Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal sindaco di Alba Alberto Gatto in merito alla complessa situazione legata all'accoglienza dei lavoratori stagionali giunti in città per la vendemmia. L'intervento del primo cittadino fa seguito alla grave problematica sollevata dal direttore della Caritas albese, don Domenico Degiorgis, nell'intervista rilasciata al nostro giornale (pubblicata a questo indirizzo), con la quale il sacerdote ha denunciato aperte intimidazioni e minacce da parte dei caporali.
Sul tema, che nelle ultime ore ha registrato le prese di posizione della Cgil provinciale, delle forze politiche del centrodestra albese e dell'Associazione Immigrati Alba, il sindaco, oltre a ribadire il sostegno al direttore della Caritas e l'invito a segnalare ogni episodio illecito alle forze dell'ordine, illustra nel dettaglio le azioni finora intraprese dall'Amministrazione comunale per garantire dignità e tutela agli stagionali sul territorio.
Di seguito il testo integrale della lettera.
***
Caro don Domenico,
voglio innanzitutto esprimere la mia solidarietà a te, agli operatori e ai volontari della Caritas. Quanto raccontato sulle pressioni e sulle intimidazioni ricevute è grave e non deve essere sottovalutato. Se l'episodio non è già stato segnalato, ti invito a farlo alle forze dell'ordine e a collaborare con loro, mettendo a disposizione ogni elemento utile per gli accertamenti. Su fenomeni come questi non possiamo lasciare spazio al silenzio.
Ho letto con attenzione le tue parole e credo sia importante partire da ciò che ci unisce: la preoccupazione per una situazione che riguarda persone che vengono sul nostro territorio per lavorare e che devono poterlo fare in condizioni dignitose, senza sfruttamento, ricatti o marginalità.
Proprio perché considero seria la questione che poni, credo però sia necessario fare chiarezza su un punto: non possiamo lasciare passare l'idea di un Comune che in questi anni sia rimasto fermo o che non si sia assunto le proprie responsabilità. Non corrisponderebbe ai fatti, e non lo dico solo per difendere il mio lavoro: anche la precedente amministrazione aveva iniziato ad affrontare la questione.
Da lì anche noi siamo partiti, continuando a partecipare ai tavoli territoriali, al percorso Common Ground e al Protocollo sottoscritto con Prefettura, Regione, organizzazioni sindacali, associazioni datoriali e gli altri soggetti coinvolti, che ogni anno è stato rinnovato.
Nel luglio 2024 abbiamo partecipato pubblicamente alla manifestazione contro il caporalato e lo sfruttamento e, nei mesi successivi, abbiamo ospitato in Comune il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e uno specifico tavolo sui lavoratori stagionali, affrontando insieme alle istituzioni il tema dell'accoglienza, dell'abitare, dei trasporti e della prevenzione dello sfruttamento.
Abbiamo inoltre continuato a rafforzare il sistema ordinario di accoglienza. Proprio quest'anno, nel 2026, abbiamo aumentato a 130 mila euro il contributo al sistema gestito insieme a Caritas e Consorzio Socio Assistenziale, per far fronte a nuove necessità.
Insieme abbiamo risolto il problema della chiusura estiva della Caritas, dapprima con il dormitorio estivo temporaneo della Macrino e poi riuscendo a mantenere aperto il dormitorio di via Pola anche nelle settimane centrali di agosto. E credo sia importante ricordare anche quanto fatto nei due inverni scorsi, con l'attivazione del dormitorio temporaneo di via Ognissanti: 15 posti aggiuntivi messi a disposizione nei mesi più freddi grazie alla collaborazione tra Comune, Caritas, Croce Rossa e Consorzio. Una risposta concreta per persone che altrimenti sarebbero rimaste esposte alla strada e alle condizioni climatiche più difficili.
Quest'anno abbiamo poi compiuto un ulteriore passo sul tema specifico dei lavoratori stagionali.
Nell'ambito di "Common Ground 2", il Comune di Alba ha sottoscritto con la Regione Piemonte un accordo per realizzare un sistema di accoglienza abitativa temporanea e diffusa, con l'obiettivo di accogliere almeno 30 lavoratori in questa vendemmia e nelle prossime due.
Per questo intervento sono stati assegnati al Comune di Alba 88 mila euro, destinati alla ricerca e all'attivazione degli alloggi, alla gestione e al monitoraggio del sistema e al raccordo con i servizi territoriali.
Il progetto è partito: in queste settimane 26 persone sono state intercettate e accompagnate dall'Infopoint, alcuni lavoratori sono già stati accolti negli alloggi individuati e stiamo lavorando per ampliare ulteriormente la disponibilità.
È importante però dirlo con chiarezza: il primo anno ha necessariamente un carattere sperimentale. Purtroppo abbiamo avviato il progetto in una fase avanzata della stagione e questa prima esperienza deve servirci per capire cosa funziona, quali difficoltà incontriamo e come aumentare la disponibilità degli alloggi nelle prossime vendemmie.
Non sarebbe serio sostenere che 30 posti possano risolvere un fenomeno che ha dimensioni molto più ampie. Ma sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che il Comune non stia facendo la propria parte.
L'azione dell'Amministrazione è un lavoro condiviso tra il sindaco, la Giunta, gli uffici e i servizi comunali. Stiamo mettendo in campo le risorse e gli strumenti che abbiamo a disposizione e, proprio partendo dall'esperienza di quest'anno, vogliamo capire come rafforzare ulteriormente questa risposta.
Costruire servizi di accoglienza strutturali richiede tempo e risorse importanti. Lo dimostra anche l'esperienza di Cuneo, che ha recentemente inaugurato un nuovo centro diurno dopo un percorso pluriennale sostenuto anche da risorse del Pnrr. Non esistono, quindi, soluzioni immediate: servono programmazione, investimenti e la capacità di lavorare insieme.
Allo stesso tempo, accoglienza e contrasto allo sfruttamento devono procedere insieme. Il Comune può e deve fare la propria parte sull'accoglienza, sui servizi, sulla prevenzione e sul coordinamento territoriale. Il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo richiede però anche l'intervento delle forze dell'ordine, degli organi ispettivi e della magistratura, oltre alla responsabilità delle imprese e delle filiere produttive.
Non mi interessa stabilire chi abbia fatto di più o di meno negli anni passati. Mi interessa che, partendo da quello che oggi esiste, si riesca a costruire una risposta più forte e strutturata.
Il Comune di Alba è disponibile a continuare questo lavoro insieme a Caritas, al Consorzio Socio Assistenziale, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni datoriali, alle forze dell'ordine, alla Regione, alla Prefettura e a tutte le realtà che quotidianamente si occupano di queste persone. Nessuno da solo, ma tutti insieme possiamo affrontare il problema con serietà e concretezza, affinché tutti gli stakeholders siano coinvolti e ingaggiati.
La questione dello sfruttamento lavorativo e dell'accoglienza dei lavoratori stagionali riguarda l'intero territorio e non può essere risolta da un singolo Comune. Ma proprio per questo dobbiamo continuare a lavorare insieme, con responsabilità condivise, risorse adeguate e la volontà di migliorare ciò che abbiamo già iniziato a costruire.
Su questo, come sai, la nostra porta è sempre aperta.
Il sindaco, Alberto Gatto