Tornano gli incontri settimanali di Comunità che Cura, il progetto sostenuto dalla Fondazione CRC dedicato alle persone over 65 e aperto anche a chi convive con fragilità cognitive e motorie.
Dopo la pausa estiva, giovedì 1° ottobre, dalle 14.30 alle 17.30, ripartono al Monastero di San Biagio gli appuntamenti di “Prendiamo un caffè?”, il percorso promosso da Casa do Menor nell’ambito del progetto Comunità che Cura, sostenuto dalla Fondazione CRC.
Il primo pomeriggio vedrà insieme le tre terapeute che accompagnano il percorso: Viviana Falcade, Alberta Assandri e Federica Ramona. Da quel momento gli incontri proseguiranno ogni settimana, alternando movimento, musica, creatività, gioco, attività all’aperto e momenti di semplice socialità. Ogni appuntamento si concluderà, naturalmente, con una merenda condivisa.
La partecipazione è gratuita: viene richiesto soltanto un euro come rimborso per la merenda per chi si vuole fermare.
“Prendiamo un caffè?” è rivolto alle persone over 65 ed è pensato per essere pienamente accessibile anche a chi convive con le prime fragilità legate alla memoria, al movimento o alle funzioni cognitive, comprese persone con Alzheimer, altre forme di demenza o Parkinson. L’obiettivo è semplice ma ambizioso: fare in modo che questo pomeriggio diventi sempre di più un appuntamento fisso della settimana, un luogo conosciuto nel quale ritrovarsi, mantenersi attivi e costruire relazioni, senza trasformare ogni fragilità in una prestazione sanitaria.
Il percorso può contare sulla collaborazione di La Scala del Re, Agritrutta/Acqua e Cultura e Bocce Quadre e, soprattutto, sul lavoro condiviso con CSSM e CSAC, fondamentale per raggiungere e accompagnare persone e famiglie del territorio.
Accanto agli incontri del giovedì, nei prossimi mesi ripartirà anche il percorso specificamente dedicato alle persone caregiver, realizzato insieme all’Istituto Adler di Cuneo: uno spazio di confronto, ascolto e sostegno per chi quotidianamente si prende cura di una persona cara.
Dopo i primi mesi di esperienza, la direzione resta quindi la stessa: provare a costruire, attorno al Monastero di San Biagio, non un’attività occasionale ma una piccola comunità capace di prendersi cura delle persone anche attraverso il tempo condiviso, le relazioni e il piacere di stare insieme.