Gentile direttore,
Ci sono figure che segnano la storia di un territorio non solo per le opere che lasciano, ma per l'impronta che imprimono nella vita delle persone che incontrano. L’Onorevole era esattamente questo: un uomo politico di rara coerenza, capace di muoversi con autorevolezza nei palazzi delle istituzioni internazionali, nazionali, regionali e provinciali senza mai perdere il legame profondo e viscerale con la sua terra e la sua provincia, per la quale ha ideato e realizzato opere pubbliche fondamentali.
Per noi, numerosi collaboratori di Mondovì, che abbiamo avuto il privilegio di lavorare nel suo ufficio privato per decenni, in Corso Statuto 26 e poi in P.zza Duomo 1, quel luogo non era semplicemente una sede politica; era una vera e propria scuola di vita e una seconda famiglia.
L'Onorevole aveva una sensibilità straordinaria verso tutti noi. Non guardava solo all'aspetto professionale: la sua fu un'autentica disponibilità umana, sempre in prima linea e pronto a tenderci la mano e sostenerci con totale dedizione quando ci trovavamo ad affrontare problemi familiari o momenti di difficoltà personali.
Accoglieva i giovani all'inizio del loro percorso, li guidava e trasmetteva loro rigore, finché un giorno, con la generosità dei saggi, diceva: "È ora che tu spicchi il volo". Chi è passato da quell'ufficio ha maturato un'esperienza preziosa che si è rivelata il pilastro per il proprio futuro professionale.
La lezione più grande che ci ha lasciato, tuttavia, va oltre le competenze lavorative: è l'assoluto rispetto per il prossimo. Nonostante gli incarichi prestigiosi e l'indubbia importanza politica, le porte del suo ufficio erano sempre aperte a ogni singolo cittadino. Non c’erano barriere. Ognuno lo ricorderà camminare per le vie della città, fermarsi a parlare e salutare chiunque incontrasse. Per tutti c'era un sorriso e una parola, sia che lo chiamassero rispettosamente "Onorevole", sia che si rivolgessero a lui con l'affetto semplice di quel nome: "Lello". Era sempre pronto ad ascoltare e ad aiutare tutti coloro si trovasse in difficoltà.
Oggi che non c'è più, l'eredità che stringiamo tra le mani è fatta di affidabilità, serietà e di una coerenza incrollabile verso le proprie idee e il proprio lavoro. Ma, sopra ogni cosa, ciò che resta impresso nel cuore di chi lo ha conosciuto e ha camminato al suo fianco sono la sua straordinaria umiltà e la semplicità sincera verso il prossimo. Un esempio che continuerà a guidarci e che la nostra comunità non potrà mai dimenticare.
Mariangela Bochicchio (Bocci)