Attualità - 26 settembre 2026, 08:29

Racconigi, ago e filo in piazza per ricamare una comunità senza confini

Sabato 17 ottobre, alle 15,30, «Allacciare i fili, oltre i confini» porta davanti alla Pinacoteca Levis Sismonda un'azione d'arte partecipata e gratuita, aperta a tutti

Sabato 17 ottobre, alle 15,30, Racconigi diventa un grande laboratorio di cucito a cielo aperto. La «piazza degli Uomini», davanti alla Pinacoteca civica Levis Sismonda in piazza Vittorio Emanuele II, ospiterà «Allacciare i fili, oltre i confini». È un'azione d'arte partecipata inserita tra le iniziative collaterali di «Tesserò un filo che sfidi il vento…», la prima antologica dedicata all'artista Alejandra Alarcón Aránguiz, curata da Anna Cavallera.

La mostra ha aperto il 17 luglio e ha registrato un grande successo di pubblico. Per questo l'Associazione Presidiarte Aps ha deciso di posticiparne la chiusura a domenica 18 ottobre.

L'invito è a ritrovarsi in piazza, sedersi gli uni accanto agli altri e usare ago e filo per condividere spazi e gesti, oltre che per decorare. «Cucire è sempre stato un atto intimo eppure profondamente collettivo – si legge nella presentazione – capace di rammendare ferite, unire persone e realtà distanti, opporre una resistenza silenziosa alla frammentazione della storia». Ogni punto diventerà un manifesto poetico e politico, fatto di parole non dette, desideri, sogni o denunce.

Gli organizzatori presentano la performance come un'azione della società civile. In un'epoca di polarizzazioni, confini rigidi e crescenti disuguaglianze, stare allo stesso tavolo vuole annullare le distanze di censo, genere, età e provenienza. Il tessuto diventa così una zona franca in cui le differenze non separano, ma arricchiscono l'ordito. Il tema è la comunità, dal latino communitas, formato da cum (insieme) e munus (dono, ma anche dovere): condividere il peso e la bellezza di un dono reciproco e prendersi cura gli uni degli altri. L'obiettivo dichiarato è gettare le basi di una comunità internazionale inclusiva, a partire da quella racconigese. Il messaggio è che «l'appartenenza non si evince da un passaporto, ma dalla volontà condivisa di abitare lo stesso intento di pace».

La partecipazione è gratuita, senza limiti di età, genere o nazionalità, e non richiede esperienza nel cucito. Si possono portare da casa ritagli di stoffa o piccoli oggetti significativi, oppure usare i materiali forniti in piazza. Ognuno potrà ricamare o applicare ciò che sente più vicino: il proprio nome, una denuncia su ciò che non funziona o manca nella società, un ringraziamento, un ricordo, un sogno o un desiderio per il futuro. «È ammessa qualsiasi utopia», precisano gli organizzatori.

Frammenti e ricami saranno poi assemblati in una grande tela su canapa, un'opera collettiva contemporanea nata «dal basso». Al termine del progetto entrerà ufficialmente nella collezione della Pinacoteca civica di Racconigi, dove sarà esposta in modo permanente.

Per motivi organizzativi e per garantire i materiali a tutti, è gradita l'iscrizione via mail a presidiarte@gmail.com o a pinacoteca.racconigi@gmail.com.