Politica - 28 settembre 2026, 10:11

Provincia, amministratori comunali al voto probabilmente l’ultima domenica di novembre

Per la presidenza Robaldo senza rivali. Pd e centrosinistra tentati dalla scelta aventiniana o dalla scheda bianca. Per il Consiglio provinciale, salvo improbabili novità dell’ultima ora, si prospettano tre liste come nel 2024

Quattro anni fa, proprio in questi giorni – il 26 settembre 2022 - Luca Robaldo, sindaco di Mondovì, veniva eletto presidente dell’Amministrazione provinciale di Cuneo vincendo la sfida contro l’avversario Roberto Dalmazzo, sindaco di Lagnasco.

Sostenuto dalla lista “Patto Civico per la Granda” con l’appoggio di Pd e centrosinistra, Robaldo aveva ottenuto 43.826 voti “ponderati” contro i 38.164 di Dalmazzo, espressione della lista di centrodestra “Granda nel cuore Dalmazzo presidente", cui aderivano Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. 

In quattro anni lo scenario politico-amministrativo della Provincia è mutato radicalmente.

Pd e il centrosinistra, nel marzo dello scorso anno, hanno “strappato” con Robaldo accusandolo di non aver mantenuto fede agli accordi e si sono collocati all’opposizione.

Due fondamentalmente i motivi della rottura voluta dall’allora segretario provinciale Mauro Calderoni e fatta propria dai quattro consiglieri provinciali: Stefania Dulisse, Davide Sannazzaro, Alberto Gatto e Loris Emanuel.

Il primo, la scelta di Robaldo e del suo Patto Civico, in occasione delle elezioni regionali del 2024, di appoggiare la lista Cirio collocandosi, di fatto, nel centrodestra.

Il secondo, più celato ma non meno condizionante, l’esplicito sostegno dato da Robaldo a Mauro Gola nella sua scalata alla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

Robaldo e Dalmazzo sono ora sulla stessa barca, dal momento che insieme si sono ritrovati in occasione della consultazione regionale di due anni fa e l’asse Patto Civico-Forza Italia è andato rafforzandosi in vista delle imminenti elezioni provinciali.

La data ipotizzata – ma non ancora confermata dal presidente cui compete fissarla – potrebbe essere domenica 22 novembre.

Ammesso che sia effettivamente questo il giorno in cui i circa 2800 amministratori comunali della Granda saranno chiamati alle urne, in questa occasione si voterà contestualmente sia per il rinnovo del presidente che del Consiglio provinciale.

Robaldo al momento non ha rivali a meno che Pd e centrosinistra decidano di contrapporgli una candidatura, cosa che appare però poco probabile. 

Difficile di questi tempi trovare chi sia disposto a scendere in campo per una partita che si sa essere persa già in partenza, senza dimenticare che gli stessi quattro attuali consiglieri provinciali, non sono tutti del medesimo avviso.

Più verosimile l’opzione di una scelta “aventiniana” e cioè che sindaci e consiglieri di quest’area politica non ritirino la scheda per la votazione del presidente o comunque votino scheda bianca.

Una scelta “pesante” dettata da motivi politici che rappresenterebbe tuttavia un gesto di rottura istituzionale senza precedenti nella storia politico-amministrativa del Cuneese. 

Il Pd avrebbe voluto una soluzione unitaria per il Consiglio provinciale che appare però impossibile visto che Fratelli d’Italia, Patto Civico e Forza Italia hanno dichiarato di non volerla, come espressamente dichiarato dal presidente provinciale di FdI William Casoni e dal capogruppo alla Camera di FI Enrico Costa.

Robaldo ha 90 giorni di tempo indire le elezioni provinciali; le liste devono essere presentate 21 giorni prima e sottoscritte da circa 150 amministratori per quanto riguarda il Consiglio provinciale e da 420 per la candidatura alla presidenza.

Giampaolo Testa