Eventi - 16 settembre 2026, 10:49

La Mostra internazionale del Fungo di Ceva presentata al Grattacielo della Regione Piemonte

Appuntamenti che coniugano il rigore scientifico alla divulgazione e alla partecipazione di un intero territorio “in connessione”

Dalla tradizione micologica alla dimensione internazionale, mantenendo ben salde le radici nel territorio: è questo il percorso della Mostra Internazionale del Fungo di Ceva, in programma sabato 19 e domenica 20 settembre, presentata ieri pomeriggio nella Sala Trasparenza del Grattacielo della Regione Piemonte.

Una 65ª edizione che rappresenta un nuovo passaggio nella storia della manifestazione, con un programma che affianca alla grande esposizione scientifica numerosi appuntamenti culturali, gastronomici e di promozione del territorio, alcuni dei quali sono già iniziati nei giorni scorsi.

A sottolineare il valore della manifestazione è stato Paolo Bongioanni, assessore regionale al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport, Caccia e Pesca, Parchi: “Ringrazio il sindaco Fabio Mottinelli e la sua Giunta per aver scelto la Sala Trasparenza della Regione Piemonte per presentare questa manifestazione. La Mostra del Fungo di Ceva rappresenta una filiera che unisce agricoltura, agroalimentare, cultura del cibo e turismo e che oggi ha raggiunto una dimensione internazionale. La scorsa settimana abbiamo visitato il Museo del Fungo di Ceva, una delle eccellenze nazionali, insieme al ministro Lollobrigida, e credo sia importante il percorso che questa città sta portando avanti: è quindi giusto che Regione Piemonte abbia accompagnato la Mostra verso una dimensione internazionale. La Mostra è inoltre un evento che lega la produzione spontanea della terra alla grande gastronomia. Il cibo è uno degli strumenti che ci apre le porte quando raccontiamo il Piemonte e il suo turismo, anche grazie ai nostri ‘Maestri del Gusto’, ai nostri cuochi, capaci di trasformare in modo sublime le produzioni del territorio. Sono sicuro che la Mostra avrà un risultato importante. Complimenti a Ceva: la Regione continuerà a dare un’ulteriore mano per il completamento del Museo del Fungo”.

Alla presentazione sono intervenuti anche Marco Gallo, assessore regionale alla Montagna, e Rocco Pulitanò, consigliere della Provincia di Cuneo con delega al Turismo.

La dimensione internazionale non fa però venir meno il cuore originario della manifestazione: la conoscenza scientifica dei funghi. Un ruolo affidato al Gruppo Micologico Cebano, tra le realtà più longeve d’Italia, che da decenni accompagna la Mostra con un lavoro che non si esaurisce nei giorni dell'evento.

“Grazie al lavoro di tutti ed in particolare dei miei predecessori, Ernesto Rebaudengo e Giovanni Scola, il Gruppo Micologico Cebano lavora 365 giorni all’anno. Siamo tra i gruppi micologici più longevi d’Italia e ci occupiamo della parte scientifica. Ringrazio l’Amministrazione comunale per la vicinanza dimostrata in questi mesi”, ha spiegato il presidente Giorgio Raviolo. “Nel centro storico di Ceva allestiremo l’esposizione micologica, curata dai nostri soci volontari e da micologi provenienti da tutta Italia, Francia e Svizzera, con un centianio di specie di funghi. Allestiremo inoltre una collezione di erbe e piante, insieme a materiale didattico e divulgativo. Proseguiremo anche la tradizione del piatto celebrativo, nato da un’idea di Ernesto Rebaudengo e dal 2000 portato avanti da Maurizio Galliano. Quest’anno è dedicato al Rhodotus palmatus, un fungo raro, scelto per richiamare l’attenzione sul rispetto dell’ambiente e sui cambiamenti climatici. Tra gli appuntamenti collaterali ci sarà anche un incontro con Nicolò Oppicelli, direttore scientifico del Gruppo e della Mostra, che presenterà il mondo dei funghi a 360 gradi”.

Se il fungo è il protagonista, la parola che meglio descrive il progetto complessivo di questa edizione è connessione. Una connessione che parte dalla natura e arriva al territorio, alla gastronomia, alla cultura e al turismo.

Lo ha evidenziato l’assessore comunale alle Manifestazioni Luca Prato: “Grazie alla Regione per questa opportunità. La parola chiave è connessione, e non è una parola casuale: nel mondo sotterraneo dei funghi esistono miliardi di filamenti che mettono in connessione il territorio. E Ceva, per la sua posizione naturale, è essa stessa un luogo di connessione: tra la montagna e il mare, tra la Langa e le Alpi. Vogliamo confermarci come anello di congiunzione. Gli eventi sono già cominciati con “Radici in tavola”, che ha coinvolto chef del territorio. Sabato 19 settembre, alle 10.30, con l’inaugurazione raggiungeremo per la prima volta il cuore dell’evento e della mostra scientifica, con il taglio del nastro presso il Duomo. Ceva sarà suddivisa in diverse aree, con un programma che proseguirà fino a sera e oltre, fino all’appuntamento per vivere l’alba dal Campanone di Ceva con un concerto suggestivo”.

Un progetto nel quale il Comune vede non soltanto la valorizzazione di un prodotto naturale, ma la possibilità di raccontare una comunità attraverso le proprie radici.

“Grazie a Paolo Bongioanni e alla Regione: avete cambiato passo al sistema turistico piemontese e i dati lo confermano”, ha concluso il sindaco di Ceva Fabio Mottinelli. “Ci avete fatto capire quanto sia importante veicolare i nostri prodotti per far conoscere il territorio. Dietro al fungo ci sono migliaia di ore di lavoro, azioni che nel tempo hanno plasmato il territorio e quel paesaggio che tutti ci invidiano. Una volta, a 65 anni, si andava…  in pensione. Noi, arrivati a 65 anni, abbiamo deciso invece di lavorare ancora di più, riscoprendo le nostre radici. I funghi hanno nel sottosuolo una rete immensa che mette in comunicazione il sistema, ma questa connessione non potrebbe esistere senza il lavoro. Per noi significa questo: radici e identità, farle vivere e consegnarle alle nuove generazioni. Perché sono la storia della nostra comunità, ma anche il futuro della nostra comunità”.

La Mostra Internazionale del Fungo di Ceva si prepara così al suo appuntamento centrale del 19 e 20 settembre, con una formula che tiene insieme la dimensione scientifica, la valorizzazione della biodiversità, la gastronomia, la cultura e la promozione turistica. Una manifestazione che cresce, dunque, ma che sceglie di farlo partendo da ciò che ha costruito la propria identità: la conoscenza, il territorio e il lavoro di una comunità.

Comunicato stampa