Sono state e continuano ad essere numerose le reazioni all'articolo e soprattutto al video che TargatoCn ha pubblicato ieri (LEGGI QUI), ripreso poi da numerose testate, anche nazionali, in particolare dopo l'intervento della consigliera regionale di AVs Giulia Marro.
Un episodio accaduto domenica 20 settembre, quando una ragazzina di 14 anni, marocchina di origini, si sarebbe vista negare l'accesso al bus sostitutivo che, dalla stazione di Fossano, l'avrebbe riportata a Cuneo.
Come si sente nel video, il fratello 28enne, arrivato a Fossano per prendere la sorella, ha un acceso confronto con l'autista, intercettato una volta rientrato dal viaggio verso Cuneo. Il servizio, infatti, fa spola tra le due cittadine.
I commenti sono stati migliaia. Si dividono tra chi non crede che l'autista possa aver agito come invece racconta il fratello - allora perché scusarsi? - e chi, invece, esprime sgomento rispetto ad un clima davvero pericoloso, che ci fa piombare indietro di decenni.
C'è anche chi dice che, se i fatti fossero confermati, l'autista avrebbe fatto bene. Perché siamo in un momento in cui il razzismo dilaga.
Ed è per questo che il giovane ha voluto denunciare l'episodio, rivolgendosi anche ai carabinieri. Perché in vent'anni di vita in Italia, mai alla sua famiglia era successa una cosa del genere. Ed è preoccupato.
Oggi è arrivata la replica dell'azienda, la STAT di Casale Monferrato, che ribalta la narrazione dei fatti.
La pubblichiamo integralmente
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Come azienda, affidataria del servizio sostitutivo ferroviario tra Fossano e Cuneo, in merito al video pubblicato dalla testata TargatoCN intitolato "Autista nega l'accesso al bus" e ripreso da altri mezzi di informazione, osserviamo quanto segue.
Abbiamo garantito e sempre garantiremo il servizio pubblico di trasporto, ovviamente senza alcun tipo di discriminazione: STAT ripudia ogni forma di razzismo.
Diversamente da quanto riportato, non è mai stato negato l'accesso al bus da parte del nostro personale e la ragazza che era già a bordo dell'autobus, è scesa volontariamente (non le è mai stato chiesto di farlo).
Nello stesso luogo erano presenti altri tre bus diretti alla stessa destinazione e in partenza alla stessa ora, altrettanto gestiti dalla nostra azienda.
STAT si dissocia da eventuali comportamenti scorretti e potenzialmente offensivi dell'autista in alcun modo ad essa riferibili.
Gruppo STAT
Chiaramente l'azienda prende le difese del proprio dipendente, uno dei circa 200.
Tra loro ci sono anche numerosi stranieri, più precisamente di nazionalità marocchina, afgana, brasiliana, argentina, rumena ed albanese, segno del fatto che l'azienda di trasporti ripudia ogni forma di discriminazione e razzismo.
Cosa che non abbiamo mai messo in dubbio, lo specifichiamo.
Ciò che auspichiamo è solo che i fatti vengano presto acclarati.