C’è un momento, in autunno, in cui i grandi parchi storici sembrano trattenere il respiro. Le aiuole si fanno più discrete, i colori si concentrano, e il paesaggio — se lo si ascolta — smette di essere solo scenografia e inizia a parlare di sapori. È in quello spazio sottile, tra memoria e tavola, che sabato 10 ottobre 2026, alle 17, il Castello di Racconigi ospita I Giardini del Gusto.
L’evento, organizzato Lions Club Racconigi con il Distretto Lions 108 Ia3, nasce in collaborazione con le Residenze Reali Sabaude, il Castello e Parco di Racconigi e la Città di Racconigi. Il sottotitolo è già un programma: «Quando il paesaggio diventa cucina». Non una cena tematica, ma un percorso culturale e gastronomico che tiene insieme tre mondi troppo spesso tenuti separati: la storia di una residenza sabauda Patrimonio UNESCO, la vita del suo parco e la cucina contemporanea che sa leggere i fiori come ingredienti, non come ornamento.
Il cuore poetico della serata è una formula semplice e memorabile: cinque fiori, cinque caratteri, cinque esperienze. Nasturzio, viola, rosa, begonia e tagete diventano altrettanti personaggi. Ognuno ha un temperamento — piccante, delicato, profumato, acidulo, solare — e ognuno invita a un passaggio diverso, dal vivaio al piatto, dal ricordo al calice.
A ideare e curare il progetto è lo chef Aldo Redigolo, che costruisce un racconto gastronomico a partire dal giardino e non a dispetto di esso. Intorno a lui si muove un palinsesto di voci che restituiscono spessore al luogo e all’idea.
Alessandra Giovannini Luca, direttrice del Complesso monumentale del Castello e Parco di Racconigi, interviene su Il Castello di Racconigi: da residenza privata a patrimonio pubblico. È il primo atto necessario: capire come una dimora di villeggiatura dei Savoia sia diventata bene comune, e perché oggi possa ospitare un dialogo tra cucina e paesaggio senza tradire la propria vocazione.
Marco Ferrari parla de Il parco del Castello di Racconigi. Qui il tema si allarga: i circa 170 ettari disegnati nel tempo da Le Nôtre e poi trasformati in parco romantico da Xavier Kurten non sono un fondale, ma un organismo vivo — alberi monumentali, acqua, prospettive, coltivazioni storiche — che continua a chiedere cura e interpretazione.
Cristina Gentile porta Il ricordo di un’esperienza: la memoria sensoriale, quella che resta dopo che un fiore è stato assaggiato, un viale percorso, una storia ascoltata. Marco Sutter affronta Il fiore della cucina contemporanea, il punto in cui tecnica e immaginazione incontrano l’edibile. Silvia Parodi chiude il cerchio con Dal vivaio alla tavola, il tragitto concreto della pianta che diventa piatto.
Lungo il percorso tornano le parole chiave del manifesto: storia, paesaggio, fiori eduli, degustazione, vini, e infine «il saluto dei giardini» — quasi un inchino del parco a chi ha accettato di entrarci non solo da visitatore, ma da commensale.
L’appuntamento ha anche un volto civile. Il ricavato delle donazioni sarà destinato alla Fondazione Ospedale Savigliano, Saluzzo, Fossano. Info e prenotazioni: 329 3709865 e 392 7076675. Tra i partner figurano Morosini 7 e tastee.it
A Racconigi, per una sera di ottobre, il giardino non sarà solo da guardare. Sarà da ascoltare, da degustare, da restituire. Cinque fiori basteranno a ricordare che il paesaggio, quando trova la cucina giusta, smette di essere cornice e torna a essere sostanza.