Scuole e corsi - 22 settembre 2026, 10:23

Si è conclusa a Mondovì e Ceva la terza Scuola di Sostenibilità

Due giornate di confronto tra amministratori, imprese e società civile su resilienza, innovazione tecnologica e gestione condivisa delle risorse per il futuro dei territori

Si è conclusa con un ampio riscontro di pubblico la terza edizione della Scuola di Sostenibilità, il percorso formativo promosso dalla Fondazione Museo della Ceramica "Vecchia Mondovì", con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e il patrocinio di Provincia di Cuneo, Città Metropolitana di Torino, Comuni di Mondovì e Ceva, ANCI Piemonte e ANFoV, con il coordinamento tecnico-organizzativo di Prokalos e Komorebi. Due giornate intense di confronto, il 18 e 19 settembre, che hanno visto alternarsi amministratori pubblici, imprese e rappresentanti della società civile in un percorso capace di intrecciare pensiero sistemico, esperienze territoriali e soluzioni tecnologiche al servizio del bene comune.

Venerdì 18 settembre, al Museo della Ceramica di Mondovì, i lavori sono stati aperti dall’intervento di Danilo Gasca, divulgatore scientifico di Ossigeno SCS, che ha proposto un percorso di alfabetizzazione scientifica e di pensiero sistemico (Systems Thinking) rivolto a decisori e funzionari pubblici. A partire dalla concretezza della fisica e della chimica dei materiali, l’intervento ha messo in relazione le scelte amministrative con il consumo di energia, l’utilizzo delle risorse e la trasformazione della materia, introducendo i concetti di limite planetario ed economia circolare. Attraverso una lettura del territorio come sistema complesso e interconnesso, il workshop ha fornito strumenti per comprendere e anticipare gli impatti delle decisioni pubbliche, ponendo le basi metodologiche per i successivi lavori dedicati alla resilienza e all’innovazione tecnologica. 

Nel pomeriggio, il percorso è entrato nel vivo con un confronto tra amministratori, enti territoriali, imprese e organizzazioni impegnate ogni giorno nel costruire risposte concrete alle trasformazioni ambientali che attraversano i territori. Il panel “Territori che rinascono” ha riunito esperienze diverse per dimensione, ambito e scala d’intervento. A partire dalla dimensione della cura del territorio montano, Fabio Mottinelli, sindaco di Ceva (CN) e presidente dell'Unione Montana delle Valli Mongia, Cevetta, Langa Cebana e Alta Valle Bormida e rappresentante dell’Associazione Fondiaria dell’Unione Montana Cebana, ha richiamato il ruolo della cittadinanza in primis, e delle associazioni fondiarie, nella gestione condivisa dei terreni e nella tutela del paesaggio. 

Sul fronte della resilienza territoriale e della prevenzione dei rischi, François Giannoccaro, direttore dell’Institut des Risques Majeurs (IRMa) di Grenoble e assessore di Le Versoud all’Urbanistica con delega alla Resilienza territoriale, ha portato una prospettiva maturata nel contesto francese, mettendo al centro la capacità delle amministrazioni di integrare la prevenzione e l’adattamento nella pianificazione e nelle politiche locali.

Il tema della protezione del territorio e delle comunità è stato affrontato anche da Roberta Robbione, sindaca di Borgo San Dalmazzo, che ha presentato il progetto della Cittadella a tutela delle Alpi Marittime, progetto che prevede la trasformazione di una porzione dell’ex caserma Fiore in un polo sovracomunale capace di riunire, in un unico luogo, i diversi soggetti impegnati nella protezione civile e nella gestione delle emergenze, concentrando uomini, mezzi, attrezzature e competenze. Particolare attenzione è stata poi dedicata alla risorsa idrica, sempre più centrale alla luce dei nuovi scenari meteo climatici: Andrea Ponta, direttore generale di ACDA - Azienda Cuneese dell’Acqua - ha affrontato il tema dell’adattamento e della gestione dell’acqua come bene comune, sottolineando la necessità di costruire una nuova consapevolezza attorno a una risorsa essenziale per la vita delle comunità e per l’equilibrio dei territori.

La resilienza è stata successivamente letta anche attraverso il recupero di saperi e pratiche tradizionali, capaci di offrire indicazioni ancora attuali per il futuro della montagna: Marta Anello, coordinatrice del GAL Valle d’Aosta, ha raccontato alcune buone pratiche del passato da riscoprire e reinterpretare in chiave contemporanea, a partire dalla tecnica dei muretti a secco. Dal patrimonio naturale alla gestione dei materiali e dei rifiuti: Barbara Pasquali, assessora del Comune di Savona con delega alla Transizione ecologica e alle Politiche innovative per il ciclo dei rifiuti, ha raccontato il percorso di riorganizzazione del servizio di igiene urbana avviato dalla città, fondato sul rafforzamento della raccolta differenziata, sul confronto con gli stakeholder e sulla partecipazione dei cittadini. Un processo che ha prodotto risultati ambientali concreti: la raccolta differenziata è passata dal 45% al 72%, con oltre 10.800 tonnellate annue di rifiuti sottratte alla discarica e circa 4.500 tonnellate di CO₂ evitate. A completare il quadro, Andrea Vuolo, fondatore di Meteo Connect, ha illustrato il progetto di installazione di stazioni meteorologiche nei Comuni, strumenti in grado di r supportare gli enti nelle attività di prevenzione del rischio idrogeologico e nel coordinamento delle allerte con la Protezione Civile: la tecnologia, in questo caso, diventa uno strumento al servizio della capacità di osservare il territorio e intervenire con maggiore tempestività.

Il pomeriggio si è concluso guardando alla tecnologia come leva di trasformazione, ma anche alle relazioni e alle competenze che ne rendono possibile un utilizzo capace di generare valore per i territori.

Ad aprire il confronto, Giorgio Lesage, direttore “Innovation and Sustainability” di Mondo S.p.A., ha raccontato il percorso dell’azienda mettendo al centro un principio tanto semplice quanto significativo: l’innovazione nasce dalle relazioni. La collaborazione con università, filiere, partner, federazioni sportive e territorio diventa infatti uno spazio nel quale conoscenze diverse si incontrano e possono tradursi in nuovi materiali, nuovi prodotti e nuove soluzioni. A seguire Andrea Fissore, head of communication & events di Nord Engineering, ha portato la prospettiva di un’impresa che opera nel campo dell’innovazione tecnologica, mostrando come l’automazione possa trasformare concretamente la gestione della raccolta dei rifiuti: al centro, il Sistema Easy, soluzione mono-operatore e bilaterale che consente di gestire dalla cabina del mezzo le operazioni di presa, svuotamento e riposizionamento dei contenitori, intervenendo al tempo stesso sulla sicurezza degli operatori, sulla produttività del servizio e sulla razionalizzazione dei punti di raccolta. Giulia Mazzanti, project manager AICA e referente nazionale della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), ha riportato il confronto alla dimensione delle comunità e dei comportamenti, presentando un’iniziativa che da anni porta al centro della riflessione europea la prevenzione dei rifiuti e la responsabilità condivisa nella gestione delle risorse. A completare il quadro, Susanna Gardiol, direttrice del GAL Escartons e Valli Valdesi, che ha portato l’attenzione sulla dimensione operativa della sostenibilità, presentando il toolkit ESG sviluppato per le imprese e il progetto in corso con Prokalos, finalizzato a mettere a disposizione degli amministratori strumenti e competenze utili a tradurre i principi della sostenibilità in pratiche concrete. 

I lavori sono proseguiti sabato 19 settembre a Ceva, dove la seconda giornata della Scuola ha spostato lo sguardo dalla resilienza ambientale alla capacità delle amministrazioni di tradurre la sostenibilità in strategie, dati e strumenti concreti di governo. La giornata si è aperta con il keynote speech di Francesco Pignotti, sindaco di Bagno a Ripoli, con deleghe al Governo e cura del territorio, Protezione civile e PNRR, che ha portato l’esperienza del Comune toscano nel tradurre la sostenibilità in politiche concrete di trasformazione e cura del territorio: dalla rigenerazione urbana alla sicurezza idrogeologica, dalla valorizzazione del verde alla costruzione di nuove forme di collaborazione tra amministrazione e comunità, il suo intervento ha restituito una visione nella quale le risorse del PNRR e dei programmi europei possono diventare leve per rafforzare la qualità degli spazi e la resilienza dei territori. A seguire, Francesco Brianzi, assessore del Comune di Piacenza alle Politiche giovanili, Università e Ricerca, Next Generation EU, Agenda 2030 e Progetti europei, ha posto al centro del proprio intervento il valore dei dati come strumento per orientare le decisioni pubbliche: l’esperienza del Comune di Piacenza, che ha sviluppato un sistema di monitoraggio delle proprie politiche in relazione ai 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, ha mostrato come la misurazione degli impatti possa diventare parte integrante della programmazione e del controllo strategico dell’ente. In questa prospettiva, il dato non rappresenta soltanto una fotografia dell’esistente, ma uno strumento per leggere il presente, individuare criticità e orientare con maggiore consapevolezza le politiche future.

È seguito il panel “Innovazione, sostenibilità e territori: strumenti e soluzioni per la Pubblica Amministrazione”, organizzato e moderato da Wild Life Protection ETS, realtà impegnata nella diffusione della cultura della sostenibilità attraverso percorsi educativi, strumenti di misurazione e iniziative rivolte a scuole, comunità e territori. Il confronto ha adottato un format dinamico, ispirato ai contest tra startup, mettendo direttamente in dialogo gli amministratori locali con alcune realtà innovative chiamate a presentare soluzioni e progettualità applicabili al contesto pubblico. Un’impostazione che ha trasformato il tradizionale panel in uno spazio di confronto operativo, nel quale le idee sono state chiamate a misurarsi con bisogni, problemi e possibilità concrete dei territori. Sul palco si sono confrontati Davide Brusco, founder di Palada, Marco Visione, co-founder di Lampante AI, e Samer Ababneh, CEO di Materia Factory Srl, portando prospettive differenti sul rapporto tra innovazione tecnologica, sostenibilità e capacità degli enti di sperimentare nuove soluzioni. La mattinata si è conclusa con i workshop tematici paralleli e con la consegna degli attestati ai partecipanti, momento finale di un percorso che ha alternato approfondimento, confronto e sperimentazione.

La Scuola di Sostenibilità chiude così la sua terza edizione tornando al punto da cui era partita: la sostenibilità non come principio astratto, ma come capacità concreta di leggere i territori, misurare i cambiamenti, mettere in relazione competenze e costruire risposte condivise. Due giornate che hanno riunito amministratori, imprese, enti, ricercatori e organizzazioni del Terzo Settore attorno a una stessa sfida: trasformare la complessità della transizione in nuove capacità di governo, innovazione e cura dei territori.