Abitare i luoghi attraverso la lentezza del cammino, riscoprire percorsi dimenticati e aprire, eccezionalmente, spazi privati di straordinaria bellezza. Nasce a Caraglio la rassegna "Passaggi: dialoghi d'autore in vigne e giardini", un innovativo dispositivo culturale progettato per trasformare il patrimonio paesaggistico e produttivo locale in un’esperienza narrativa condivisa.
Il festival – che vivrà i suoi primi due appuntamenti domenicali il 4 e il 18 ottobre 2026, per poi proseguire in primavera – mira a creare un patto di fiducia tra chi accoglie e chi attraversa, unendo la cura del territorio al piacere dell'ascolto e della buona tavola.
"Con la rassegna 'Passaggi' vogliamo offrire uno sguardo insolito e intimo sui 'giardini segreti' e sulle eccellenze storiche di Caraglio", dichiara Silvia Pellegrino, Assessore alla Cultura del Comune di Caraglio. "Non proponiamo semplici eventi, ma un modello di turismo lento e sostenibile per osservare, comprendere e meravigliarsi. Questo progetto accende una luce su spazi privati e sentieri nascosti che fanno parte della nostra identità più profonda, restituendo alla comunità l'orgoglio delle proprie radici e regalando ai visitatori un ricordo indelebile. È un invito a rallentare, ad ascoltare le storie della terra e a celebrare la cultura in contesti bucolici unici".
La nascita di questo ambizioso format è il risultato di una sinergia strategica. La rassegna è organizzata, infatti, dal Comune di Caraglio con il fondamentale contributo della Fondazione CRC, da sempre attenta alla valorizzazione culturale e sociale del tessuto locale.
Un ruolo operativo di primo piano è rivestito dall'Agenzia di Sviluppo Locale di AFP, che ha curato la struttura e la pianificazione di un modello replicabile e sostenibile, capace di generare micro-economie e filiere dirette a supporto dei produttori agroalimentari caragliesi.
Protagonista dell’evento anche l’associazione “Terre del Merola, della collina e della pianura caragliesi”, che si occupa della parte relativa alla promozione dei prodotti del territorio.
Inoltre, "Passaggi" si inserisce nel panorama culturale cuneese come naturale estensione e prezioso collegamento con il Festival Letterario Diffuso "Ponte del Dialogo" di Dronero, rafforzando la rete territoriale e sposando la filosofia delle "voci in risonanza con il paesaggio".
Il programma di ottobre 2026
Ogni appuntamento prevede una formula fissa in tre fasi: una passeggiata narrativa guidata da testimoni locali (circa 20 minuti), l'incontro con l'autore in una location panoramica (circa 60 minuti) e, infine, una degustazione a tema per scoprire le eccellenze gastronomiche locali.
- Domenica 4 ottobre 2026, ore 15:00 | Gian Mario Villalta – "Il canto delle parole"
- Luogo: Villino Moschetti "La Vigna Rossa" (Collina del Castello), splendida dimora neogotica dell'Ottocento con giardini a terrazze.
- Il programma: Ritrovo davanti al Santuario Regina degli Apostoli e passeggiata con l’esperto di storia caragliese Adriano Armando. A seguire, dialogo con il poeta, scrittore e direttore artistico di Pordenonelegge, incentrato sul legame con la terra e la civiltà rurale. L’autore dialogherà con lo scrittore e giornalista Mauro Garofalo. Conclusione con degustazione a cura dell'associazione "Terre del Merola della collina e della pianura caragliesi".
- Domenica 18 ottobre 2026, ore 15:00 | Patrizio Roversi – "Merola Slowtour"
- Luogo: Vigne di Merola (Frazione Bottonasco), anfiteatro naturale coltivato a vigneti fin dal Medioevo.
- Il programma: Ritrovo nel parcheggio del Bioparco di Caraglio e passeggiata naturalistica con il geologo Enrico Collo. A seguire, incontro con il noto giornalista e conduttore televisivo (storico volto di Turisti per caso e Linea Verde), incentrato sul viaggio lento e sul legame profondo tra agricoltura, ecologia e turismo. Dialogherà con l’autore Claudio Petronella, speaker radiofonico. Al termine, una nuova degustazione tematica di prodotti tipici.
Modalità di partecipazione
Per garantire il massimo rispetto dei luoghi e un’esperienza intima, gli incontri sono a numero chiuso (massimo 50 posti per evento). La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria da effettuarsi via email all'indirizzo eventi@afpdronero.it entro 3 giorni dalla data dell'evento.
In caso di maltempo, gli incontri si terranno presso il Teatro Civico di Caraglio.
L'evento ha il patrocinio dell'Unione Montana Valle Grana, della Pro Loco “Insieme per Caraglio”, Del Centro Studi Cultura e Territorio APS, dell’associazione “La Finestra”.
Contatti per la stampa e informazioni:
Comune di Caraglio / AFP Dronero
Email: eventi@afpdronero.it
GLI AUTORI
Gian Mario Villalta, nato a Visinale di Pasiano nel 1959, è un poeta, scrittore e direttore artistico del celebre festival letterario Pordenonelegge. La sua produzione artistica spazia con profonda sensibilità tra la poesia e la narrativa, mantenendo sempre un legame viscerale e centrale con la terra, la memoria del passato e la riflessione sul futuro. Nel campo della poesia ha esordito alla fine degli anni Ottanta e ha costruito una solida carriera culminata in importanti riconoscimenti, come il Premio Viareggio nel 2011 per la raccolta Vanità della mente e il Premio Carducci nel 2016 per Telepatia, fino ad arrivare alle sue pubblicazioni più recenti per Garzanti.
Il suo percorso nella narrativa comincia invece nel 2000 con Un dolore riconoscente, a cui sono seguiti diversi romanzi per Mondadori e la consacrazione tra i finalisti del Premio Strega nel 2020 con il libro L'apprendista. La sua cifra stilistica e intellettuale si distingue per la capacità di rivendicare l'appartenenza al mondo rurale e di esplorare i traumi della modernità. Attraverso opere come L'olmo grande, in cui narra la violenza della tecnologia capace di annientare un paesaggio, e la raccolta di racconti Parlare al buio, incentrata su un Nord-Est stravolto in pochi decenni, Villalta si afferma come uno dei pochi autori italiani in grado di elaborare ed esprimere la fine del mondo contadino, colmando uno dei grandi "buchi narrativi" del Novecento.
Patrizio Roversi, nato a Mantova nel 1954 e bolognese d'adozione, è un noto giornalista e conduttore televisivo che ha segnato la storia della televisione pubblica e privata italiana. Diventato un volto popolarissimo grazie al lungo sodalizio artistico con l'ex moglie Syusy Blady, ha saputo mescolare intrattenimento, cultura, geografia e turismo in programmi di culto come Turisti per caso, Velisti per caso ed Evoluti per caso, oltre ad aver guidato le prime edizioni del quiz letterario Per un pugno di libri.
Negli anni, la sua esperienza nel racconto del viaggio si è unita a un profondo interesse per il mondo agricolo e la sostenibilità, portandolo a condurre dal 2013 al 2018 la storica trasmissione Rai Linea verde. Questa vocazione prosegue dal 2020 con la serie TV Slow Tour Padano, un progetto itinerante nato per collegare l'agricoltura ai grandi temi dell'ecologia, della storia e dell'economia, riempiendo di significato concetti come biodiversità e territorio. Esperto divulgatore anche sul piano editoriale, ha pubblicato diversi libri sul turismo e sul cibo – tra cui Turisti per cibo e Gustologia scritti a quattro mani con Martino Ragusa – ed è un ospite fisso e apprezzato nelle più importanti rassegne agroalimentari nazionali e internazionali.
I Luoghi del Cammino
La rassegna si snoda attraverso due scenari caragliesi di straordinaria bellezza, dove la natura incontra la memoria storica. Il primo è il Villino Moschetti, noto anche come "La Vigna Rossa", un'affascinante struttura realizzata in stile neogotico all'inizio dell'Ottocento sulla Collina del Castello. Questo luogo, oltre a vantare interni riccamente affrescati e uno splendido giardino a terrazze con una vista impagabile che spazia da Caraglio a Cuneo, custodisce un importante passato risorgimentale: nel 1821 ospitò infatti Stefano Moschetti, confinato dopo il fallimento dei moti insurrezionali, e nel corso del tempo divenne un raffinato salotto letterario frequentato da intellettuali e artisti del calibro di Angelo Brofferio e Vittorio Bersezio.
Il secondo scenario è rappresentato dalle Vigne di Merola, situate nella frazione di Bottonasco. Si tratta di un anfiteatro naturale di grandissimo valore paesaggistico, racchiuso tra la collina del Castello, Paniale e le propaggini del monte Ciapin. In quest'area la coltivazione dei vigneti affonda le radici nel Medioevo, e forse persino in epoca romana, testimoniando una vocazione millenaria che negli ultimi anni è stata riscoperta e valorizzata grazie a importanti investimenti di privati.
La Filosofia del Progetto
Il cuore metodologico di "Passaggi" risiede nella scelta della lentezza e della consapevolezza, ponendosi in netta controtendenza rispetto ai ritmi accelerati della modernità. Il format non si configura come una semplice visita guidata, ma come un vero e proprio dispositivo cognitivo e culturale che utilizza il cammino a piedi come strumento principale di scoperta. Muoversi a passo lento permette ai partecipanti di attivare una differente apertura percettiva, creando un ritmo condiviso all'interno del gruppo e favorendo la nascita di relazioni spontanee ed autentiche.
In questo contesto, la pratica dell'ascolto diventa centrale: si impara a prestare attenzione alle parole degli accompagnatori culturali, ai racconti dei produttori locali che custodiscono i saperi tradizionali e, nei momenti di sosta, alla voce stessa del paesaggio circostante. Il progetto sceglie deliberatamente la dimensione del tempo dilatato, privilegiando la qualità della presenza e dell'esperienza profonda rispetto alla quantità dei luoghi visitati. Attraversare queste soglie, spesso aperte temporaneamente in spazi privati normalmente inaccessibili, genera un patto di fiducia reciproca tra chi accoglie e chi viaggia, trasformando il cibo della mente e quello del corpo in un momento di comunione rituale con l'identità del territorio.