Attualità - 18 settembre 2026, 11:27

Brondello: il sindaco Radosta scrive a Giorgia Meloni sul “Centro di accoglienza straordinaria” ipotizzato nel Comune della valle Bronda

Il primo cittadino chiede alla presidente del Consiglio di rivedere il progetto nell'ex ristorante "La Torre", struttura che dovrebbe ospitare il Cas, e sollecita un maggiore coinvolgimento dei piccoli Comuni nelle decisioni sull'accoglienza

Gli striscioni apparsi a Brondello lo scorso aprile per protestare contro il Cas

La mobilitazione contro l'ipotesi di realizzare un Centro di Accoglienza Straordinaria (Cas) a Brondello nell'ex ristorante 'La Torre' non si ferma.

Nel piccolo paese della valle Bronda la questione ha coinvolto amministratori e cittadini: il primo incontro con la popolazione per illustrare la situazione si era svolto il 2 aprile, quando era stata avviata anche una raccolta firme contro il Centro di accoglienza.

Successivamente erano comparsi striscioni di protesta lungo la strada tra i Comuni di Pagno e Brondello, mentre un esposto era stato sottoscritto da 183 cittadini.

Al centro della vicenda c'è l'ipotesi di destinare all'accoglienza circa 24 richiedenti asilo all'interno dell'ex ristorante 'La Torre', struttura riconducibile alla cooperativa 'Oltremare'.

(L'ex ristorante "La Torre" di Brondello)

Per Brondello, piccolo Comune di circa 270 abitanti, si tratterebbe di una presenza numericamente significativa, pari a quasi il 10 per cento della popolazione residente.

La protesta ha assunto adesso una dimensione istituzionale.

Il sindaco Paolo Radosta ha indirizzato una lettera aperta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, chiedendo una riflessione sulle modalità con cui vengono individuate le strutture destinate ai Cas e, soprattutto, un maggiore coinvolgimento dei Comuni. "La vicenda di Brondello non riguarda soltanto il nostro Comune – spiega Radosta –. Riguarda il rapporto tra lo Stato e i piccoli Comuni quando vengono individuate strutture destinate all'accoglienza straordinaria, il ruolo dei sindaci e il principio di proporzionalità. Riguarda anche la sicurezza delle persone accolte e delle comunità che le ospitano".

Radosta sottolinea nella lettera aperta a Meloni di non voler mettere in discussione il ruolo degli organi tecnici e delle altre autorità, ma rivendica per l'amministrazione comunale la possibilità di rappresentare il territorio e le sue caratteristiche prima che le decisioni vengano assunte. "Non sto chiedendo che il sindaco abbia un potere di veto assoluto sulle decisioni dello Stato. Sto chiedendo che gli venga riconosciuto un ruolo adeguato, preventivo e sostanziale. Almeno un coinvolgimento effettivo e la possibilità di evidenziare eventuali criticità prima che una decisione venga assunta e non quando il procedimento è già sostanzialmente definito".

(Il sindaco di Brondello Paolo Radosta)

Tra gli aspetti evidenziati dall'amministrazione figurano la compatibilità urbanistica ed edilizia della struttura, la destinazione d'uso degli spazi, la sicurezza dell'immobile, gli impianti, la prevenzione incendi, le condizioni igienico-sanitarie e la gestione degli scarichi.

"L'ex struttura alberghiera de 'La Torre' – specifica Radosta - presenta una superficie complessiva di circa 501 metri quadrati, mentre la superficie riconducibile alla destinazione ricettiva è di circa 77,78 metri quadrati. Non sono contrario all'accoglienza – precisa il sindaco –. Non lo è la comunità che rappresento. Non considero la presenza di persone provenienti da altri Paesi come un problema in sé. Credo però che l'accoglienza debba essere ordinata, proporzionata, sicura, dignitosa e rispettosa delle regole. Per tutti: per le persone accolte, per gli operatori, per i proprietari delle strutture e per le comunità locali".

Nella lettera aperta alla presidente del Consiglio il sindaco di Brondello propone di rivedere i criteri dei bandi prefettizi, introducendo una valutazione della proporzionalità del numero degli ospiti rispetto alla popolazione residente, delle caratteristiche dei piccoli Comuni e delle aree montane, oltre a verifiche preventive sulla sicurezza e sulla conformità degli immobili.

Tra le richieste figura anche un coinvolgimento preventivo e formalizzato dell'amministrazione comunale. "Non chiedo che ogni sindaco possa semplicemente dire 'no'. Chiedo che prima di dire 'sì' all'accoglienza in un territorio, lo Stato ascolti chi quel territorio lo amministra ogni giorno - afferma Radosta.

La lettera si conclude con un invito rivolto direttamente alla presidente del Consiglio: "Presidente, venga a Brondello. Venga nella nostra valle Bronda".

L'obiettivo, spiega il Radosta, è permettere di conoscere direttamente la realtà di un piccolo Comune e comprendere come decisioni e procedure nazionali possano incidere sugli equilibri di una comunità di poche centinaia di abitanti. "Brondello non chiede di essere esclusa dal dovere di solidarietà. Chiede soltanto che la solidarietà sia sostenibile, proporzionata e condivisa. E chiede che, quando un piccolo Comune manifesta con motivazioni concrete le proprie preoccupazioni, la voce del suo sindaco venga ascoltata prima che sia troppo tardi", conclude Radosta.

redazione