, fornitori e partner.

Su questo terreno si inserisce l'attività di First Personal Coin che parte da una considerazione semplice: la blockchain esprime il proprio potenziale soprattutto nei contesti nei quali operano soggetti diversi che devono condividere informazioni, assumere decisioni, verificare condizioni o trasferire valore senza dipendere interamente da un unico soggetto centrale.

La tecnologia, quindi, non è il punto di partenza. Prima occorre comprendere il processo, mappare i flussi e individuare dove esistano problemi di fiducia, coordinamento, certificazione o condivisione delle informazioni. Solo successivamente si valuta se blockchain, smart contract e DAO possano rappresentare una soluzione più efficace degli strumenti tradizionali. È lo stesso approccio metodologico che First Personal Coin indica per l'introduzione delle DAO nelle imprese.

Per le PMI questo approccio apre prospettive particolarmente interessanti nel campo delle filiere.

Una piccola o media impresa difficilmente opera da sola: fa parte di una rete di fornitori, trasformatori, distributori, clienti, consorzi, certificatori e soggetti finanziari. Molto spesso il valore complessivo generato dalla filiera è superiore a quello che ciascuna azienda riesce individualmente a rappresentare e documentare.

Blockchain e DAO possono contribuire a trasformare questa rete di relazioni in un'infrastruttura digitale condivisa.

Non si tratta quindi semplicemente di “mettere dei dati sulla blockchain”. L'obiettivo è molto più concreto: rendere una filiera leggibile.

Per una PMI questo può significare poter dimostrare più facilmente la provenienza di una materia prima, il rispetto di un disciplinare, determinate caratteristiche qualitative o ambientali, oppure l'avvenuto svolgimento di una fase produttiva. Informazioni che possono diventare importanti nei rapporti con clienti, grandi buyer, istituzioni finanziarie e consumatori, come hanno testimoniato due partner di First personal coin, Tino Paiolo con un esempio concreto già avviato da FPC riguarda la filiera del Castelmagno DOP, dove DAO Tracking viene applicata per valorizzare un prodotto la cui identità economica è strettamente legata a territorio, produttori, processi e rispetto delle regole della denominazione e GO.CER che nella prospettiva di crescita del settore delle energie rinnovabili vede nelle DAO un importante strumento organizzativo.

Il modello, tuttavia, non è limitato all'agroalimentare. Può essere applicato alle produzioni industriali, alle filiere certificate, all'arte, ai prodotti di pregio e, più in generale, a tutti quei contesti nei quali provenienza, autenticità, qualità e sostenibilità contribuiscono al valore economico del prodotto.

La decentralizzazione, in questa prospettiva, non significa eliminare le imprese o affidare ogni decisione a un algoritmo, non a caso FPC affianca alle proprie piattaforme la figura del DAO Manager, chiamata a raccordare il funzionamento tecnologico con la realtà operativa.

Il filo conduttore dell'incontro di Cuneo è stato quindi il pragmatismo: l'innovazione produce valore quando migliora concretamente il modo in cui un'impresa lavora e compete.

Comunicato stampa