Curiosità - 26 settembre 2026, 07:39

Incontro ravvicinato con Pinocchio, alla libreria San Paolo di Alba

Il burattino originale dello sceneggiato tv di Comencini continua a parlare a ciascuno di noi, tra fantasia e verità

«C'era una volta... - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze».

Ecco l'incipit del capolavoro intramontabile di Collodi, tradotto in tutto il mondo con versioni in oltre 240 lingue e uscito con il titolo "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino", dove i fili che muovono il nostro eroe di legno sono spesso troppo corti per contenere la sua vitalità e il suo ingegno.

Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, nacque nel 1826. Anche il nome con il quale è passato alla storia racconta qualcosa delle sue origini: "Collodi" deriva infatti dal piccolo paese della Toscana in cui era nata la madre e al quale lo scrittore rimase profondamente legato.

Le avventure di Pinocchio iniziarono ad apparire a puntate nel 1881 sul Giornale per i bambini e nel 1883 furono pubblicate in volume. Da allora quel pezzo di legno ha fatto davvero il giro del mondo, arrivando persino ad Alba, che ha celebrato così i 200 anni dalla nascita di Collodi.

E lo ha fatto con il burattino originale della serie tv diretta da Luigi Comencini che grandi e piccini hanno potuto ammirare alla libreria San Paolo, seconda tappa del tour che toccherà tutta Italia in vista della prima messa in onda dello storico sceneggiato "Le avventure di Pinocchio", avvenuta nel 1972.

Grazie a questa iniziativa, è tornato così a nuova vita uno dei racconti televisivi italiani più amati, che ha contribuito a rendere celebre il burattino di Collodi e fissarlo nell'immaginario di molte generazioni.

Protagonisti Nino Manfredi e Gina Lollobrigida, nei panni rispettivamente di Geppetto e della Fata Turchina, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in quelli indimenticabili de' il Gatto e la Volpe, Vittorio De Sica nel ruolo del giudice e Andrea Balestri, scelto per interpretare Pinocchio.

Il tema musicale, allegro e malinconico nello stesso tempo, firmato da Fiorenzo Carpi, ci riporta nel Granducato di Toscana, alla metà del XIX secolo, dove il falegname che vive in una stamberga e il fuoco è disegnato su una parete, decide di fabbricare un burattino di legno, con un ciocco regalatogli da Mastro Ciliegia. Grande la sua meraviglia quando al termine dell'opera, la scultura inizia a parlare. E ancor più grande la sorpresa quando, al suo risveglio, Mastro Geppetto si ritrova davanti non più il burattino, ma un bambino in carne ed ossa.

Oltre a Comencini, geni come Disney, Benigni, Zemeckis, Garrone e del Toro hanno a loro modo reinterpretato Pinocchio. Anche la musica lo ha adottato: basti pensare a Burattino senza fili di Edoardo Bennato o Lettera a Pinocchio interpretata da Johnny Dorelli e al musical dei Pooh.

Pinocchio, oltre ad essere il libro più letto e venduto nel mondo dopo la Bibbia e il Corano, è emblema della cultura italiana, simbolo della nostra identità e un mezzo di promozione dell'immagine del nostro Paese a livello internazionale.

Dietro le avventure del protagonista c'è molto più di una semplice fiaba: la ribellione alle regole, gli errori, le tentazioni, la sofferenza e infine la crescita trasformano il viaggio di Pinocchio in una grande metafora del passaggio dall'infanzia alla maturità.

Proprio rileggendo Collodi si scoprono tante curiosità spesso dimenticate. A cominciare dal celeberrimo naso che si allunga quando Pinocchio dice una bugia. Non era un proverbio popolare: fu un'intuizione di Collodi diventata successivamente universale. Con Pinocchio sono entrati nel linguaggio comune anche personaggi e luoghi diventati veri archetipi: il Gatto e la Volpe come simbolo dei truffatori, Lucignolo come ragazzo scapestrato, il Grillo Parlante come voce della coscienza e il Paese dei Balocchi come luogo di un divertimento sfrenato che nasconde conseguenze ben meno piacevoli.

A due secoli dalla nascita di Collodi, dunque, quel "pezzo di legno" continua a vivere. E l'esperienza offerta dalla libreria San Paolo è stata l'occasione per ascoltare nuovamente le parole dello scrittore e ritrovare dietro il lungo naso, le fughe e le disubbidienze di Pinocchio, una storia senza età: quella di chi sbaglia, cresce e prova, avventura dopo avventura, a diventare "umano".

Silvia Gullino