Attualità - 16 settembre 2026, 08:32

“Partigiani e contadini in Alta Val Tanaro”: a Bagnasco un incontro di memoria senza retorica tra sindaci, studiosi e testimoni

L’iniziativa, promossa da Arci e Anpi con i comuni di Bagnasco e Priola, ha ricostruito gli eccidi di Pievetta e delle Strette di Bagnasco e il ruolo decisivo della popolazione civile nella Resistenza, con interventi, testimonianze dirette e un video, prima dell’aperitivo conclusivo

La buona notizia è che Bagnasco (Alpi Marittime, provincia di Cuneo, mille abitanti) l'incontro Partigiani e contadini in Alta Val Tanaro ha registrato una partecipazione del tutto inaspettata, per quantità e qualità. Niente retorica, niente bandiere, niente fanfare da amarcord, niente slogan urlati. 

I sindaci di Bagnasco, Priola, e Ormea, così come gli studiosi della Resistenza qui invitati, di questa valle conoscono di persona uno per uno i cittadini, e raccontano quest'area strategicamente cruciale nella lotta di liberazione con competenza ma anche con familiarità e autentico affetto. E i cittadini hanno memoria lucida e in alcuni casi personale di quel che è successo: due degli episodi più infami dell'occupazione nazi-fascista, il rogo di un intero paese (Priola) e la strage delle Strette di Bagnasco (1944). 

Così si mette in chiaro che la conoscenza elementare dei fatti è di per sé sufficiente per coltivare l'antifascismo. E i fatti dicono che, senza il contributo dei civili, i partigiani non avrebbero potuto resistere nemmeno un giorno e, dunque, che si trattò di una autentica lotta di popolo. E che dimenticare è un intollerabile atto di vigliaccheria.

Con brevi interventi, alcune testimonianze dirette e un video, l'incontro mette in luce non soltanto gli aspetti storici, militari, economici, politici della Resistenza nella valle ma anche una verità troppo a lungo deformata, oscurata, tradita: l'albero che nacque da queste radici partigiane e contadine non è "l'albero della Resistenza", ma "l'albero Italia" ed è per questo che è impossibile essere veramente italiani senza essere antifascisti.

Partigiani e contadini in AltaVal Tanaro, una ricostruzione storica dei fatti della Resistenza in quest'area strategicamente cruciale per la lotta di liberazione a livello nazionale ed europeo. Sonno stati raccontati due degli episodi più tristemente noti che coinvolsero Bagnasco e Priola (le stragi di Pievetta e delle Regione Strette di Bagnasco) e è messo in luce il rapporto tra i partigiani combattenti e la popolazione civile della valle, senza il silenzioso contributo della quale nulla sarebbe stato possibile. Nei video tutti gli interventi del programma a cui si sono aggiunti il saluto del sindaco di Bagnasco Mauro Bertino la testimonianza di Maria Raviolo raccolta da Rosa De Rosa e letta dalla redattrice di ecoinformazioni Amelie Di Matteo e quello di Celeste Grossi, figlia di Antonio Grossi, comandante partigiano, tratta dal libro di Maria Letizia Grossi Autobiografia di mio padre. L'iniziativa si è conclusa con un ricco e apprezzato rinfresco.

Presentazione/ Andrea Rosso/ Proiezione del video Partigiani e contadini; Natale Roberi (ricercatore storico e saggista dell'Alta Valle Tanaro) Cronaca degli eccidi di Pievetta e della Regione Strette di Bagnasco; Beppe Carazzone  (studioso delle tradizioni locali, sindaco di Bagnasco dal 1999 al 2024)  e Vittorio Dentis (imprenditore ambientalista, scampato alla strage di Regione Strette, cittadino onorario di Bagnasco) Nel bosco della memoria; Giorgio Ferraris (storico, saggista, ex consigliere regionale, sindaco di Ormea); Il contributo della popolazione civile dell'Alta Val Tanaro alla lotta partigiana; Laura Canavese (sindaca Priola) Lettura di testimonianze di chi quei giorni li ha vissuti; Paolo Allemano (presidente Anpi Cuneo); Memoria attiva, Al termine è stato  offerto un aperitivo.

L'iniziativa è organizzata da Arci Asti, Cuneo e Como e dall'Anpi provinciale di Cuneo, con il patrocinio dei comuni di Bagnasco e Priola e la collaborazione della Pro Loco di Bagnasco. Info 3473674825