Dopo che nel 2024 il Piemonte scelse di non decidere, rimandando la competenza a livello nazionale, il Piemonte nei prossimi mesi potrebbe avere finalmente la tanto attesa legge sul suicidio medicalmente assistito. Perchè dopo l'approvazione in Veneto ad inizio settembre di una norma sul tema, anche nella nostra regione arriva l'apertura da parte della Lega.
Che in prima battuta in aula ha approvato la richiesta di sospensione del Consiglio Regionale, fatta dalla capogruppo Pd Gianna Pentenero, per partecipare alla consegna delle oltre 16mila firma per chiedere alla giunta Cirio di legiferare sul Fine Vita. Il capogruppo regionale del Carroccio Fabrizio Ricca è poi intervenuto dal megafono, dal presidio organizzato dall’Associazione Luca Coscioni.
"Ciascuno deve poter scegliere sulla morte"
"Noi siamo consapevoli - ha detto Ricca - che ogni persona deve poter scegliere sulla propria vita, ma soprattutto sulla morte. Noi supportiamo quest'iniziativa per quelle persone che sono in un letto, che non possono muoversi". I leghisti piemontesi hanno presentato alla proposta una serie di emendamenti, analoghi a quelli del Veneto, "perché il provvedimento possa passare".
Avviso al centrodestra
"Ci troverete - ha concluso il capogruppo -sempre al vostro fianco, senza che nessun partito metta il cappello su questa legge e senza che nessuno possa dire creiamo divisioni". Promettendo quindi il voto favorevole in aula alla norma, Ricca ha poi lanciato un avviso ai colleghi del centrodestra (Forza Italia, Fratelli d'Italia, civica Cirio Presidente): "ognuno poi si assumerà la propria responsabilità, quando andrà a schiacciare il bottone". Dal punto di vista politica FI non è contraria al provvedimento, ma come già accaduto in passato chiede una legge nazionale e non per ogni singola regione.
L'apertura del Carroccio è stata salutata con grande favore dal centrosinistra. "Cogliamo il messaggio lanciato questa mattina - ha detto la capogruppo Pentenero - dagli attivisti che dobbiamo assumerci la responsabilità. Il percorso è già stato tracciato da diverse regioni italiane: soprattutto molti operatori sanitari hanno bisogno di avere riferimenti legislativi chiaro" . "Lavoreremo per avere la massima convergenza in aula".
"Tratteremo - ha aggiunto la capogruppo regionale di AVS Alice Ravinale - con massima cura questa proposta di legge. E' già un essere arrivati a questo risultato: noi faremo tutto il possibile perché non vada sprecata questa occasione". "Noi sosteniamo questa proposta - ha chiosato Sarah Disabato (M5S) - che nasce dalle tante firme dei cittadini: approvare questa legge e concluder questo iter senza più attendere alla finestra per vedere cosa fanno le altre regioni. La strada è segnata".
I prossimi step
La proposta di legge di iniziativa popolare sul "Fine Vita" non modifica i diritti stabiliti dalla Consulta, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. I prossimi passaggi per arrivare alla discussione della legge in Piemonte prevedono: la verifica delle firme da parte degli uffici del Consiglio Regionale; il parere consultivo dell’Organo di Controllo e garanzia del Consiglio regionale; il parere sull’ammissibilità dell’ufficio di Presidenza. In caso venga meno unanimità in Ufficio di Presidenza, si dovrà passare dalla votazione del Consiglio sull’ammissibilità.