Economia - 28 settembre 2026, 19:02

Caro energia, tante le piscine a rischio chiusura in Piemonte

L'associazione gestori dichiara lo stato di emergenza. Sublimi: "Serve subito un tavolo con Governo, Regione e Comuni o ci saranno chiusure di massa"

Caro energia, tante le piscine a rischio chiusura in Piemonte

Le piscine italiane non reggono più il peso del caro energia. Marco Sublimi, presidente di GES.PI. – Associazione Gestori Piscine Piemonte e vicepresidente di Congepi, dichiara ufficialmente lo stato di emergenza per il settore: senza interventi immediati e strutturali, molti impianti rischiano di non poter proseguire l'attività. 

"Le piscine sono un servizio essenziale per la salute, la riabilitazione, lo sport, l'inclusione e la vita sociale delle comunità. Ma sono anche, per loro natura, impianti ad altissimo consumo energetico: l'elettricità alimenta senza sosta pompe, filtrazione, trattamento dell'acqua, ventilazione e illuminazione, mentre il gas serve a riscaldare l'acqua delle vasche e gli ambienti", sottolinea Sublimi.

I numeri della crisi

• Energia elettrica (PUN, GME): da una media di 109,08 €/MWh a settembre 2025 a 209,30 €/MWh il 24 settembre 2026. Un aumento di 100,22 €/MWh, pari a +91,9%. 

• Gas metano (PSV): da una media di circa 0,373 €/Smc (~35 €/MWh) a settembre 2025 a una media di 0,841 €/Smc (~78,80 €/MWh) a settembre 2026. Un aumento di 0,468 €/Smc, pari a oltre +125%. 

"Come GES.PI. lavoriamo da sempre per contenere i costi e garantire la sostenibilità economica degli impianti", aggiunge Marco Sublimi. "Ma davanti al raddoppio contemporaneo di elettricità e gas, le sole forze dei gestori non bastano più. Come Congepi siamo già in contatto con il Governo per ottenere misure e ristori d'emergenza a livello nazionale".

L'appello al territorio 

Sul piano locale, Sublimi si rivolge direttamente alle istituzioni piemontesi: "Rivolgo un invito formale e urgente alla Regione Piemonte, ad ANCI e a tutti i sindaci dei Comuni che ospitano una piscina: incontriamoci subito. Le piscine sono beni pubblici con una funzione sociale, sanitaria e sportiva insostituibile. Lasciarle sole significa condannarle alla chiusura. Sediamoci a un tavolo comune per trovare soluzioni straordinarie e salvare gli impianti del nostro territorio".

comunicato stampa