Attualità - 24 settembre 2026, 13:42

Cuneo, parte il progetto sperimentale del Ministero per l’emersione dello sfruttamento lavorativo

Il Comune inserito nella rete dei 10 comuni italiani che parteciperanno al progetto “Emersione dello sfruttamento lavorativo e presa in carico delle vittime: la sperimentazione nazionale"

Cuneo in prima fila nella lotta allo sfruttamento lavorativo e nella battaglia per l’emersione del fenomeno. Per farlo ha raccolto tutti gli attori del territorio che già lavorano sul tema e che ora saranno chiamati a fare sempre più rete nella creazione di una pratica virtuosa sperimentale.
Il Comune di Cuneo fa infatti parte della rete dei dieci comuni italiani sperimentatori che parteciperanno al progetto nazionale “Emersione dello sfruttamento lavorativo e presa in carico delle vittime: la sperimentazione nazionale di ANCI con i Comuni della rete SAI” del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Mercoledì mattina si è tenuto nel Salone d’Onore del Comune di Cuneo il primo tavolo di azione locale nell’ambito del progetto, con la partecipazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Anci e la Fondazione Cittalia, promotori del progetto sperimentale.

“Molto importante per noi essere stati inseriti in questa sperimentazione, a cui aderiamo forti di una esperienza di lungo periodo sul fronte accoglienza, penso al SAI, e anche di una specifica attenzione allo sfruttamento lavorativo, essendo il nostro territorio interessato da una produzione ortofrutticola importante e il conseguente arrivo di un numero cospicuo di lavoratori stagionali” ha detto la sindaca Patrizia Manassero, aprendo i lavori della mattinata.

Cuneo è infatti tra le città che emette, ogni anno, il maggior numero di permessi di soggiorno ex art. 18 ter Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286), vale a dire rilasciati a vittime di sfruttamento lavorativo. Al 31 luglio di quest’anno erano 657 i nuovi permessi ex 18 ter rilasciati dalle Questure italiane, 78 i rinnovi e 124 le conversioni in permessi di soggiorno per lavoro subordinato. Prima località nel numero di rilasci Prato, con 47, seconda Verona con 41, terza Cuneo con 40, a seguire Padova e Rovigo con 32 e Catania con 30. I dati dimostrano che il fenomeno sta crescendo, ma anche l’emersione e il posizionamento in classifica così in alto da parte di Cuneo va letto proprio in quest’ottica: la lotta al fenomeno e la rete stanno facendo il loro lavoro. Mancano invece ancora completamente alcune regioni d’Italia, seppur non esonerate dal fenomeno dello sfruttamento.

“Il permesso di soggiorno ex 18 ter è uno degli strumenti utili per combattere il caporalato e lo sfruttamento lavorativo, in agricoltura ma non solo – ha spiegato Barbara Siclari, dirigente della Divisione Politiche migratorie relative all’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero -. Il legislatore ha introdotto risorse, 800.000 euro l’anno, specifiche per percorsi di inserimento socio lavorativo. Con queste risorse finanziamo questa sperimentazione biennale, una misura nuova. Per noi la collaborazione con il progetto Sai, gli enti locali e del territorio rappresenta l’opportunità di utilizzare un modello di accoglienza integrata che già funziona, con caratteristiche di prossimità e capillarità”.

Oltre a Cuneo la sperimentazione coinvolge altri nove comuni italiani: Catania, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Prato, Ravenna e Treviso.

La sperimentazione punta a sviluppare percorsi personalizzati di presa in carico per i titolari di permesso di soggiorno ex art. 18 ter, con interventi mirati all’autonomia e all’inclusione. Tra le azioni previste figurano orientamento professionale, formazione e riqualificazione, accompagnamento all’inserimento lavorativo e servizi di supporto all’integrazione sociale.

Per l’attuazione del progetto è previsto un finanziamento fino a 160 mila euro, a valere sul Fondo nazionale per le politiche migratorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

“Come Procura della Repubblica abbiamo 37 procedimenti per sfruttamento aperti – ha spiegato il Procuratore capo di Cuneo Onelio Dodero -. Siamo un territorio molto ricco ma che spesso si dimentica chi porta la ricchezza: gli stagionali che vengono a lavorare nelle aziende agricole. In questi 37 procedimenti abbiamo lavoratori che vengono sfruttati, non solo dai caporali, ma anche a volte dagli imprenditori. Esistono imprenditori virtuosi, ma non solo. Intercettare è l’inizio del percorso, il primo passo per instaurare il procedimento penale e poi avviare il 18 ter. La vittima deve essere adeguatamente intercettata e non è facile perché parliamo di persone che molto spesso non hanno coscienza di essere sfruttate”.

c.s.