É stato inaugurato a Cardè, sabato 26 settembre, il nuovo 'Sentiero delle Masche', un percorso culturale e narrativo che valorizza racconti, testimonianze e tradizioni popolari legate al territorio del paese sulle sponde del fiume Po nella pianura Saluzzese, restituendo ai suoi abitanti e ai visitatori un patrimonio immateriale che rischiava di andare perduto.
L'iniziativa è stata curata da 'M2B' per conto della Compagnia del Cardo, presente all'appuntamento con il proprio gruppo di volontari e volontarie, affiancata da Cristina Bertolino di Folklore in Piemonte e da Massimo Cismondi, consigliere comunale di Vottignasco.
Numerose le presenze istituzionali. Per il Comune di Cardè hanno partecipato la vicesindaca Lorena Bechis, la consigliera Francesca Reitano, il consigliere Luca Abbà e il capogruppo di maggioranza Renato Nicola. Presente anche Luca Giuseppe Madala, neoassessore alle politiche sociali, ecologia e ambiente del Comune di Verzuolo, uno degli altri Comuni coinvolti nel progetto 'ContaminAzioni'.
I saluti della consigliera regionale Federica Barbero sono stati portati da Alice Ragni Calzuola.
Un momento particolarmente significativo si è svolto alla prima tappa del percorso, dove è stato proprio Renato Nicola, custode di molte delle memorie locali legate alle masche, a scoprire ufficialmente i pannelli informativi.
Un gesto simbolico che ha voluto riconoscere il contributo fondamentale delle persone che hanno conservato e tramandato questi racconti attraverso le generazioni.
Le narrazioni presenti lungo il sentiero sono state realizzate da Mattia Meirone Barbero, presidente della Compagnia del Cardo, partendo da un accurato lavoro di ricerca e raccolta delle fonti.
Determinanti sono state le testimonianze di Renato Nicola e Bernardino Ballari, già coinvolti in precedenti iniziative di valorizzazione linguistica promosse da Octavia attraverso il progetto 'Tra Jer e Doman'. Un importante supporto scientifico è arrivato inoltre da Marta Sanziel, giovane consigliera comunale di Cardè, che ha messo a disposizione la propria tesi di laurea dedicata al tema.
Tra le fonti utilizzate figura anche il volume 'Cardè lo sapevate che...', realizzato nell'ambito del progetto Viviambiente negli anni scolastici 2000/01, 2001/02 e 2002/03 (Moretta, Clavilux Edizioni, 2006). Un'opera che assume per il curatore del sentiero un significato speciale, avendo collaborato alla sua realizzazione già da studente della scuola elementare.
Il progetto ha potuto contare su una rete di partner istituzionali e culturali di grande valore.
"Un ringraziamento particolare – desidera fare Mattia Meirone Barbero, presidente della Compagnia del Cardo - alla Città di Saluzzo, capofila del progetto ContaminAzioni, al quale Cardè ha aderito grazie all'impegno dell'assessore Alessandro Ponsi. Fondamentale anche il contributo dell'associazione Ratatoj, con un ringraziamento speciale a Nicolò Valenzano Capogruppo di Maggioranza nel Consiglio comunale di Saluzzo. Un sentito grazie va inoltre al Comune di Cardè per il supporto logistico e la collaborazione dell'ufficio tecnico, all'Università degli Studi di Torino, che attraverso la professoressa Alessandra Cugno del Dipartimento di Studi Umanistici ha fornito importanti elementi di studio sui toponimi locali, e alla Biblioteca Aperta di Ostana, modello di riferimento per l'attenzione verso lingue, comunità e processi di rinascita territoriale capaci di coinvolgere le giovani generazioni".
"Il Sentiero delle Masche – spiega Meirone Barbero - non nasce per raccontare soltanto storie del passato. Nasce per mettere in dialogo le generazioni, per dimostrare che la cultura popolare può ancora essere uno strumento di crescita, di curiosità e di appartenenza. Abbiamo cercato di raccogliere voci, memorie e studi diversi, trasformandoli in un percorso accessibile a tutti. Per me ha avuto un significato particolare anche il ritorno a una delle fonti utilizzate, il libro 'Cardè lo sapevate che...', al quale avevo contribuito da bambino. È la dimostrazione – conclude il presidente della Compagnia del Cardo - che la cura della memoria è un lavoro collettivo che continua nel tempo. Ringrazio tutti i partner, le istituzioni e le persone che hanno condiviso con noi racconti, competenze e passione. Questo sentiero è il risultato di una comunità che sceglie di valorizzare la propria identità guardando al futuro".