Curiosità - 29 settembre 2026, 14:29

Si celebrano gli Arcangeli, festa alla Sacra di San Michele, simbolo del Piemonte

Il 29 settembre la devozione al Principe delle milizie celesti tra fede, storia e antiche leggende

Principe delle schiere celesti e protettore del passaggio di stagione, il 29 settembre si celebra san Michele Arcangelo. Questa ricorrenza un tempo segnava la fine dell’estate e l’inizio simbolico dell’autunno, ereditando un ruolo che in epoca romana era legato alle divinità dei raccolti, poi trasposto nel calendario cristiano.

La data, vicina all’equinozio d’autunno, dettava la chiusura dei lavori agricoli e del pagamento dei contratti. Dai pascoli più alti del Piemonte, i pastori facevano ritorno a casa con il tradizionale rito della transumanza.

Giusto in Piemonte il culto di san Michele si intreccia con la storia della Sacra di San Michele, meta di fede e punto di riferimento spirituale per pellegrini e turisti.

Un po’ di storia

La Sacra di San Michele è un’antichissima abbazia costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del monte Pirchiriano, a 962 metri sul livello del mare, nel Comune di Sant’Ambrogio di Torino, ad appena 40 km dal capoluogo piemontese.

La Sacra è «Culmine vertiginosamente santo», come la definì Clemente Rebora, poeta rosminiano del Novecento. Dal 1994 viene riconosciuta monumento simbolo della Regione Piemonte.

È stupenda in qualsiasi momento dell’anno, ma d’inverno, quand’è ammantata di neve, ha l’aspetto di un paesaggio davvero surreale, offrendo splendide immagini da qualunque prospettiva. Dall’alto dei suoi torrioni si può ammirare un panorama mozzafiato sulla Val di Susa.

Dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, nasce come abbazia benedettina e dal 1836 è gestita dai Padri Rosminiani. Si trova lungo una via di pellegrinaggio che unisce in linea retta 7 santuari dedicati al Principe delle milizie celesti, dall’Inghilterra alla Puglia. L’abbazia è inoltre collocata sia lungo la Via dei Franchi, che la Via Francigena, antichissimi percorsi di pellegrinaggio ancora molto battuti.

La denominazione corretta della Sacra di San Michele è in realtà abbazia di San Michele della Chiusa. All’interno della Chiesa dell’abbazia, risalente al XII secolo, sono sepolti alcuni membri della famiglia reale di Casa Savoia.

L’antico culto all’Arcangelo Michele avvolge e coinvolge il pellegrino lungo il suo tragitto attraverso le arcate della chiesa e le bizzarre sculture medioevali o gli infiniti rocciosi gradini.

Il percorso di visita all’interno della Sacra di San Michele può trasformarsi in un viaggio, un cammino alla ricerca e alla scoperta di una forte e autentica spiritualità.

Tra i dettagli più singolari c’è lo Scalone dei morti, una scalinata in pietra costruita tra la roccia affiorante, per raggiungere la chiesa. È molto famosa anche la moderna statua di san Michele Arcangelo, scolpita nel 2005 da Paul dë Doss-Moroder.

L’arte ha pure la sua parte. Si possono scovare messaggi celati e simbolismi da interpretare tra gli innumerevoli particolari scultorei, all’interno di una raffigurazione pittorica o semplicemente osservando l’eccezionale struttura architettonica: ovunque la si guardi, questa millenaria abbazia sprigiona un forte senso religioso.

Il consiglio migliore è quello di lanciarsi alla scoperta di questo antico luogo. I Padri Rosminiani vi accolgono, in questo millennio, nello stesso spirito con cui i monaci clusini accoglievano pellegrini e devoti che camminavano verso una meta sacra.

La predica dei morti

L’affresco più antico all’interno della Sacra è “La predica dei morti” del XIV secolo, di autore ignoto.

Esso raffigura due defunti, nel loro sepolcro, che reggono in mano delle pergamene recanti una scritta in latino: «Miseremini mei miseremini mei saltem vos amici miei quia manus Domini tetigit me» ovvero «Pietà di me - pietà di me almeno voi amici miei - perché la mano del Signore mi ha toccato».

E in lingua francese, chiedono una preghiera ai viventi che sono di fronte: «O voi che passate di qua - pregate Dio per i trapassati - perché un giorno noi eravamo come voi e un giorno voi sarete come noi».

Torre della bell’Alda

Ogni angolo all’interno della struttura è suggestivo, ma una maggiore attenzione meritano la biblioteca con i suoi 10mila volumi antichi e soprattutto la Torre della Bell’Alda, legata ad un’antica leggenda.

Si narra che la giovane Alda, fanciulla paesana, arrivò alla Sacra per pregare contro i mali della guerra. La ragazza ebbe la sventura di essere sorpresa dai soldati nemici e tentò di sfuggire al loro assalto, rifugiandosi nella torre, ma non avendo altra via di scampo si gettò nel burrone, invocando l’aiuto di san Michele e della Vergine. Miracolosamente si salvò arrivando illesa in fondo al precipizio.

Alda non riuscì a resistere alla tentazione di vantarsi del miracolo ricevuto e, di fronte all’incredulità dei suoi compaesani, si offrì di ripetere il salto. Questa volta, però, venne punita per la sua vanità e superbia e incontrò un’orribile morte. Di lei non rimase nulla, tanto che un detto piemontese recita ancora: «L toc pi gross a l’è l’ouria» ovvero «Il pezzo più grosso è l’orecchio».

La visita di san Giovanni Paolo II

San Giovanni Paolo II aveva molto a cuore san Michele. La sua forte devozione per il Principe degli angeli è stata alimentata il 14 luglio 1991 proprio con la visita alla Sacra di San Michele.

In quell’occasione papa Wojtyla affermava: «Sono venuto quassù per venerare il Principe delle Milizie celesti ed implorare ancora una volta la sua protezione su tutta la Chiesa. Il suggestivo pellegrinaggio a questo luogo sacro è un richiamo al primato assoluto di Dio, Signore della Storia. Il nostro mondo inquieto, preso spesso dalla fretta e frastornato dai rumori, ha bisogno di luoghi privilegiati come questo, capace di far riscoprire il senso profondo della vita e di far ritrovare il proprio volto nella contemplazione del volto del Figlio dell’Uomo, che qui si è manifestato a generazioni di Monaci benedettini e continua a rivelarsi come dono di grazia a quanti lo cercano con cuore sincero. Il silenzio, la solitudine, l’ascolto e la preghiera, qui favoriti da una incomparabile cornice naturale, artistica e storica, non possono non suscitare pensieri elevati e alimentare il cuore dell’uomo, sempre assetato di verità, che è Dio stesso».

Preghiera a san Michele Arcangelo

O San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro la perfidia del demonio. Supplici noi ti preghiamo, fa che satana e gli altri spiriti maligni, siano da te, Principe della milizia celeste, sconfitti, in virtù dei doni a te concessi da Dio. Noi te lo chiediamo per i meriti di Nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna, nei secoli dei secoli. Amen.

 

Silvia Gullino