Riceviamo e pubblichiamo.
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A pochi giorni dalla scadenza della prima rata Tari del 30 settembre, riteniamo doveroso tracciare un primo bilancio della nuova gestione del servizio rifiuti affidata direttamente a Str attraverso il sistema dell’“in house providing”.
Nelle Commissioni Ambiente che hanno preceduto questa scelta avevamo espresso forti perplessità. Con il supporto dei nostri tecnici avevamo evidenziato come l’abbandono della gara pubblica avrebbe comportato la perdita dei benefici derivanti dalla concorrenza e il concreto rischio di ritrovarsi con maggiori costi e minori servizi.
Non solo. Anche nel corso del dibattito in Consiglio Comunale abbiamo ribadito con chiarezza la nostra posizione, sottolineando i rischi legati all’affidamento diretto e la necessità di garantire ai cittadini servizi adeguati a fronte dei costi sostenuti.
Oggi possiamo dire che quei timori hanno trovato conferma.
La raccolta porta a porta del vetro nel centro storico è stata eliminata. La raccolta domiciliare ordinaria del verde non è più compresa nel servizio e viene effettuata solamente su richiesta e a pagamento. A questo si aggiunge la riduzione di alcuni passaggi nei giorni festivi.
Sono fatti concreti, non valutazioni teoriche.
Nel frattempo è venuto meno uno dei principali vantaggi che una gara pubblica avrebbe potuto garantire: il confronto competitivo tra operatori e la possibilità di ottenere condizioni economiche più favorevoli per i cittadini. Nessun ribasso, nessuna concorrenza e, oggi, anche meno servizi.
È proprio questo il punto politico della questione. Quando si sceglie l’affidamento diretto occorre dimostrare che il nuovo modello garantisca almeno lo stesso livello di servizio a costi sostenibili. Oggi, invece, il quadro che emerge è differente: alcuni servizi sono stati eliminati, altri sono diventati a pagamento e i cittadini continuano a sostenere una Tari sempre più pesante.
Nessuno mette in discussione l’impegno di Str né la professionalità di chi quotidianamente svolge il servizio. Il tema è un altro: capire se la decisione assunta dall’Amministrazione e dal sistema Coabser stia realmente portando benefici ai cittadini.
Abbiamo sempre sostenuto che la scelta dell’in house avrebbe dovuto tradursi in vantaggi concreti e facilmente misurabili. Ad oggi, però, ciò che i cittadini vedono è la riduzione di alcuni servizi e l’introduzione di nuovi costi a carico delle famiglie.
Per questo chiediamo la massima chiarezza sui costi effettivi della nuova gestione, sugli investimenti programmati e sugli obiettivi di miglioramento del servizio.
Alla vigilia della scadenza Tari, la domanda che molti cittadini si pongono è semplice: se si paga uguale o di più, perché si ricevono meno servizi?
Noi quella domanda l’avevamo posta mesi fa nelle Commissioni e l’abbiamo ribadita anche in Consiglio Comunale. Oggi riteniamo che meriti finalmente una risposta chiara.
Giuliana Mossino, Lega;
Carlo Patria, Fratelli d’Italia;
Francesco Racca, Forza Italia